Marco Bormolini
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Vini Coppi: viaggio nella culla del Primitivo di Gioia del Colle

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a cura di Marco Bormolini

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C’è una zona vitivinicola in Puglia che sta destando l’interesse degli addetti del settore e non solo. Stiamo parlando della zona di produzione del Primitivo Doc di Gioia del Colle, caratterizzato da un’originale eleganza, freschezza e bilanciamento, grazie ai terreni pietrosi collinari. Una storia di successo, che si intreccia con il racconto della Casa Vinicola Coppi. La storia di una famiglia pugliese attiva da decenni alla produzione vitivinicola sulle colline della Murgia dei Trulli, tra i primi a scommettere su questi vini. Siamo andati a Turi a conoscere meglio questa realtà e abbiamo avuto la fortuna di incontrare Antonio Coppi, l’uomo che di fatto ha creato questa azienda nel 1979, rilevando la proprietà della cantina storica attiva sin dal 1882 e trasformandola in una cantina moderna capace oggi di essere una realtà d’eccellenza.

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“Ricordo ancora come se fosse oggi quando l’allora proprietario Antonio Zaccheo, originario di Turi e impegnato anche in altre zone del vino in Italia, mi chiamò a collaborare con lui a metà degli anni ’60. Ero un giovane enologo, grazie all’entusiasmo e alla dedizione entrai subito in sintonia con questo grande uomo a cui devo tutto, ripensando a quel periodo mi commuovo ancora. Anni di passione e di fatica, ma anche anni in cui capii che il vino pugliese poteva avere uno spazio non solo come vino da taglio, ma soprattutto come un grande vino rosso in grado di reggere la longevità degli anni e la concorrenza di vini pregiati”.

La famiglia Coppi

CULLA DEL PRIMITIVO

Un vitigno storico il Primitivo, giunto in Puglia con ogni probabilità dall’altra sponda dell’adriatico per mano degli Illiri nel VII secolo a.c. I primi documenti sul Primitivo risalgono alla seconda metà del 1700, quando un uomo di chiesa, don Fancesco Filippo Indelicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle notò che tra tanti vitigni utilizzati ce n’era uno che giungeva a maturazione prima degli altri e dava un’uva particolarmente nera, dolce e gustosa che si poteva vendemmiare ad agosto. L’Indelicati selezionò il vitigno che in quel tempo era chiamato zagarese, per poi denominarlo “primitivo”, termine derivante dal latino primativus. Coppi con i suoi 100 ettari di vigneti di proprietà in Puglia, fra sud est Barese e Salento, è tra i produttori più importati nella culla della Doc del primitivo di Gioia del Colle. A ciò si aggiungono altri 100 ettari condotti stabilmente in affitto, con una meticolosa cura dalla vigna fino alla cantina, scelta aziendale produce vini al 100% da soli vitigni autocnoni: Primitivo di Gioia del Colle, Negroamaro, Aleatico, Falanghina, Malvasia Bianca e Malvasia Nera. Ma il vero cavallo di battaglia è il Primitivo di Gioia del Colle, basta un dato per far capire la qualità di questo vino. Su tredici riconoscimenti “3 Bicchieri assegnati dalla Guida Gambero Rosso” nel 2018 in Puglia, ben cinque fanno parte di cantine aderenti al Consorzio di Gioia del Colle, al quale aderiscono in tutto 14 cantine. “Io sono stato per anni alla Presidenza del Consorzio Gioia del Colle- continua Antonio Coppi- devo dire che l’unione tra i produttori del territorio ci ha fatto crescere, con una sana competizione sul piano esclusivamente qualitativo, grazie anche a scelte importanti come quella ad esempio di non poter imbottigliare fuori dal territorio del disciplinare”. Stanno arrivando altre cantine importanti del sud Italia a investire a Gioia del Colle, tanta notorietà ha portato il fatto che una cantina della zona sia stata scelto tra i fornitori del Presidente Americano Trump, i prezzi della terra sono in aumento e questo rappresenta un valore per preservare questo territorio.

ESTERO E SINERGIE

Alle cantine Coppi è un via vai di stranieri che in molti casi vengono apposta per visitare la cantina. Si può vivere l’emozione di toccare con mano la storia centenaria della famiglia Coppi e della vinificazione in questa Terra del Primitivo, con un percorso di visita e degustazione nella cantina storica alle porte di Turi, fra cisterne in pietra, botti di rovere, torchi e eventi di wine tasting e show cooking, un prezioso scrigno di tradizione e modernità del vino in Puglia, senza dimenticare anche la propria tipicità, con delle sinergie locali, come nel caso della recente apertura a Cantine Aperte. “Ci siamo detti perché non proviamo a coinvolgere anche le eccellenze del nostro territorio- spiega Doni Coppi, vice-presidente dell’azienda– allora ho coinvolto il mio amico Domingo di Pescaria e abbiamo organizzato un tasting dei loro panini al pesce che stanno riscuotendo un grande successo, insieme ai nostri vini. E’ bello poter contare su alleanze di questo tipo per far crescere e conoscere il nostro territorio, Turi potrebbe diventare una nuova meta grazie all’enoturismo”. Quanto all’estero, circa il 50 % delle bottiglia dei Vini Coppi prende la via dell’estero, come mercati principali sono Usa e Canada, mentre per rimanere in Europa la Svizzera è un paese importante, così come il mercato russo. Ma qual è il segreto di questa terra? La pietra bianca di Turi, di cui è ricco il terreno, conferisce sempre freschezza alle vigne che non vanno in stress idrico anche in periodi di forte siccità, oltre a una brezza marina costante che soffia su questa zona che si trova a un’altitudine media di circa 300 metri sul livello del mare, garantendo la pianta sempre asciutta. Un disciplinare che potrebbe presto fare arrivare in zona anche la Docg, Denominazione di origine controllata e garantita, sono già state gettati le basi per questo possibile nuovo traguardo.

VANITOSO E GLI ALTRI

Una cantina che grazie alla costanza e la perseveranza di Antonio e dei suoi figli Doni, Lisia e Miriam, hanno fatto in modo che questo marchio diventasse sinonimo di qualità, innescando un processo di riscoperta del territorio e di valorizzazione dei suoi prodotti, Oggi i vini Coppi sono una punta di eccellenza della produzione vinicola pugliese. L’etichetta più celebre è il Vanitoso, la Riserva 1999 ha avuto il merito di vedersi assegnata per la prima volta in assoluto una Gran Medaglia d’oro al Vinitaly 2006 ad un Primitivo doc Gioia del Colle. Oggi potrebbe essere normale parlare di questo premi per un vino pugliese, ma nel 2006 non era affatto così scontato. “E’ sempre una soddisfazione ricevere premi- chiosa Doni Coppi- ma il riconoscimento più bello è vedere l’evoluzione di questi vini nel tempo, con il Vanitoso Riserva 1999 che ancora oggi è un vino che da grandi soddisfazioni e può essere degustato per una ricorrenza speciale oppure ancora aspettato in cantina, perché potenzialità di invecchiamento di questi vini di Gioia del Colle è davvero tanta”. La gamma di etichette di Vini Coppi si compone di altri vini simbolo, come il Senatore ad esempio, un Primitivo Doc Gioia del Colle dedicato al Senatore Antonio Michele Coppi, lungimirante fondatore della Casa Vinicola Coppi nonchè enologo, profondo conoscitore del territorio della Murgia barese dei trulli di cui questo vitigno è una delle più nobili espressioni. Da segnalare anche l’attenzione alla spumantizzazione della cantina, tra le prime a scommettere sulle bollicine pugliesi con tre vini. Il Galà, una Malvasia Bianca IGP Puglia, l’Isotteo, uno brut di Verdeca e il Bollicinecherì, un Extra-Dry Salento Rosè.

INFO: www.vinicoppi.it

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