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I consumi alimentari in Italia valgono complessivamente oltre 260 miliardi di €, di cui oltre un terzo realizzati fuori casa, il cui peso nel tempo è migliorato, nonostante la forte caduta nel periodo pandemico.

Secondo i dati del monitoraggio continuativo “AFH Consumer Tracking” di TradeLab, nel trentennio 1993-2023 i consumi fuori casa hanno conosciuto un andamento estremamente positivo, passando da circa 30 miliardi € di valore a inizio anni ‘90, ai 93 miliardi stimati per il 2022. L’andamento positivo si era bruscamente interrotto nel 2020 (l’anno culminante della pandemia di Covid 19) nel corso del quale il mercato dell’Away From Home (AFH) aveva perso 29 miliardi € a causa della prolungata chiusura dei locali di somministrazione food & beverage e dell’impennata del lavoro in casa.

 

 

Nel corso del 2021, grazie alla parziale riapertura dei locali e alla ripresa dei lavori negli uffici si è registrata una prima ripresa con una stima TradeLab del mercato a 68 miliardi di euro (+26%). Ma è con il 2022 che si completa la ripresa dei consumi del Food & Beverage fuori casa, segnando anche un progresso rispetto ai valori pre-pandemici. Per il 2022, infatti, TradeLab stima per il mercato AFH un valore pari a 93 miliardi di €, in progresso del 37% sul 2021 e del 9% sul 2019. Alla forte crescita in valore del 2022 hanno contribuito la riapertura completa dei locali, la ripresa del turismo nazionale ed estero e, in parte, anche l’inflazione.

 

 

Con riguardo alla crescita dei consumi Away From Home avvenuta negli ultimi 30 anni, Angela Borghi (responsabile commerciale AFH di TradeLab) ha chiarito su GBI di Italgrob: “Appare evidente come il mercato si sia progressivamente allargato per rispondere ai mutamenti sociali e alle nuove abitudini degli italiani (riduzione dimensione famiglie, aumento della mobilità, ingresso delle donne nel mondo del lavoro correlata a una minore disponibilità di tempo in cucina, passione crescente per la ristorazione, avvento della digitalizzazione, uso dello smartphone e dei social network…). Se gli avventori degli anni ’90 erano clienti del fuori casa occasionali, i consumatori di oggi sono habitués, sempre più informati ed esigenti rispetto alle caratteristiche dei prodotti, curiosi, sensibili alle novità e perennemente connessi allo smartphone”.

 

 

Con riguardo ai punti di consumo fuori casa, Angela Borghi ha inoltre chiarito: “Siamo passati da un mercato generato da soli punti consumo (bar e ristoranti) indipendenti, a un mercato in cui la quota (a valore) delle catene è progressivamente cresciuta fino a pesare oggi ben il 10%. Soprattutto a partire dal 2010 in avanti, si assiste al proliferare di una moltitudine di mini-catene: mentre da un lato grandi player già consolidati ampliano il proprio portafoglio con il lancio di format differenziati e danno via a start up per allargare il presidio del mercato, dall’altro gestori illuminati trovano il format di successo e decidono di replicare il proprio punto di consumo indipendente creando le cosiddette mini-catene. La logica di fondo è quella di mantenere una proposta di qualità artigianale, adattandola a format più casual e rendendola più accessibile e pop”.

Fonte: dati TradeLab Italia

Cosa attendersi per il 2023? Gli analisti di FIPE-Confcommercio stimano una crescita del comparto compresa tra il 5 e il 10%, confermata anche dal sentiment degli addetti ai lavori: il 70% dei ristoranti pensa di mantenere gli obiettivi conseguiti nel 2022, con 1 ristoratore su 4 che ritiene addirittura di superarli. C’è in pratica un clima positivo sulle prospettive del settore. Nove imprenditori su dieci sono fiduciosi sul futuro, sebbene riconoscano che sia necessario far fronte ai cambiamenti imposti dall’emergenza pandemica. Anche TradeLab prevede per il 2023 una progressione a valore intorno al 6-7% che porterebbe il mercato AFH a sfiorare quota 100 miliardi di euro.

Al riguardo Bruna Boroni (Director Industry Away From Home) ha dichiarato a GBI di Italgrob: “In questo scenario tutti gli operatori del Fuori Casa – produttori, intermediari e gestori dei punti di consumo – sono stati costretti a privilegiare una gestione tattica (di tipo emergenziale) del business. Oggi, però, stiamo entrando in una nuova fase: il mercato ha ripreso a crescere, non solo a ritmi sostenuti, ma anche in modo stabile, lasciando quindi spazio a una gestione di più lungo periodo”.

 

+ info: tradelab.itwww.italgrob.itwww.fipe.it

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