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Previsioni

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Caldo e siccità influenzano la produzione mondiale di vino, con cali generalizzati che hanno toccato molte regioni del mondo. Per il quarto anno consecutivo secondo le previsioni dell’OIV, si dovrebbe assistere a un calo seppur lieve del livello dei volumi globali di produzione vinicola, simile a quello osservato lo scorso anno. Tra le cause il cambiamento climatico e la guerra Russia-Ucraina, eventi che stanno comprimendo le vendite e la produzione globali dell’industria vinicola da 300 miliardi di dollari, in un settore come quello enoico che si riprendendo dalla pandemia. Questo in sintesi il quadro emerso durante il 43° Congresso mondiale dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino in corso in Messico.

Come sarà il millesimo 2022 in Champagne? Secondo i primi riscontri della vendemmia iniziata il 20 agosto per i Cru più precoci, sarà un’annata perfetta per la Champagne con volumi significativi. Gli ultimi grappoli sono stati raccolti, i centri di pressatura hanno consegnato gli ultimi mosti e la fermentazione è in corso. Una previsione positiva nonostante la siccità dell’estate, la pioggia è caduta al momento giusto, consentendo un’ottima maturazione con uno stato sanitario ottimo dell’uva.

C’è sempre più attenzione nei confronti del segmento Craft Spiritis, un’ondata di artigianalità che non sembra arrestare la sua corsa. Un mercato in crescita e in salute, con una valutazione monstre da 37 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dalla società di ricerca tecnologica globale Technavio, con un focus sul settore degli alcolici artigianali tra il 2020 e il 2025.

Il testo approvato ieri dalla Commissione Finanze della Camera sembra introdurre una tassazione tra le 5 e le 15 volte più alta di qualsiasi imposta sul Settore mai ipotizzata nel nostro Paese, colpendo non solo le imprese, ma anche i lavoratori diretti, indiretti e l’intera filiera, oltre ai consumatori. La proposta approvata ieri potrebbe avere un impatto fino a 1€/litro di bevanda prodotta o venduta in Italia: questa entità di prelievo avrebbe una ricaduta sul prezzo al consumo dal 135% fino al 300% nel caso dei prodotti di fasce di prezzo più basse, penalizzando in particolare le classi sociali più deboli.

Quello della distilleria italiana è un comparto molto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualità ed alla valorizzazione delle materie prime. Ma allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo che lo circonda contribuendo attivamente all’economia circolare ed al contenimento dell’impatto ambientale. Un’eccellenza tutta italiana che pur avendo registrato negli ultimi tempi un calo di fiducia, mantiene inalterati i suoi guadagni, guarda con fiducia al futuro, e mira sempre di più al mercato estero.