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Anfore in terracotta per la fermentazione, macerazione e affinamento dei vini. L’Azienda Agricola Olianas di Gergei, nel sud Sardegna, fa propria questa tecnica innovativa che conferisce frutto e personalità ai vini.

Fonte: www.ansa.itwww.olianas.it

Nata nel 2000 dall’unione del produttore di vini toscano Stefano Casadei e il sardo Artemio Olianas, l’azienda ha sposato da tempo la filosofia Biointegrale che attinge al biodinamico e al biologico. Cavalli da tiro per le lavorazioni del terreno tra i filari, oche e pecore che mangiano le erbe. Ancora, uso di trattori ridotto al minimo, concimi, fitofarmaci e additivi, sono banditi dall’azienda. Un sistema di produzione vitivinicola ecosostenibile ed ecosociale, un ritorno “all’antico”, ai vecchi metodi di coltivazione ma che ben si sposano con le conoscenze più avanzate. Ma la curiosità era tutta per la nuova produzione in anfore, sia made in Georgia ovoidali che ‘a orcia’, realizzate nelle fornaci de L’Impruneta sulle colline fiorentine.

Una parte dei vini, un Vermentino di Sardegna, un Cannonau e un Cannonau Riserva, due IGT Isola dei Nuraghi – nella versione Rosato e il rosso Perdixi, ha fatto un passaggio in anfora. Inoltre dai vigneti di Gergei è nata la linea ‘Le Anfore di Elena’, creata da Elena Casadei, figlia di Stefano con tre etichette: un semidano in purezza, un Cannnonau sempre in purezza e una novità, il Malvasco, blend di Malvasia e Nasco.

 

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«Le nostre anfore di terracotta provengono in parte dalla Georgia (Caucaso) – caratterizzate dalla forma ovoidale – in parte dalla Toscana, con classico aspetto ad orcio. Le anfore sono allineate alle vasche in acciaio in cantina, ma stanno anche sottoterra per il controllo naturale della temperatura – spiega Stefano Casadei – questo sistema conferisce più ‘frutti’ e personalità ai vini, li rende più espressivi, unici».

«Dentro le anfore durante le fasi di fermentazione, macerazione e affinamento – continua – i vini respirano, sono a contatto con l’esterno, e non è un particolare trascurabile. Le fermentazioni si svolgono con metodo naturale, grazie a lieviti indigeni; le macerazioni durano dalle 3 alle 5 settimane, a seconda delle caratteristiche del vitigno e dell’annata. Dopo le svinature, i vini rimangono in anfora per il mantenimento delle caratteristiche fruttate, quindi in botti da 10 ettolitri – senza passaggio in barrique. Una lavorazione, questa, che prevediamo sia per i vini bianchi che per i rossi».

Fonte: www.ansa.itwww.olianas.it

Gli affinamenti vengono seguiti ogni mese direttamente da Stefano Casadei e Pier Paolo Pagni – enologo ed agronomo – per degustare e controllare con regolarità tutta la fase evolutiva dei vini. Al termine dell’affinamento, Stefano e Pier Paolo sapranno interpretare al meglio ciascuna annata, dando vita a vini sempre nuovi che valorizzino le diverse caratteristiche, stagione dopo stagione.

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+info: www.olianas.it

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