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Tempo di novità in casa Petra, la cantina toscana del gruppo Terra Moretti Vino nel corso di un’anteprima destinata alla stampa ha presentato l’annata 2018 del vino simbolo dell’azienda con sede a Suvereto. L’ultimo millesimo che sarà messo sul mercato a fine mese partendo dall’estero, prima del lancio ufficiale ad aprile a Vinitaly. Una Petra che cambia ma che rimane sempre fedele alla sua mission, realizzare vini di alto livello qualitativo, con una personalità unica, puntando su varietà a bacca rossa internazionali che in zona raggiungono la piena maturità regalando aromi intensi ed eleganti. Questa la sintesi di una verticale condotta da Francesca Moretti, enologa e titolare di Petra, insieme al consulente enologico Beppe Caviola. Un legame speciale quello di Francesca con Petra, da quando nel ’97 la famiglia Moretti decise di investire 60 ettari in Val di Cornia in località San Lorenzo nell’entroterra di Campiglia Marittima, dando vita a un progetto enologico importante. “Petra è il nostro vino più rappresentativo, porta il nome dell’azienda e l’immagine della cantina in etichetta. Un’espressione identitaria che racconta il territorio, una terra rossa calcarea ricca di ferro, sodio, magnesio  e le diverse sfaccettature dell’annata”.

SVOLTA CABERNET FRANC Un vino non è mai uguale a sé stesso, nel tasting milanese si sono assaggiati i vini realizzati dall’inizio della collaborazione di Beppe Caviola, che ha portato al cambio del blend per l’annata 2018, con l’introduzione dell’uvaggio Cabernet Franc. Petra 2018 è un assemblaggio dei vitigni più rappresentativi della zona di Suvereto: 60% Cabernet Sauvignon, 28% Merlot e 12% Cabernet Franc. Una novità per la cantina anche per il prossimo futuro, su terreni calcarei particolarmente vocati a questa, varietà, grazie alla vicinanza con il mare presenta delle peculiarità decisamente interessanti “Il Cabernet Franc è un vitigno che regala vini eccellenti, dotati di grande equilibrio e bevibilità, quindi in linea con la nostra idea di vino”-spiega Beppe Caviola, enologo dell’azienda “Un vitigno che spesso dà il suo massimo non in purezza ma in blend con Merlot e Cabernet Sauvignon. In un vino cerchiamo l’interpretazione territoriale intercettando anche lo stile del momento, in un contesto dove cambiano i gusti di chi produce e soprattutto di chi assaggia”. Una ricerca della bevibilità degli ultimi anni dei vini supportati anche da freschezza e acidità è l’interpretazione di uno stile personale.“Pensiamo che la percentuale di Cabernet Franc nel blend nei prossimi anni sarà questa- assicura Beppe Caviola- concentrandoci sull’equilibrio ma anche nelle diverse interpretazioni che ci saranno sulle annate, regalando complessità e struttura nel vino dove ricerchiamo eleganza e bevibilità, impreziosito dalla spiccata mineralità tipica dei suoli marini”.

Francesca Moretti

ENOTURISMO E NOVITA’ Si guarda con fiducia al futuro, nonostante il periodo incerto che stiamo vivendo. Oltre all’introduzione del Cabernet Franc, che sta regalando ottimi risultati tanto che si pensa in futuro a un vino 100% in purezza, l’altra grande novità della cantina toscana del gruppo Terra Moretti è l’ingresso di Janette Servidio, nuovo Direttore Generale di Petra da quest’anno. “Sono molto orgogliosa di poter lavorare in una realtà come Petra che rappresenta un punto di riferimento per il territorio in cui ci troviamo, una Toscana con delle grandissime potenzialità che ogni azienda che interpreta a modo suo, la zona di Suvereto si è dimostrata nel tempo una delle più interessanti della Maremma in grado di potersela giocare con la più rinomata Bolgheri. Petra è pronta a ripartire anche con l’enoturismo, per attirare in zona tanti visitatori che rimangono affascinate dalle vigne e dalla cantina che rappresenta un simbolo”. Chi è stato almeno una volta in zona a Suvereto sa benissimo che la costruzione di una moderna cantina firmata dall’architetto svizzero Mario Botta, dalle linee armoniose, perfettamente integrata tra le vigne, ha generato un volano per l’intera zona. “L’evoluzione delle nostre etichette negli anni ha visto portare al centro della bottiglia la raffigurazione della cantina, su ispirazione dei grandi Chateaux francesi-spiega Francesca Moretti- Le bottiglie di Petra sono il nostro ambasciatore in Italia e nel mondo, le prospettive per il futuro sono ancora incerte ma siamo pronti a ospitare tutti coloro che vorranno vivere l’esperienza di Petra in un posto unico”. Un vino Petra che nell’annata 2018 vedrà l’immissione sul mercato di circa 23.000 bottiglie, equamente suddivise al 50% fra Italia ed estero, l’azienda ha riferito che le quote sul mercato russo sono marginali e non rappresentano una minaccia.

VERTICALE PETRA La verticale delle annate di Petra dalla 2014 alla 2018 è stata molto didattica, evidenziando uno stile della casa e della mano dell’enologo Beppe Caviola, ma con una differenza caratterizzato dall’annata che si evidenzia dal bicchiere. Se il 2014 ha coinciso con l’arrivo dell’enologo piemontese con una vendemmia sicuramente non facile con un’annata molto piovosa che è stata difficile non solo in Toscana ma anche in altre parti d’Italia, l’assaggio di oggi ci regala un vino perfettamente in equilibrio. Si passa alla 2015, una grande annata decisamente più calda che ritroviamo anche nel bicchiere con grande ricchezza e complessità, passando alla 2016, quella che a nostro avviso rappresenta il connubio perfetto tra finezza ed eleganza, con un naso ampio e complesso che richiama un ingresso in bocca setoso e delicato, invitandoci all’assaggio continuo. La 2017 ricordata come annata più siccitosa e meno produttiva degli ultimi anni, l’ultima di Petra come Toscana rosso IGT con uvaggio Cabernet Sauvignon 70% e Merlot 30%, sino ad arrivare all’ultima arrivata. Petra 2018, millesimo equilibrato dal punto di vista qualitativo e quantitativo, con uve in perfetta maturità fenolica. Un rosso dal colore rubino, naso con note speziate e balsamiche di macchia mediterranea con sentori fruttati, con buona complessità e finezza. In bocca c’è struttura e corpo, ben supportati da una freschezza minerale con una buona acidità, presupposti ideali per una grande capacità di invecchiamento ed evoluzione nei prossimi anni. Vini ottimi in abbinamento con la carne, come avvenuto nell’evento milanese nel nuovo ristorante Affinatore in via Piero della Francesca, una proposta con una grande varietà di carni dalla qualità eccelsa.

INFO www.petrawine.it

 

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