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Nonostante gli effetti della pandemia e delle relative misure restrittive adottate dal Governo, che hanno avuto forti impatti sul mercato complessivo dei consumi fuori casa, METRO Italia nel corso dell’anno fiscale 2019/2020 ha registrato solo una temporanea contrazione del proprio fatturato che si è attestato a 1,4 miliardi di euro, pari al -18%,  guadagnaNdo però quota di mercato che si è ora portata al 5,1% del totale mercato food horeca.

Con un sell-in pari a circa 3,5 miliardi di euro e una quota di oltre il 17%, il Cash&Carry è ormai un canale utilizzato da oltre il 70% dei gestori operanti in Italia nel mercato dei consumi fuori casa (Away From Home, AFH) come fonte frequente di approvvigionamento: in particolare, rappresenta la seconda fonte di acquisto dei circa 250.000 Bar e Ristoranti operanti nel mercato.

Era il 1964 quando il primo punto vendita METRO Cash and Carry aprì le sue porte, in Germania a Mülheim an der Ruhr: uno spazio di vendita di 14.000 mq, un nuovo e rivoluzionario concetto di approvvigionamento food e non food che venne da subito apprezzato dai professionisti. Dal 1968 prese poi il via lo sviluppo internazionale, prima nei Paesi del centro Europa e poi nell’area del Mediterraneo: il 27 Aprile 1972 METRO cominciò la sua avventura italiana inaugurando il suo primo punto vendita a Cinisello Balsamo, nei pressi di Milano, rivoluzionando per sempre il formato della vendita all’ingrosso anche nel nostro Paese. Innovazione, ascolto delle esigenze della clientela, adattamento ai mercati hanno accompagnato la crescita di METRO a livello mondiale: dopo 50 anni l’azienda è oggi presente in 28 Paesi in tutto il mondo con oltre 700 punti vendita.