Fatima
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Alto Piemonte: la scelta del taste

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Taste Alto Piemonte. È una frase, un evento, un sorso. È gusto. Nel greco antico questa parola assume diversi significati e interpretazioni. Si tratta di una proprietà, un apprezzamento, un inclinazione. E mentre se per la parte visiva è un connotato di bellezza esteriore per il palato è un singolo e speciale piacere. Uno e uno soltanto, indiscusso.

 

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Fortunatamente si trovano vini, modelli produttivi, in grado di rispondere alla domanda di diversi target: dai semplici appassionati alle nicchie di mercato come i professionisti più esperti o collezionisti. L’annuale appuntamento Taste Alto Piemonte in scena al castello di Novara è un momento allora in cui sfamare la curiosità e definire il proprio gusto. Le tavole in cui farlo nell’edizione 2018 vedono la presenza di cinquanta produttori di dieci “ricette”: Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane.

Nella scelta di acquisto di un qualsiasi prodotto, di vino, nel nostro contesto, oltre a designare ciò che è buono e bello le variabili che influenzano sono la grafica e il prezzo. E quest’ultima, forse, è la leva più sensibile. Certo è che la possibilità di testare prima dell’acquisto è un prezioso valore aggiunto finalizzato ad avere un delizioso piacere immediato che diventa ricordo e poi strumento per la definizione delle scelte. I taste da provare dell’Alto Piemonte per gusto, rapporto qualità/prezzo ed emozione che consigliamo dopo l’evento organizzato dal Consorzio tutela nebbioli alto Piemonte sono:

 

Colline Novaresi Barbera DOC – Platinetti Guido

È una delle chicche della zona. Una Barbera con note rosse vivaci del frutto e punte boisé che riesce ad essere insieme potente e leggera. Globale racchiude molti stili e gusti. Bilanciata, succosa, veloce e persistente.

 

Sizzano DOC 2013 – Cantina Comero

Cenni floreali, tratti boschivi e vegetali. Una fibra compatta e delicata che si spalma al palato con armonia e dolcezza. Succoso nel centro bocca è di ottima bevibilita.

 

Colline Novaresi Vespolina DOC – Enrico Crola

Uno stile ed un gusto da provare per sentire come quest’uva riesce ad esprimersi con forza e sicurezza. Una potenza fruttata che avvolge e non si ferma se non per inserirsi in binari quasi vegetali, freschi e precisi.

 

 

Coste della Sesia Centovigne DOC 2013 – Centovigne

Un riuscito mix delle uve dell’Alto Piemonte. Nebbiolo, Croatina, Vespolina e Uva rara sono fuse e formano un gusto unico e riconoscibile. Tappeti orientali, deserto, sabbie, queste le immagini evocate in una bocca di bellissima bevibilità e piacevolezza. Tanto succo e rotondità.

 

Spanna DOC 2014 – Massimo Clerico

Una delicatezza e una freschezza da concedersi già oggi per chi ama le sensazioni di scorze di arancia rossa cotte al forno e funghi. Frutto che resiste all’importante ondata fresca sostenuta da finissimi tannini. Un francobollo da collezione.

 

 

Ghemme DOCG 2012 – Rovellotti

Un vino a due voci in cui assaporare la ricchezza e la finezza del Nebbiolo. È un intreccio elegante, tannico e fresco giocato tutto sul frutto nel finale golosissimo.

 

Gattinara 201 DOCG Galizja – Il Chiosso

Intensità e carisma nel bicchiere e di chi lo produce. Confettura e frutta secca emozionano in bocca in un gusto pulito e di brillante persistenza.

 

Bramaterra Riserva DOC 2011 – Tenute Sella

Una versione tra le più territoriali in cui gustarsi il suolo. All’interno di una collina rosso fuoco la bocca risponde con stile chiaro: sensazioni di roccia e di brace. L’evidente struttura si ricorda per i tannini fini e penetranti.

 

In chiusura ci deliziano con una domanda che spesso è ci viene fatta: “Come bere un Lessona?”.

A seguire la risposta gustativa.

Il Lessona è di tale finezza e potenza che si apprezza moltissimo da solo o tutt’al più con un formaggio delicato di alpeggio. Un vino che si esprime con tratti succosi da giovane e vive in ogni suo istante legato alla sua fibra tannica precisa che punteggia il palato. E la freschezza poi è quella che illumina la strada e svelerà il fascino che c’è nel bere un Lessona più maturo, magari davanti a un camino. E sarà in quel momento che apprezzi  le note di cenere, di spezia, di tabacco tutte scaldate da un frutto nero meno pungente.

Il consiglio è quindi di bere un Lessona dopo qualche anno di bottiglia in un calice ampio come uno Zalto Alto Borgogna.

 

Quali?  Lessona DOC 2011 di Tenute Sella, Lessona DOC “Pizzaguerra” di Colombera e Garella o Lessona Riserva DOC 2010 di La Badina.

 

+INFO:

www.altopiemonteitalia.com

info@altopiemonteitalia.com

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Instagram: @altopiemonte

 

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