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La crisi del colosso degli hamburger e del fast food è troppo importante perché ai vertici non se ne paghino le conseguenze: McDonald’s ha annunciato che l’amministratore delegato e presidente Don Thompson sta per lasciare il gruppo dopo meno di tre anni al vertice, culminati con il primo calo annuale in 12 anni delle vendite nei ristoranti americani aperti da almeno un anno. I suoi incarichi, così come la sua poltrona nel consiglio di amministrazione, verranno assunti dal primo marzo da Steve Easterbrook, 48 anni e attuale responsabile del brand a livello globale.

Non è stata fornita alcuna spiegazione della repentina uscita voluta dal 51enne Thompson – entrato nell’azienda quasi 25 anni fa – ma l’addio si verifica dopo due anni di continui peggioramenti nel mercato più importante per il gruppo, quello americano. Anche in Cina, per altro, tra scandali sulla carne e difficoltà di mercato l’avventura è tutt’altro che serena. Per non parlare delle difficoltà legate alle sanzioni in Russia. Gli utili netti l’anno scorso sono scesi di quasi il 15% a 4,76 miliardi e le azioni McDonald’s sono praticamente rimaste invariate da quando Thompson è diventato numero uno. Nello stesso arco temporale il Dow Jones, indice principale di Wall Street, è salito del 36%. Ieri McDonald’s ha annunciato altri giri di poltrone: il direttore finanziario Pete Bensen viene promosso nel ruolo appena creato di chief administrative officer. Kevin Ozan, revisore interno, gli succede.

Fonte: La Repubblica

 

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