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Scrivi Haiti e pensi subito al rhum. Così è stato anche lunedi 21 marzo, una primavera inaugurata a suon di cocktail sui Navigli a Milano, dove al Rebelot ha fatto tappa la finale del Clairin World Championship, la prima cocktail competition dedicata ai rhum di Haiti. Dieci bartender finalisti, una festa prima di tutto, questo lo spirito con cui è stato affrontato il contest in cui i finalisti si sono sfidati a colpi di rhum, con il successo di Edoardo Nono, bartender e patron del Rita di Milano. Apertura di Luca Gargano, presidente di Velier Spa e scopritore dei Clairin haitiani con un focus su Haiti e sui tre i rhum protagonisti del Championship: Clairin Sajous, Clairin Vaval e Clairin Casimir. “Tre distillati, tre uomini, tre produzioni artigianali caratterizzate dall’utilizzo di diverse varietà di canna autoctone, nessuna chimica in agricoltura, fermentazioni spontanee senza lieviti selezionati, distillazioni “arcaiche” in alambicco discontinuo e nessuna diluizione”.

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da sinistra: Daniele Biondi, Dom Costa, il vincitore Edoardo Nono con il biglietto premio, Arthur Morbois e Andrea Grignaffini

Come dicevano festa si ma è stata comunque gara vera, con tanto di giuria formata da Dom Costa, mixology manager Velier, che detiene l’esclusiva per l’importazione e la distribuzione nel nostro paese dei rhum Clarin, Andrea Grignaffini di Spirito DiVino, e Arthur Morbois de La Maison du Whisky, importatore e distributore francese dei Clairin, con Daniele Biondi in veste di cerimoniere di giornata.

Dopo le sessioni in cui i bartender si sono concentrati su elementi semplici lasciando per un attimo da parte l’innovazione, tornando all’utilizzo di materie prime come latte di vacca podolica, basilico genovese, curcuma e infusi di spezie il tutto per esaltare l’autenticità dei rhum Clairin, bisognava decretare un vincitore, che è risultato Edoardo Nono, patron del Rita di Milano, insegna dei Navigli milanesi che sta scrivendo pagine importanti nella mixology meneghina. Queste le parole del vincitore: “Ha vinto la semplicità, io ho cercato solo di utilizzare al meglio lo zucchero di canna per rendere semplice e miscelabile un prodotto eccezionale come il Clairin. Non mi aspettavo di vincere, ho gareggiato per ultimo e ho proposto dei drinks molto semplici che avrebbe potuto preparare chiunque“. Volerà a Haiti il prossimo 16 maggio Edoardo Nono per la finale internazionale, si tratta di una sorta di ritorno nei Caraibi. “Ho lavorato molti anni fa nei Caraibi, della fine degli anni ’80 sino al ’95, in un villaggio vacanze nella zona di Trinidad. Luoghi bellissimi e ottimo rhum, peccato che dal punto di vista lavorativo fossero indietro molti anni rispetto a noi e che rispetto a qualche anno fa l’uomo abbia rovinato l’ambiente circostante”.

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Interessante la formula per la finale italiana, con alcuni bartender finalisti invitati direttamente da The Spirit of Haiti, oltre al vincitore Edoardo Nono, da Milano ha fatto pochi metri anche Flavio Angiolillo del MAG, altri nomi noti come Jimmy Bertazzoli del Canchanchara Hospitality di Marina di Ravenna, Vincenzo Mazzilli dello Speakeasy di Bari, Angelo Canessa del Le Cigae di Santa Margherita Ligure, Leonardo Leuci del Jerr del Thomas Project di Roma e Andrea Attanasio del Fresco Cocktail Shop di Como. Tre bartender finalisti sono stati invece selezionati da un contest lanciato sul web, si tratta di Alessandro Zampieri del Chet Bar di Venezia, di Christian Lorenzato del Borsa di Castelfranco Veneto e Dario Di Palma dell’Osteria del Portone di Melegnano. A questi si è aggiunto Nicola Onorato, resident bartender del Rebelot, mentre ospite d’eccezione è stato Oscar Quagliarini, il primo a realizzare un cocktail con “lo spirito di Haiti” a Parigi nell’ottobre 2012.

E il 16 maggio a Haiti, nella patria del Clairin, tutti a tifare Italia con Edoardo Nono , che se la vedrà con un gruppo di bartender internazionali, dopo alcuni giorni trascorsi alla scoperta dei luoghi dove nascono i Clairin.

www.thespiritofhaiti.com/clairin-world-championship-2016/

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