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Cantina di Soave

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A luglio si terrà un unico grande evento per celebrare lo spumante Lessini Durello di Cantina di Montecchia di Crosara, protagonista quest’anno di un importante rebranding per dare il massimo risalto a quella che è da sempre la sua casa: Cantina di Montecchia di Crosara, proprio nel cuore dei Monti Lessini. Un’operazione che pone l’accento su tipicità e territorio, ripensando completamente l’immagine dei due spumanti prodotti dalla Cantina, per rendere omaggio alla natura vulcanica della terra da cui si originano.

Dopo un lungo stop dovuto alla pandemia, torna il Vinitaly che conoscevamo. Sarà proprio come prima? Sicuramente no, perché in questi anni il mondo è cambiato e probabilmente anche la mentalità delle persone, la modalità di approccio alle cose. Cantina di Soave si augura che questo periodo turbolento che sta attraversando il mondo abbia anche un risvolto positivo e porti a una fiera più ordinata e orientata al business, che favorisca relazioni di qualità.

Approvato il bilancio d’esercizio 2020/2021 della Cantina di Soave nel corso dell’ultima assemblea dei soci che si è tenuta all’aperto presso la Cantina di Montecchia di Crosara, una modalità inedita, resa necessaria dall’emergenza sanitaria. Soddisfatti Roberto Soriolo e Wolfgang Raifer, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Cantina di Soave, e con loro tutto il Consiglio di Amministrazione. I risultati ottenuti, nonostante il protrarsi della pandemia e della difficile situazione economica a livello globale, sono positivi e lasciano ben sperare per il futuro. Gli oltre 2000 soci viticoltori quest’anno hanno visto la liquidazione delle uve salire a 53,2 milioni di euro con una redditività media per ettaro di 8.500 euro.  

In cinque anni, dal 2015 al 2020, grazie al progetto RafCycle, Cantina di Soave ha riciclato 145 tonnellate di carta siliconata per etichette autoadesive. Evitando di mandare all’inceneritore questi rifiuti e decidendo piuttosto di riciclarli, la Cantina ha risparmiato 34,8 tonnellate di anidride carbonica, che equivalgono a quella che emetterebbe un’automobile di medie dimensioni per compiere circa 229.000 km, ovvero 1.445 volte il giro del Lago di Garda, per dirlo con un’immagine.

L’ultimo anno non è certamente stato il più favorevole per il turismo, ma con l’avanzare della bella stagione si schiudono piano piano nuovi scenari, come fiori a primavera. Dopo un lungo periodo di torpore domestico, dovuto alle restrizioni Covid-19, ci si prepara a vivere una fase di maggiore libertà, durante la quale prenderanno forma quei trend che in embrione hanno già cominciato a configurarsi nei mesi passati.

Il Recioto di Soave Classico DOCG 2016 di Cantina di Soave è il protagonista di un’iniziativa di solidarietà natalizia. Da pochi giorni, online e nei tre punti vendita di Rocca Sveva (Soave), Illasi e Montecchia di Crosara, è in vendita un’edizione limitata del passito dolce soavese che contribuirà all’acquisto di un Fiat Doblò dotato di pedana per il Centro servizi alla Persona “San Lorenzo” di Soave, associazione dedita al trasporto di anziani e disabili.

La direzione di un colosso come Cantina di Soave non è cosa facile di per sé. Metteteci una pandemia globale che non si era mai vista, tempesta e  grandine estiva in alcuni territori, capirete benissimo che l’inizio del nuovo corso per il Direttore di Cantina di Soave Wolfgang Raifer non è stato semplicissimo, ma le sfide gli sono sempre piaciute. “Sicuramente quando sono arrivato tre anni fa alla Cantina di Soave sapevo delle responsabilità di dover gestire oltre 6.400 ettari di area vitata e 2.400 soci. La situazione generalizzata a causa dell’emergenza sanitaria ha reso ancor più sfidante la nostra missione. Non ci siamo mai fermati in vigna e in cantina visto che il nostro codice ateco ce lo consentiva, abbiamo cercato di affrontare nel migliore dei modi la situazione gestendo le problematiche di rilievo giorno per giorno e dandoci obiettivi di breve periodo”.

Arriva l’estate e con lei il nuovo Soave Classico DOC Castelcerino Rocca Sveva 2019, un vino bianco prodotto solo con uve della zona di Castelcerino, frutto di una zonazione territoriale e di una forte ricerca di tipicità. Castelcerino è infatti una delle Unità Geografiche Aggiuntive più antiche e significative della denominazione Soave (il suo nome deriva da Castrum Ecerini – 1263).

Bruno Trentini, dopo 27 anni alla guida della storica azienda vitivinicola soavese, con la fine del 2019 lascia per raggiunto pensionamento. Enologo, classe 1956, ha iniziato la sua carriera in Cantina di Soave nel 1992 con il ruolo di vicedirettore durante la direzione generale di Franco Roncador, poi dal 2002 ha assunto la funzione di direttore generale. Ora, dopo 27 anni di sfide e traguardi raggiunti, passa il testimone a Wolfgang Raifer, enologo altoatesino, classe 1973, già direttore della Cantina Colterenzio, da tre anni al suo fianco in Cantina di Soave in qualità di vicedirettore.

Sabato 9 novembre, alla presenza dei soci che qui conferiscono le loro uve, Cantina di Soave inaugura il nuovo fruttaio situato in via Fra’ Granzotto 7, a Tregnago, in zona Valpolicella DOC. Una superficie coperta di 10.000 metri quadri, con un potenziale di 25.000 quintali di uva in appassimento, in piena attività da questa vendemmia.