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I macro-numeri recati dall’export di vini e mosti nel 1° semestre dell’anno sono incoraggianti. Le esportazioni del comparto raggiungono infatti, nel periodo, la quota di 3.434,3 milioni di euro, con un +15,6% sul 1° semestre 2020 e, quel che più conta, con un +10,7% sui 3.101,8 milioni esportati nel 1° semestre 2019, fuori dall’effetto pandemia.

 

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Significativo il fatto che il citato +15,6% in valore dei vini, nel confronto 1° semestre 2021/20, si confronta con un +5,8% in quantità. Ne esce un apprezzamento indicativo sul 2020 di 9,8 punti del valore unitario esitato all’estero.

L’export di aceto raggiunge nel 1° semestre 2021 la quota di 138,5 milioni, con un +3,4% sullo stesso periodo 2020 e un +12,8% sui 122,8 milioni esportati nel 1° semestre 2019.Diversamente dal vino, l’export di aceto si apprezza in modo del tutto marginale sul 2020: il citato +3,4% in valore si confronta infatti con un +3,1% in quantità.

L’export di acquaviti e liquori del 1° semestre raggiunge quota 700,0 milioni, con un aumento del +25,5% sullo stesso periodo 2020 e un +9,9% sui 636,9 milioni esportati nel 1° semestre 2019.  L’apprezzamento 2021/20 del valore unitario mediamente esportato dal comparto è praticamente nullo: il citato +25,5% in valore si confronta infatti, nel periodo, con un +25,4% in quantità.

I tre comparti sono accomunati, in ogni caso, dai robusti spunti espansivi dell’export nel confronto col 1° semestre 2019. Gli aumenti emergenti si muovono infatti nella forcella fra il +9,8% dei vini e il +12,8% dell’aceto.

 

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LE DESTINAZIONI

Su questo fronte spiccano alcuni spunti. Nel comparto dei vini e mosti primeggia il Nord America. Gli USA mostrano infatti aumenti pari al +18,8% nel confronto col 1° semestre 2020 e del +16,6% col 1° semestre 2019. Mentre il Canada segue con spunti, rispettivamente, del +13,2% e del +16,9%.  Clamorosa la crescita della Corea, che sale dalle retrovie con accelerazioni del +158,5% e del +171,5%, rispettivamente, sul 1° semestre 2020 e sul 1° semestre 2019.Significativa la performance di uno sbocco importante come i Paesi Bassi, con aumenti semestrali sul 2020 e 2019, rispettivamente, del +18,9% e del +34,1%. Importante anche la crescita della Russia, con aumenti del +43,5% e del +38,7% sui consueti due semestri 2020 e 2019. Appariscente, ma priva di spinta di fondo, la dinamica della Cina, che cresce del +77,0% sul 1° semestre 2020, ma appena del +2,6% sul 1° semestre 2019. Altri paesi si distinguono per dinamiche espansive solide, nel biennio. Fra questi: Australia, Ucraina, Lituania, Singapore e Taiwan. I primi tre sbocchi del comparto (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) coprono il 50,5% dell’intera torta dell’export di comparto.

Sul fronte dell’aceto la spinta complessiva si concretizza soprattutto sull’arco biennale: il confronto 1° semestre 2021/20 genera infatti un limitato +3,4%, mentre più corposo risulta quello sul 1° semestre 2020/19, con un +12,8%.  Corea, Cina, Norvegia, Nuova Zelanda e Cile sono i paesi che mostrano, a livello biennale, le dinamiche più vistose. I primi tre sbocchi (Stati Uniti, Germania e Francia) coprono il 55,6% dell’intero export del comparto.

Nel perimetro delle acquaviti e liquori, con riferimento ai maggiori sbocchi, le performance migliori e più omogenee, nel biennio, appartengono a Stati Uniti, Australia e Cina. Seguono, fra le altre, le performance di: Romania, Croazia, Israele, Bulgaria, Lituania, Cile, Slovenia e Corea.I primi tre sbocchi (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) coprono il 53,3% dell’intero export del comparto.

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