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Dodici aziende vinicole situate su un territorio Patrimonio dell’Unesco (Accornero, Alemat, Angelini Paolo, Cascina Faletta, Cinque Quinti, Fratelli Natta, HIC et Nuc, Liedholm, Sulin, Tenuta La Tenaglia, Tenuta Santa Caterina, Vicara) riunite in un’associazione chiamata Monferace. Parola storica con il quale si chiamava il Monferrato una volta, il cui significato è Monte Generoso.

Ci sarà anche Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese tra gli ospiti del Festival degli Scienziati di buona forchetta “(G)ASTRONOMIE”, in programma sabato 23 e domenica 24 luglio (dalle 16 alle 24) al Castello di Moncalieri, nel Giardino delle Rose Principessa Maria Letizia. Una due giorni incentrata su gusto, spazio e spettacolo facendosi deliziare dai Nettari di Bacco, in una cornice di suggestione e bellezza.

Derthona è il nome antico della città di Tortona e del vino a base di uva Timorasso che campeggia per lo più in questa terra piemontese, accarezzata dai venti liguri, ricca di marne banche e terre rosse, punto nevralgico e strategico per lombardi, liguri ed emiliani. Giampaolo Repetto, Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, a distanza di due anni dallo scoppio della pandemia sceglie nuovamente il Museo Orsi di Tortona per presentare lannata 2020 del Derthona.

L’Alta Langa oggi è una terra molto più selvaggia rispetto alla Langa classica, ma le attenzioni da parte dei grandi produttori e imprenditori delle zone limitrofe, stanno crescendo ogni giorno di più. Nuovi vigneti e nuovi protagonisti, come nel caso di Matteo Fenoglio, classe ‘86, originario di queste colline come tutta la sua famiglia. Ci troviamo a Serravalle Langhe, una zona a 750 mt di altitudine dove boschi, noccioleti, grandi distese di prati sono sempre stati la normalità. Lui su queste terre è nato ed è cresciuto, lo definisce come un luogo selvaggio, quasi dimenticato, ma sul quale ha sempre creduto.

Da tempo si sentiva il bisogno di mappare le due zone confinanti del Piemonte, Gavi e Colli tortonesi. Si è partiti dal Gavi, zona più affine e calpestata dall’agrotecnico Davide Ferrarese, che con un’iniziativa personale, ha messo su carta le colline del Monferrato (bianco). Un primo momento di confronto sul tema risale a un Vinitaly di qualche non fa. Tra gli stand si vocifera tanto dell’intenzione quanto dell’esigenza di una mappa, oggi diventata realtà.

Ci voleva un nome di peso per la carica di Presidente di Piemonte Land of Perfection e il nome di Matteo Ascheri è quello giusto per guidare il superconsorzio piemontese che dal 2011 offre un tavolo di confronto continuo per individuare operatività e strategie comuni per valorizzare la produzione enologica regionale. Ad affiancare Ascheri, che ricopre anche la carica di Presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, due vicepresindenti, Filippo Mobrici e Paolo Ricagno.

È tutto pronto per Grandi Langhe 2020, la due giorni di degustazione delle nuove annate di Docg e Doc di Langhe e Roero in programma il 27 e il 28 gennaio ad Alba. Da quest’anno, il primo appuntamento nell’eno-calendario delle anteprime del vino in Italia diventa annuale e vedrà 206 aziende espositrici impegnate a presentare i propri vini a buyers, ristoratori, enotecari, sommeliers e giornalisti, tutti operatori professionali provenienti da oltre 30 Paesi europei ed extra europei.

In questi giorni sembra di tornare nel medioevo o nel cinquecento: le vigne urbane non sono mai state così popolari, a la page. È nata un’associazione, internazionale, che le racchiude, e le racconta. È la U.V.A (Urban Vineyards Association) capitanata da Luca Balbiano dell’azienda Balbiano, appunto, di Chieri che con la sua Vigna Villa della Regina è riuscito a fare da collante, e a creare una rete di vigne in città, testimonianza di cultura e storia. Che oggi diventano un patrimonio unico, “come numeri primi” a detta di Luca, elementi preziosi per un’offerta turistica di una meta, già architettonicamente stupenda, come Torino, Parigi, Venezia e Siena. Porzioni del mondo che tutti, almeno una volta nella vita, visitano; i vigneti, incorniciati dalle mura cittadine, diventano parte del pacchetto turistico, e creano magia.

L’Astemia Pentita è un progetto di un’azienda moderna e innovativa in Piemonte nel cuore della Langa e anche la sua presenza al Vinitaly si notava con uno stand molto particolare. L’enologo Mauro Daniele ci ha raccontato che dietro a una veste grafica accattivante, i vini sono tradizionali lavorando sui vitigni classici della zona. Dolcetto, Barbera e il re Nebbiolo, in versione easy nella denominazione Langhe e il discorso si fa più serio quando si parla della produzione di Barolo. Vino di punta il Barolo Cannubi, cru più prestigioso con la produzione 7.000 bottiglie all’anno per l’Astemia Pentita. Fare vino in queste bottiglie non cambia nulla, solo un po’ di patema nella fase di imbottigliamento ma il vino nella veste moderna è un punto di forza dell’Astemia Pentita.

Castello di Neive vuole dire Barbaresco, un grande rosso di qualità a base del vitigno principe Nebbiolo, come raccontato da Italo Stupino. Una cantina piemontese distribuita in Italia da un’altra realtà d’eccellenza della regione come la società di distribuzione Sagna. Ci sarà sempre più spazio per vini di qualità anche in Italia conferma Massimo Sagna, che fa anche un parallelismo tra il Piemonte del vino e la Borgogna.