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Lo spirito più cool del momento? C’è poco da fare: il gin oggi resta per distacco in vetta alle preferenze della magior parte degli italiani (e non solo), ma in vista del 2021 va registrata l’ascesa di un nuovo grande protagonista della scena liquoristica. Un autentico pezzo di storia e cultura italiana, che affonda le sue radici addirittura nel lontano 1700. Quale? Il vermouth, ovviamente.

Vermut, vermutte, vermouth, vèrmot… Comunque lo si voglia chiamare, al celebre vino liquoroso nato in Piemonte oltre 300 anni fa Beverfood.com ha voluto dedicare un approfondimento speciale con ben 16 proposte (una per mese e poi anche una per stagione) tra le più interessanti nel nostro Paese. Vediamole, dunque, nel dettaglio:

GENNAIO – VERMOUTH RISERVA CARLO ALBERTO

Il Vermouth Carlo Alberto di Compagnia dei Caraibi è un prodotto d’eccellenza, privilegiato da ingredienti rari e procedure antiche che richiedono esperienza, perizia, delicatezza ed estrema pazienza. La ricetta ancora oggi utilizzata è un chiaro omaggio a quella del 1837, anno in cui Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho si procurò le basi della ricetta del vino aperitivo che il cuoco di corte preparava per il Re, studiando così una sua personale ed esclusiva produzione che continuò per 200 anni e che tutt’ora prosegue. Unica ed esclusiva è la Riserva Carlo Alberto, prodotta con due vini DOCG piemontesi: il Moscato d’Asti e l’Erbaluce di Caluso. Anche il design della bottiglia è stato studiato ispirandosi all’architettura torinese: Palazzo Madama nella parte centrale nella bottiglia, passando al collegamento con evoluzioni Art Nouveau che incontriamo nel collo e nella parte alta a cupola, fino ad arrivare al colonnato della Gran Madre di Torino sulla parte inferiore. Tutte le botaniche utilizzate vengono infine selezionate e raccolte con estrema cura al fine di creare una speciale armonia.

 

FEBBRAIO – CINZANO ROSSO

Un vermouth superiore, con il suo caratteristico gusto dolce, fragrante, pieno e armonioso, il Cinzano Rosso del Gruppo Campari definisce la matrice aromatica di Cinzano, che include note di vaniglia e assenzio, con l’aggiunta di estratti ed erbe selezionate con cura dal repertorio dell’antica ricetta. Cinzano Rosso, come indica il suo stesso nome, ha un colore rosso scuro e riflessi ambrati. Al naso possiede morbide note speziate seguite da note di frutta secca, in particolare di fichi secchi, combinate con aromi di legno, vaniglia e amarena, mentre il suo gusto è leggermente speziato all’inizio, per poi lasciar percepire ancora note di frutta secca. Rotondo e morbido al palato, presenta note di legno, tabacco e liquirizia. Lascia infine piacevoli note amare, tipiche dell’assenzio, con un retrogusto gradevole e duraturo. Come usarlo? Per i grandi classici, ad esempio, completando cocktail celebri come il Negroni o il Manhattan. 

 

MARZO – BERTO VERMOUTH ROSSO

Nato come vermouth da un’idea di Federico Ricatto e prodotto da Antica Distilleria Quaglia, Berto ha recentemente allargato la propria gamma di prodotti per abbracciare in toto l’aperitivo all’italiana e si è arricchito anche di bitter, aperitivo e gin. Il suo vermouth rosso, nello specifico, rappresenta l’unione tra pregiati vini piemontesi, erbe aromatiche, spezie esotiche e zucchero cristallino.  La lenta maturazione in vasche di acciaio conferisce al prodotto un sorprendente color granato con riflessi ambrati che accompagna al naso la classica impronta olfattiva vinosa, qui supportata dai sentori di vaniglia e agrumi. Al momento dell’assaggio Berto Vermouth Rosso sprigiona tutta la sua eleganza dischiudendosi in un lieve abbraccio alcolico che prelude a una persistenza lunga e appagante, ricca di sottili ritorni speziati e amaricanti. Berto è distribuito in Italia da Ghilardi Selezioni.

 

APRILE – BAGASCIO VERMUTTE BIANCO/ROSSO

Le migliori erbe, spezie e frutti, uniti a una speciale botanica di base: l’artemisia. È questa la composizione di base del Bagascio Vermutte di Andrea Bruzzone Vini e Opificio Clandestino Degli In-Fusi, la cui ricetta ha dato vita a due differenti versioni del medesimo liquore: il primo bianco e il secondo rosso, proprio con l’obiettivo di accontentare tutti i palati. Un viaggio indietro con gli anni, che partendo dalla provincia di Genova fa tornare alla mente profumi e sapori di un tempo ormai lontano e spesso rimpianto. Capito ora il perché del nome “U Bagascio”?

MAGGIO – MOVERUTH

Prodotto ad Asti secondo una ricetta tradizionale del 1700, Moveruth parte dalla tradizione del vermouth piemontese per reinterpretarlo secondo la filosofia di 1492 Coloniale Group: questa mission si rispecchia nella scelta in primis del nome, che altro non è che un anagramma della parola vermouth. La sua ricetta prevede solamente uve moscato, le botaniche macerano per più di un mese in alcol, che viene poi amalgamato con il vino, le botaniche stesse e lo zucchero caramellato. Dopo un riposo di 120 giorni in tini, si ottiene  così un vermouth di colore ambrato scuro che al naso regala sentori di arancia amara e uva e al palato risulta invece rotondo e fruttato, con note di sandalo e caramello sul finale. In quanto vermouth molto duttile, Moveruth è ideale per la miscelazione.

 

GIUGNO – GRAN BASSANO VERMOUTH ROSSO

Il Gran Bassano Rosso è un vermouth a base di Merlot, vino rosso da vitigno francese coltivato fin dalla fine dell’800 nella DOC di cui fa parte la città di Bassano. L’unicità aromatica del Gran Bassano Rosso targato Poli Distillerie è frutto dell’infusione mirata di oltre venti botaniche, fra le quali spiccano il cardo santo e l’achillea muschiata, piante caratteristiche di quest’area geografica, oltre che rabarbaro, vaniglia, pimento, zenzero e liquirizia. Al naso è percepibile un bouquet intenso di spezie ed erbe aromatiche, mentre il gusto è dolce e strutturato, con note speziate e un finale piacevolmente amarognolo. Ottimo come aperitivo, da gustare con ghiaccio e nei classici cocktail.

LUGLIO – TRITTICO VERMUT DOMENIS 1898

Dalla grappa al gin fino al vermouth: alla storica azienda friulana Domenis 1898 piace sperimentare, ormai si sa, e anche il versante vini liquorosi ha portato così una tripla proposta davvero interessante. Parliamo rispettivamente dei tre vermut della casa: il Blanc, il Ros e il Rosè, tutti rigorosamente in nome friulano per mantenere sempre ben saldo il legame col territorio circostante. Tre nuove realtà gustative da esplorare e apprezzare fino all’ultimo sorso, interessanti da bere anche lisce, magari con un po’ di ghiaccio e una fetta d’arancia.

 

AGOSTO – VERMOUTH GARAZZINO

Prodotto della linea “Originals” di 1492 Coloniale Group, il Vermouth Garazzino è stato esattamente realizzato a immagine e somiglianza del suo “inventore”: il bartender e Brand Ambassador della suddetta azienda Davide Garazzini, che oltre a creare la ricetta insieme alla storica Distilleria Bordiga sulla bottiglia ci ha letteralmente messo… la faccia. Il suo Garazzino si realizza con tre tipi di vino differenti (20% di Moscato e poi Cortese e Trebbiano), insieme a 24 tra erbe e spezie che lo rendono ancor più elegante. Delicato, non troppo carico di spezie ed erbe, si apprezza prima di tutto liscio. Al massimo con ghiaccio e seltz come aperitivo.

 

SETTEMBRE – VERMOUTH DEL MUGELLO CRÈMISI

Dalla Toscana con furore: Vermouth del Mugello Crèmisi è la grande novità di mercato dei giovani imprenditori che non molto tempo fa (per la precisione, nel 2019) avevano lanciato Vermouth del Mugello Oro. Dopo il successo della versione bianca, la loro gamma si è appena allargata infatti con uno speciale vermouth rosso. A  base di vino del Chianti e infuso con 14 spezie, Vermouth del Mugello Crèmisi viene realizzato in piccoli lotti da 360 bottiglie. Un prodotto senza aggiunta di caramello, così come dovrebbe sempre essere, che già con la sua accattivante bottiglia mostra – se possibile – un ulteriore step di crescita da parte di questa valida realtà artigianale toscana.

OTTOBRE – VERMOUTH OSCAR.697

Rinaldi 1957, nel suo ampio e variegato catalogo, commercializza anche tre referenze di Vermouth Oscar.697: Rosso, Bianco e Extra-Dry. La società si chiama 697 S.r.l. ed è stata fondata nell’aprile del 2013 da Stefano Di Dio, che si è avvalso della preziosa consulenza di Oscar Quagliarini (noto bartender), David Caon (designer) e Oreste Sconfienza (enologo) per dare vita a una linea di prodotti davvero fuori dagli schemi e profondamente legati al territorio. Non a caso, è “La Canellese”, storico vermuttista piemontese, l’azienda che produce i tre volti di Oscar.697. Una selezione appassionante, che accontenta gli amanti del vermouth in tutte le sue sfaccettature.

 

NOVEMBRE – VERMUT SOSPESO

Chi ha detto che il vermut si può produrre soltanto nel Nord Italia? L’idea di Vermut Sospeso (nome tratto dal celebre detto di Luciano De Crescenzo) è venuta a Flavio Esposito, ex bartender ora imprenditore, e sposa la tradizione del vermut in Piemonte col rito del caffè a Napoli. Per realizzarlo, il caffè viene estratto e distillato più volte in alambicchi di rame con chicchi di caffè sospeso per poi unirsi al vermut riposato, ottenuto da vini rossi e bianchi (tra cui moscato), aggiungendo infine un’accurata selezione di botaniche, come artemisia, rabarbaro, arancio dolce e stecche di vaniglia. Il Vermut Sospeso è un prodotto molto particolare, che ravviva i classici sentori del vermouth con l’impronta aromatica unica del caffè. Da sorseggiare liscio o con ghiaccio per un aperitivo originale, oltre a prestarsi alla creazione di innovativi cocktail.

 

DICEMBRE – VERMUTTE DI NATALE DU.IT

Ecco a voi il primo vermut di vinsanto del Chianti, una limited edition creata appositamente per il Natale appena passato. Un vermut 2.0 fatto tutto a mano, in cui le note morbide e passite del vinsanto si mescolano amabilmente con la lieve acidità dei frutti rossi quali ribes e melograno. A produrlo sono il Mastro Liquorista Tommaso Pieri e DU.IT, urbani per vocazione e artigiani per scelta. Un progetto nato da tre amici fiorentini che si tengono lontani, lontanissimi dall’utilizzo di coloranti, conservanti e addensanti artificiali. Tutti i prodotti DU.IT (il catalogo è veramente ampio) sono infatti pensati, creati e imbottigliati sempre e solo all’interno del loro opificio.

Non vi bastano 12 vermouth? A noi no, e quindi abbiamo pensato bene di aggiungerne alla nostra lista altri quattro: stavolta la divisione è per stagione, dal gelido inverno attuale fino alla calda estate che tanti di voi staranno già aspettando a gloria.

 

 

INVERNO – VERMUT RISERVA NATALE MARIO 

Dai racconti tramandati dal bisnonno, narranti le ricette segrete di un tempo sui metodi di produzione di liquori, è nato Natale Mario, progetto che celebra l’inventiva dell’omonimo bisnonno di Luca e Mattia. Ci hanno pensato i suoi due nipotini a ricreare infatti quegli stessi spiriti che, quando l’avo era un semplice oste, faceva assaggiare ai clienti più fidati della storica Fundeghera ad Ossona, paesino a una manciata di chilometri da Milano. Un nostalgico progetto diventato un vero e proprio business nel 2018, che tra le tante proposte ha dato vita anche al Vermut Riserva Natale Mario. Parliamo, in questo caso, di un vino liquoroso di grande carattere, brillante e dai toni ambrati, ma anche paziente, curato ed equilibrato: ecco le sue principali caratteristiche.

PRIMAVERA – TUSCAN DRY VERMOUTH WINESTILLERY 

In casa Winestillery, realtà in ascesa del Chianti Classico magistralmente portata avanti dal giovane Enrico Chioccioli Altadonna, c’è una interessante new entry: il Tuscan Dry Vermouth. Prodotto con Trebbiano da uve raccolte a piena maturazione e da uve a vendemmia tardiva, questo vermouth – rigorosamente senza caramello – viene poi infuso con botaniche figlie della secolare tradizione toscana. Il colore è giallo dorato, con riflessi brillanti. All’olfatto si presenta molto intenso, ampio e complesso. Si percepiscono note delicate di fiori bianchi, note vivaci di frutta a polpa gialla unite e sentori di erbe officinali. Il finale è lungo e persistente, con note speziate di agrumi. Al palato Tuscan Dry Vermouth è invece molto elegante, rotondo e setoso. La frutta a polpa gialla si sposa con fiori secchi ed erbe spontanee, prima di un finale lungo e minerale caratterizzato da una sapidità luminosa e un sapore veramente autentico.

 

ESTATE – FRED JERBIS VERMUT 

Un vermouth audace, realizzato con 25 botaniche di origine italiana: in particolare, tre diverse tipologie di assenzio e due di arancio. Fred Jerbis Vermut si presenta con un bruno carico e sfumature rossastre proprio grazie al colore naturale delle piante e allo zucchero bruciato. Al naso, inizialmente sono presenti note marsalate, dovute all’invecchiamento del vino per quasi un anno; poi emergono sfumature erbacee, agrumate e fruttate. Il gusto è erbaceo e delicato, ma persistente; agrumato, ma amaricante. La percezione alcolica è molto discreta. Il corpo è caratterizzato da piante con sfumature fruttate dai frutti di bosco all’amarena, le note amare sono invece date dalla macerazione della radice di genziana. Finale morbido e rotondo grazie all’angelica, sia in semi che in radici. Come usarlo? Si sposa benissimo con la maggior parte dei liquori base tradizionali come “Bitters” d’aperitivo per la sua particolare capacità di distinguersi, ma può essere utilizzato anche nei cocktail della Golden Age o del Proibizionismo. Fred Jerbis Vermut è distribuito in Italia da Spirits & Colori.

 

AUTUNNO – VERMOUTH COCCHI

Lo storico Vermouth di Torino Cocchi è stato protagonista della rinascita internazionale dei vermouth di alta gamma e del rinnovato interesse dei grandi barman per la denominazione Vermouth di Torino al punto che negli Stati Uniti è familiarmente denominato “Cocchi Torino”. È diventato in breve tempo uno dei vermouth di primo livello più utilizzati nei migliori bar al mondo. La ricetta originale di Giulio Cocchi prevede l’uso di erbe come la china e il rabarbaro, che tingono leggermente di bruno il bel vino chiaro. Per accentuare la tonalità ambrata si aggiunge lo zucchero imbiondito preparato sul fuoco come per il crème caramel che, con il colore, dona anche una nota speciale al gusto: croccante e zucchero filato in grado di  arrotondare tutti i gusti amari senza far uso di vaniglia. Tra erbe e spezie aromatizzanti, sono senza dubbio protagonisti l’artemisia e gli agrumi che con la china conferiscono equilibrati toni amaricati e agrumati. Il gusto è dunque ricco, con vibranti note di cacao e arancio amaro. Dall’infusione di alcuni legni nobili e balsamici arrivano nel finale sentori lievemente canforati e note di rosmarino. Tra gli ingredienti minori vi sono erbe e legni profumati come sandalo, muschio, mirra e noce moscata.

Il nostro viaggio è tristemente giunto al termine, non ci/vi resta che passare alla degustazione… Sapevate però che esiste un consorzio creato proprio per la promozione, la valorizzazione, la vigilanza e la cura generale degli interessi della IG “Vermouth di Torino”? Si tratta del “Consorzio del Vermouth di Torino”, nato nel 2019 per volontà dei produttori di vermouth che, consapevoli della necessità di una regolamentazione, hanno definito insieme un disciplinare di produzione approvato dal Decreto del 22 marzo 2017 con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha regolamentato l’indicazione geografica Vermut di Torino/Vermouth di Torino. Il Consorzio del Vermouth di Torino oggi è così l’organo che valorizza, promuove e tutela la denominazione e i marchi a esso collegati. Attualmente comprende 17 soci ed è presieduto da Roberto Bava.

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