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Le Soste non si fermano, con l’associazione che appare più in salute che mai. Un punto di arrivo per molti chef e ristoratori, che giunge quest’anno all’edizione numero 35 della pubblicazione della guida Le Soste, presentata lo scorso 10 luglio a Eataly Smeraldo a Milano da Paolo Marchi, patron di Identità Golose e coordinatore della guida, insieme all’editore Mario Cucci di Mediavalue.

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Ma c’è ancora bisogno di una guida del genere? Di cose da dire sembra che ce ne siano ancora molte, in un panorama dell’editoria gastronomica molto mutato. “Prima la pubblicità veniva quasi guardata male– spiega Mario Cucci, da vent’anni editore delle Soste- oggi è parte integrante della struttura dei ristoranti e consente la stampa di miglia di copie”. L’anima più autentica è rappresentata dalla Guida, un volume impreziosito da una veste grafica e tipografica elegante e raffinata, curata dall’editore Mediavalue. Icona materiale di 35 anni dell’Associazione che rappresenta i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo, festeggia quest’anno quota ottantacinque Soci. La distribuzione tradizionale della Guida avviene a titolo di omaggio presso gli ospiti dei ristoranti Soci, con una diffusione mirata presso le principali manifestazioni enogastronomiche italiane, con un milione e quattrocentotrentamila copie stampate ad oggi, la prima a vantare anche il primato del digitale sottoforma di App, unica guida online dove i soci possono autonomamente modificare i dati e aggiungere le notizie relative al ristorante.

 

IDEA GENIALE

Ma siete fermi? L’intuizione di una guida di questo tipo era venuta un grande uomo di giornalismo come Antonio Piccinati. L’idea originaria prese forma nel 1982 durante una cena tra ristoratori amici, alcuni tra i maggiori chef italiani stabilirono di incontrarsi periodicamente per condividere spunti e progetti sull’enogastronomia italiana d’eccellenza e rendere noti ai propri clienti i ristoranti che perseguivano quotidianamente gli ideali di cultura gastronomica, convivialità, accoglienza, cortesia e raffinatezza. Il modello di riferimento furono dal principio le grandi Associazioni francesi come Traditions et Qualité e Relais Gourmands. Da allora tanti anni sono passati, ma lo spirito rimane sempre intatto, con un logo d’eccezione ideato da Emilio Tadini, raffinato artista milanese, che rappresenta una freccia stilizzata, che richiama nella sua essenzialità l’insegna delle antiche stazioni di posta. Oggi rimane immutato lo spirito dei primi anni, con i ristoratori che per entrare devono avere un curriculum importante, privilegiati gli chef o maitre proprietari, per una continuità nel tempo che deve essere garantita. Alla presentazione c’erano tra gli altri il Presidente dell’Associazione le Soste Claudio Sadler, membri del direttivo come Moreno Cedroni, Antonio Santini e Viviana Varese, che hanno discusso di temi come i giovani in cucina, l’importanza della sala, in un periodo dove tutti vogliono fare gli chef. Presenti anche il socio Enrico Bartolini, che a ottobre inaugurerà a Bologna un ristorante all’interno del nuovo Fico di Eataly, che ospiterà un ristorante itinerante delle Soste per alcune cene d’eccezione.

 

I NUOVI SOCI

Mediamente sono circa una settantina le richieste annuali per entrare a Le Soste, che conta ottantacinque soci tra i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo. Spirito di amicizia, nonché il percorso comune teso all’alta qualità, animano ancora oggi i membri Le Soste. Cinque nuovi ingressi quest’anno, seguiranno tra i sette e i nove ingressi per l’edizione 2018. Per quanto riguarda il 2017 entrano in guida il ristorante Christian&Manuel all’interno dell’hotel Cinzia di Vercelli, capitanato dai fratelli Costardi, a Milano Christian Costardi ha ribadito di come era inarrivabile l’entrata nelle Soste, ulteriore opportunità di crescita. Presente anche Terry Giacomello, entrato con il ristorante Inkiostro a Parma. Gli altri tre ristoranti sono Vun, all’interno dell’hotel Park Hyatt di Milano chef Andrea Aprea, La Bandiera di Civitella Casanova (PE) chef Marcello Spadone e Krèsios di Telese Terme (BN) diretto dal giovane Giuseppe Iannotti.

+info: www.lesoste.it/

 

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