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Quarant’anni di Guida de L’Espresso. Chi scrive quest’articolo non era ancora nato quando la prima edizione ha visto la luce. Chi scrive quest’articolo ha vissuto “la Guida L’Espresso”  nella propria crescita professionale come i naviganti antichi vivevano la stella polare: una bussola per i propri viaggi enogastronomici.

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In questi quarant’anni sono successe tante cose, come viene giustamente ricordato dal palco della Leopolda di Firenze. L’alta cucina Italiana ha costeggiato i percorsi di crescita dei propri colleghi stranieri, i francesi all’inizio, gli spagnoli poi (o forse è meglio dire “lo spagnolo”, Ferran Adrià) e negli ultimi anni i paesi del nord europa e le loro tecniche innovative.

Ma in questi quarant’anni è successa una sola cosa una veramente straordinaria, ed a ricordarcela è proprio Massimo Bottura, lo chef numero uno.

Durante la  premiazione del proprio ristorante infatti, il  titolare de L’Osteria Francescana non ha esitato a strappare il microfono di mano alla giuria per affermare qualcosa che più che una dichiarazione sembra un manifesto sistematico: l’alta cucina italiana non imita più nessuno, è il mondo che ha gli occhi puntati su di noi!

La crescita di questi quarant’anni è anche merito della Guida de L’Espresso, che ha saputo indirizzare nella giusta direzione chi lo meritava, riconoscendolo e dandogli visibilità, sostenendo così un vero e proprio rinascimento italiano che ha portato l’eccellenza delle materie prime ad essere realtà anche sulle tavole.

Una guida che non segue le mode, anzi, riconosce il merito e lo porta a crescere, come dimostra l’introduzione del Cappello d’Oro.

Questo nuovo simbolo, apposto anche come sigillo sulla copertina dell’edizione 2018, che serve ad identificare e nobilitare all’interno della guida i nuovi classici, ovvero quei ristoranti che hanno ormai un’identità che prescinde tutto il resto, che sorpassa la tendenza del momento.

Una guida che in realtà è doppia, avendo una propria versione dedicata ai vini che non solo premia i migliori, ma che li sostiene anche nei momenti di difficoltà, come dimostra la commuovente nota di merito rivolta dal palco ai produttori vittime delle gelate.

La Guida  “i vini d’Italia” è ormai una realtà affermata, soprattutto grazie al lavoro minuzioso dei curatori Paolini e Grignaffini, che sanno non evitare il facile autocompiacimento derivante dalle terminologie snob proprie di chi fa questo lavoro, creando un volume fruibile per tutti, suddiviso in categorie come “vini da bere subito”, “vini da conservare” “vini da comprare”.

Le voci dei migliori esperti italiani sanno parlare anche all’utente medio, che vuole scoprire il mondo dell’enologia ma non ha conoscenze pregresse.

Il mondo dei vini non è solo su carta, perché nel magnifico contesto della Leopolda è anche possibile assaggiare molti dei premiati. Splendida riuscita per tutte le cantine, ma l’occhio cade sulle bollicine.

Una realtà in crescita, che grazie a Ferrari (Perlé Zero e Giulio Ferrari), Bellavista (Vittorio Moretti 2008) e Ca’del Bosco (Dosage Zero Noir) , manda un messaggio chiaro al mondo del vino. Anche in questa categoria l’Italia sarà il prossimo protagonista globale dell’eccellenza

In questi quarant’anni la guida è diventata una stella polare non solo per me, ma per tutti i lettori, siano essi appassionati, esperti, addetti ai lavori, o semplici amanti del’eccellenza. Una stella che pare brillare ora più che mai, e alla quale non si può che augurare di continuare ad illuminare le nostre strade per molti altri decenni!

CAPPELLI D’ORO
Caino – Montemerano (GR)
Colline Ciociare – Acuto (FR)
Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio (Mn)
Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui due Golfi (NA)
Enoteca Pinchiorri – Firenze
Lorenzo – Forte dei Marmi (LU)
Marchesi alla Scala – Milano
Miramonti l’Altro – Concesio (BS)
San Domenico – Imola (BO)
Vissani – Baschi (TR)

CINQUE CAPPELLI 
Casadonna Reale – Castel di Sangro (AQ)
Le Calandre – Rubano (PD)
Osteria Francescana – Modena
Piazza Duomo – Alba (CN)
Uliassi – Senigallia (AN)

QUATTRO CAPPELLI
Casa Perbellini – Verona
Da Vittorio – Brusaporto (BG)
Danì Maison – Ischia (NA)
Del Cambio – Torino
Duomo – Ragusa Ibla (RG)
Hisa Franko – Kobarid – Caporetto (Slovenia)
Hotel Rome Cavalieri – La Pergola Roma
Hotel Rosa Alpina – St. Hubertus Badia (BZ)
Il Pagliaccio – Roma
Krèsios – Telese Terme (BN)
La Madia – Licata (AG)
La Peca – Lonigo (VI)
Lido 84 – Gardone Riviera (BS)
Mandarin Oriental Milan – Seta – Milano
Taverna Estia – Brusciano (NA)
Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)

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