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Gran finale a Milano per il Tour #DrinkAlsace, un giro di degustazioni che ha coinvolto queste città: Torino, La Morra, Verona, Padova. Obiettivo conoscere meglio i Vini d’Alsazia, prodotti che destano sempre molto grande interesse nel consumatore, che spesso vengono frenati da alcuni pregiudizi sfatati durante questa serie di incontri condotti dagli esperti provenienti dalla Francia e anche dall’Italia. Un viaggio tra le tipicità e i terroir della regione: Crémant d’Alsace, Riesling, Gewurztraminer alsaziani e il Pinot Noir d’Alsace, un fenomeno in crescita è in costante aumento.

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“I Vini d’Alsazia si contraddistinguono per la loro purezza, sono il frutto di terreni con una formazione geologica fortunata e particolare, che le trasformazioni secolari hanno trasformato in un suolo ricco e generoso in cui si mescolano 13 diversi tipi di terreno unici al mondo- il commento del Responsabile Export del CIVA – Conseil Interprofessionnel Vins d’Alsace, Foulques Aulagnon– Una complessità rara, che significa da un lato grande esperienza da parte dei produttori tramandata di generazione in generazione, e che influenza il modo di produrre vino. Il pubblico italiano è curioso e ama molto gli Alsaziani, posizionandoli come vini gastronomici, li considerano ottimi alleati in fatto di abbinamento cibo e vino, come nella tradizione francese più classica”.

Foulques Aulagnon e Andrea Zarattini

Una seria di degustazioni guidate con la guida dell’Ambasciatore di questi vini in Italia, Andrea Zarattini, per raccontare la storia e i gli avvenimenti che ne hanno segnato lo sviluppo nel corso dei secoli. Un contesto storico che aiuta a capire anche i mutamenti culturali di una regione, racchiuso in un bicchiere di vino insieme a molti valori spesso dati per scontati. “Con i vini d’Alsazia parliamo di vini e soprattutto di vitigni che hanno avuto un passato molto complesso che ancora oggi esercita la sua influenza. Durante la Guerra dei Trent’anni, i continui saccheggi dei vari eserciti hanno praticamente distrutto le produzioni a bacca rossa, sostituite successivamente per la maggior parte con vitigni bianchi”- sottolinea Andrea Zarattini- “L’Alsazia è stata una regione a lungo contesa tra Francia e Germania, terreno di scontro e di conflitto. Molti anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1975 e il 1980, c’è stata una riorganizzazione amministrativa e di regolamentazione delle denominazioni, con la coltivazione delle vite, riavviata in modo organizzato e su larga scala. Un segnale di come una tradizione antica abbia trovato la forza per rinascere e addirittura migliorare, in quegli anni è datata anche la rinascita del Pinot Nero in Alsazia, un vitigno che si presta molto bene per alcune caratteristiche di suoli”.

L’ultima tappa del #DrinkAlsace in Tour andata in scena lunedì 30 settembre ha visto i vini Alsaziani in abbinamento ai piatti dello chef Matteo Torretta del ristorante Asola. Vini sartoriali li potremmo definire, con il residuo zuccherino che molto spesso rappresenta una sorta di asola per tracciare un orlo tra un vino da fine pasto o da tutto pasto, un residuo che spesso non viene nemmeno indicato in bottiglia ma che rappresenta da un lato un grande fascino e dall’altro un possibile limite per questi vini. Una batteria di ben 18 etichetta protagonista di un super pairing con i piatti dello chef Torretta, abbinamenti mai scontati che hanno messo in evidenza la versatilità dell’Alsazia a tavola. Vini che in Italia piacciono sempre di più, le enoteche di livello hanno in cantina una selezione di alcuni Riesling e Cremant, ma c’è la voglia di scoprire nuove referenze e nuovi produttori. Un mercato italiano che fa registrare dei dati positivi per tutte le AOC si riscontra un + 16,2% in volume e in valore rispetto al 2017 che tradotto in bottiglie si attesta a 600.000 esportate di cui 440.000 di vini fermi (+ 21,4%) e 160.000 di Crémant d’Alsace pari a + 4,2%. Un successo anche mediatico e social, come testimoniano i dati di fan italiani sulla pagina Facebook, AlsaceWinesOfficial: oltre 13.100 in tutto, la seconda community internazionale che segue i vini d’Alsazia, un numero anche questo destinato a crescere.

INFO www.vinalsace.com

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