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La cultura della birra in Belgio – ha stabilito l’Unesco nella sua ultima assemblea ad Addis Bbeba- merita di figurare nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Secondo la convenzione Unesco del 2003 “il patrimonio culturale immateriale comprende le tradizioni ereditate dai nostri avi e tuttora praticate, grazie alla trasmissione di generazione in generazione”.

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Come sottolinea un comunicato dell’Unesco, la produzione e l’apprezzamento di birra sono parte del patrimonio vivente di molte comunità in tutto il Belgio. Questa cultura ha un ruolo nella vita di tutti i giorni e durante gli eventi festivi. Quasi 1.500 tipi di birra sono fabbricati nel paese utilizzando vari metodi di fermentazione. Dagli anni ’80, la birra artigianale è diventata particolarmente popolare. Diverse regioni sono noti per la loro varietà specifiche e alcune comunità trappiste fanno anche la birra con i profitti devoluti in beneficenza. Inoltre, la birra viene utilizzata in cucina ed, in particolare, per la fabbricazione di prodotti come i formaggi lavati con birra.  Come nel caso del vino, la birra può essere associata con alcuni alimenti per fornire nuovi sapori. Diversi produttori di birra lavorano con le comunità su larga scala per promuovere il consumo di birra responsabile. Inoltre, la cultura della birra è ormai concepita come una pratica sostenibile; imballaggi riciclabili sono incoraggiati e sono state sviluppate nuove tecnologie per ridurre il consumo di acqua durante la produzione.

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Oltre ad essere trasmessi a casa e all’interno di circoli sociali, la conoscenza e il know-how sono trasmessi dai mastri birrai che gestiscono corsi di fabbriche di birra e corsi di specializzazione per la formazione degli operatori interessati. : “Il dossier – sottolineano le autorità belghe – è stato introdotto all’Unesco dalla Comunità Germanofona, a nome di tutto il Belgio, con il sostegno dell’organizzazione dei birrai, di varie associazioni, di promotori della birra, di ong specializzate e di istituti di formazione. La valutazione del dossier ha richiesto un anno e mezzo e ha superato una selezione molto rigida. Con questa decisione, l’Unesco riconosce la diversità dell’arte della birra belga che non ha rivali in tutto il mondo ed è parte integrante della nostra vita quotidiana e la nostra cultura.”

 

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La cultura della birra è tuttora molto viva in tutto il Belgio: ogni provincia ha i propri birrifici, associazioni, musei, ristoranti e bistrot e organizza avvenimenti e feste che contribuiscono alla creatività e alla diversità del mondo della birra in Belgio.  Diverse pratiche hanno origine locale: le birre Lambic, per esempio, sono tuttora prodotte a Bruxelles e nel Pajottenland, una regione a sudovest della capitale, secondo il principio della fermentazione spontanea. Le birre ‘Saison’ (chiare ad alta fermentazione) vengono prodotte soprattutto in Vallonia, le ‘Vieilles brunes’ (Ale, ad alta fermentazione) nelle Fiandre Occidentali, al pari dei formaggi ‘lavati’ con la birra, tipici di Chimay. Altri Paesi producono birra, ma l’estrema ricchezza e diversità della cultura della birra in Belgio ha fatto sì che l’Unesco abbia deciso di includerla nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

+info: www.unesco.org/culture/ich/fr/RL/la-culture-de-la-biere-en-belgique-01062

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