Pinterest LinkedIn

© Riproduzione riservata

Il mondo dell’olio è stato protagonista per tre giorni a Milano, dal 21 al 23 gennaio nella splendida cornice del Palazzo Stelline in corso Magenta. Una kernesse “Olio Officina Festival” che anche in questa quinta edizione è stata l’occasione per fare il punto tra gli operatori del settore offrendo una panoramica di livello. Tra produttori, grandi e piccoli, cuochi, ricercatori e appassionati, sotto la luce dell’ingrandimento un prodotto cruciale per la nostra filiera alimentare come l’olio.

arte-olearia-olio-officina-festival

Una rassegna, pensata da Luigi Caricato, che ha avuto il pregio di allargare il perimetro dal semplice assaggio o dal classico show cooking. Tantissimi appuntamenti, noi di Beverfood vi vogliamo sintetizzare alcuni messaggi e alcune storie più importanti, mentre vi rimandiamo al sito (www.olioofficina.com) per la consultazione di quello che è stato un programma davvero ampio. Dall’apertura del festival con “Mare d’argento”, il film di Carlos Solito in difesa degli ulivi in Puglia messi a rischio dalla Xylella, sino a sabato 23 ci sono tanti dibattiti interessanti e tante degustazioni.

 

GRANDI E PICCOLI E AVANGUARDIA

Un merito quello di Luigi Caricato di aver messo insieme grandi e piccoli produttori e fare un evento di livello. “La cooperazione tra piccoli e grandi è fondamentale- spiega il patron di Olio Officina Festival- E se proprio non ci può essere, che almeno i piccoli collaborino tra di loro. Il nostro problema è stata la frammentazione del podere, una divisione degli uliveti passati dal padre ai figli ha talmente parcellizzato il nostro patrimonio olivicolo da diventare un forte punto di debolezza”. Il tema del 2016 era quello dell’Avanguardia, una sintesi del pensiero di Luigi Caricato. “Essere all’avanguardia significa riconoscere la capacità di precorrere i tempi dimostrando di avere nuove idee e di pensare nel contempo a nuove formule e a nuovi stili, e adottando, di conseguenza, nuovi approcci, in grado di creare discontinuità e di presentare, anche ai nostri occhi, una visione diversa e alternativa rispetto a quella già conosciuta e ampiamente sperimentata”.

olio-officina-festival-arte-olearia-4

L’AIS IN CAMPO PER I CORSI

Una riflessione per una sinergia tra vino e olio, da sempre “fratelli” ma con strade separate. Ora, insieme con l’AIS, l’Associazione Italiana Sommelier, Olio Officina intende promuovere una sana cultura dell’olio con una serie di corsi di degustazione e formazione rivolti ai cultori del vino. Si erano gettate le basi con la giornata della cultura del vino e dell’olio, a Olio Officina Festival il Presidente dell’AIS Antonello Maietta ha voluto presentare un nuovo programma di corsi. Sarà quindi l’Associazione Italiana Sommelier, che formerà quindi anche i sommelier dell’olio con dei corsi di 10 lezioni. Sicuramente un passo importante per la valorizzazione del beverage, si attendono anche delle carte dell’olio specifiche nei ristoranti, cosi come da sempre avviene per il vino.

 

VENT’ANNI DI OLIO GARDA DOP

Olivicoltura estrema del nord e un compleanno speciale. Il Consorzio Olio Garda Dop www.oliogardadop.it/ ha festeggiato vent’anni a Olio Officina Festival. Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio, ha raccontato le ragioni del riscontro positivo degli extra vergini a marchio Dop sul mercato, un successo che parte da molto lontano. “Rispetto ad altre realtà piccole negli anni l’olio Garda ha guadagnato la sua dignità e il suo spazio, insieme ad una maggiore conoscenza del nostro prodotto– le parole di Andrea BertazziRaggruppiamo 471 frantoiani, iscritti a superficie 671 ettari e in annate buone produciamo 232.00 chili di olio certificato dop, visto che una parte viene utilizzata per autoconsumo”.

Contatti email Aziende Beverage And Food Distribuzione Ingrosso Alimentari Banchedati CSV Excel

FRANTOIO DEL FUTURO

“Nessuna nazione può vantare la tradizione dell’olio come l’Italia. Dobbiamo riprendere il riolo di nazionale leader nella diffusione dell’olio e con le tecnologie moderne si può fare tantissimo”. Cosi ha esordito nel suo intervento Domenico Fazio, Direttore di Alfa Laval www.alfalaval.it/, società specializzata nella produzione di macchinari per l’industria alientare, che proprio nella produzione di macchinari per l’olio ha una nicchia di mercato. “Per molti anni la tecnologia è rimasta ancorata a sfruttare le migliori tecniche partendo dal campo, e dalla relativa maturazione delle olive la raccolta si prolungava per mesi da prima di novembre e maggio per una disponibilità limitata. Ora dobbbiamo pensare che con i progressi che sono stati effettuati, in alcuni situazioni siamo in grado di avere un’attenzione al prodotto in grado di concentrare la raccolta in una finestra di due settimane, con i frantoi che sono obbligati a sostituire i propri impianti per una razionalizzazione del prodotto. Si tratta di un lavoro che è solo all’inizio, è un mondo che è molto evoluto negli ultimi trent’anni ma siamo ancora nella fase del cammino. Oggi il frantoio richiede troppo lavoro umano. Gli operatori, i frantoiani, sono troppo impegnati a gestire il frantoio piuttosto che a verificare che il processo avvenga secondo i parametri e gli standard desiderati. Non vedo perchè, al pari di quanto accade in altri settori, come quello del latte o del pomodoro, non si possa giungere all’automazione integrale dell’impianto”.

Luigi-caricato-e-domenico-fazio
Luigi Caricato (a sinistra), patron di Olioofficina Festival e Domenico Fazio direttore di Alfa Laval

STORIE DI OLIO

Tante le storie di Olio in questa tre gioni. Da Sommariva, www.oliosommariva.it/index.php/it/, storica azienda ligure di Albenga che lo scorso anno ha festeggiato il centenario. “Noi siamo alla quarta generazione– racconta Agostino Sommarivaquindi per noi questo è l’anno uno. Ci piace il format di OlioOfficina perchè è un momento importante di confronto, non veniamo per vendere ma per parlare di olio in tre giorni, ascoltare, e tornare a casa con dei messaggi importanti. Credo che tutta la filiera abbia bisogno di eventi di questo tipo, l’olio prima di tutto è cultura, e noi lo sappiamo bene visto che nel nostro museo Sommariva, situato ad Albenga, fortemente voluto dalla nostra famiglia, è interamente dedicato alla Civiltà dell’olio. In questi spazi si può vedere e toccare tutta la storia di uno dei lavori più antichi e importanti della regione Liguria”. O storie come Olere www.masseriagricolaolere.com/ che parla del recupero della tradizione di produzione e ospitalità nelle masserie in Puglia. Due architetti di origini pugliesi, dopo anni di studio e lavoro a Bologna, decisono di provare a tornare nella loro Puglia. Dopo aver recuperate delle masserie della regione, si gettano in questa nuova avventura. La masseria Olère nasce con l’obiettivo di ritrovare quella vitalità essenziale delle origini. Una storia che da decadenza e immobilismo ha restituito trulli e masserie il ruolo di protagonisti in un incantevole paesaggio antropizzato, vivo e variabile. Un paesaggio agrario, pulsante dell’energia laboriosa del suo popolo, con un’innovazione tecnologica della masseria 2.0 volta al recupero dell’esperienza rurale e rende possibile la com-presenza dell’attività di accoglienza turistica e olearia.

agostino-sommariva
Agostino Sommariva

 

SHOW COOKING

Olio sempre più ingrediente cruciale della cucina, e i cuochi a OlioOfficina non sono mancati. Allo Spazio Olitalia www.olitalia.com/ si sono alternati ai fornelli Fabrizio Ferrari, chef Al Porticciolo 84 di Lecco, Maurizio Urso, chef de La Terrazza sul mare di Siracusa a cimentarsi con gli aceti, mentre la frittura è il regno di Pasquale Torrente del Ristorante Al Convento di Cetara. Ricette con l’olio extra vergine di oliva monocultivar Ogliarola e l’olio extra vergine di oliva Dop Colline di Romagna invece per i cuochi Massimiliano Mascia, chef del San Domenico di Imola, due stelle Michelin, e Roberto Carcangiu, presidente Associazione Professionale Cuochi Italiani.

olio-officina-festival-show-cooking

FORME DELL’OLIO 2016: I VINCITORI

A Olio Officina Festival si sono svolte anche le premiazioni per la terza edizione del concorso internazionale di packaging e innovazione. Vincono l’azienda italiana Olearia Fratelli De Cecco per la sezione regalistica, e la spagnola Casa De Huebla per la sezione oli da scaffale e del canale Horeca. Premio speciale linea commerciale a Domenico Manca-San Giuliano, e originalità stilistica a Mia Italy.

 

CATEGORIA REGALISTICA

1° classificato :
OLEARIA FRATELLI DE CECCO / GIULIVO
Fara San Martino (CH)

2° classificato :
MANFREDI BARBERA & figli spa
PALERMO

3° classificato :
LE FERRE SRL
CASTELLANETA (TA)

4° classificato :
SENORIOS DE RELLEU SL
ALICANTE – ESPANA

5° classificato :
SOC. AGRICOLA FEDERICA CERRATI FERRARI
LECCE

 

CATEGORIA OLI DA SCAFFALE E CANALE HORECA

1° classificato :
CASA DE HUALDO S.L.
MADRID – ESPANA

2° classificato :
FRANTOIO OLEARIO D’ORAZIO SRL
Conversano (BR)

3° classificato :
FRANTOI DEL VULTURE SRL
Venosa POTENZA

4° classificato :
MIA ITALY di MONIA CANESCHI
FONTEMONTE – SPELLO (PG)

5° classificato :
AZIENDA AGRICOLA ANTONINO CENTONZE
CASE DI LATOMIE
Castelvetrano (TP)

 

PREMIO SPECIALE LINEA COMMERCIALE

DOMENICO MANCA SPA
Alghero (SS)
In concorso con il BIO, il FRUTTATO e L’ORIGINALE

PREMIO SPECIALE ORIGINALITA’ STILISTICA

MIA ITALY di MONIA CANESCHI

FONTEMONTE – SPELLO (PG)

Inoltre, è stata assegnata una menzione a un lavoro collettivo, che ha visto la realizzazione di alcune oliere, frutto della collaborazione tra l’azienda agricola Sorelle Barnaba, l’associazione Educult, il comune di Monopoli e l’azienda Nuova Colì

 

© Riproduzione riservata

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter

Scrivi un commento

tredici + quattordici =