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Un viaggio verso i nuovi orizzonti delle infiorescenze della cannabis light

Che si tratti di olio di cbd, di insetti, oppure di “verdure di mare” o più comunemente dette, le alghe, possiamo ora più che mai azzardare abbinamenti poco consueti sulle nostre tavole. Già in diversi paesi asiatici, è comune passeggiare per strada e incontrare dei rivenditori locali di street food a base di grilli o cavallette, per esempio. Anche se ora in Italia, non sono situazioni in cui è facile imbattersi, potremmo presto trovarci a passeggiare con in mano un millepiedi fritto e non più un supplì, chi può dirlo.

Diciamo che se può essere difficile immaginare di includere così regolarmente nella nostra alimentazione gli insetti, questo discorso vale meno per sostanze più comuni e diffuse come la canapa light. Attualmente il mercato dei prodotti a base di cbd si sta moltiplicando come i suoi ambiti di utilizzo. Per esempio, online su Justbob, è possibile trovarne varie tipologie; dalle infiorescenze di cannabis light, all’hashish legale fino all’olio di cbd. Quest’ultimo in particolare, può essere molto versatile nel suo utilizzo alimentare e soprattutto apportare all’organismo diverse proprietà benefiche concentrate in qualche goccia.

Se è vero che a partire da gennaio 2019, la European Food Safety Authority (EFSA) ha riclassificato diverse sostanze come novel food, è vero anche che ha incluso in questi alimenti anche il CBD. Diciamo che il percorso che questa sostanza ha dovuto fare i termini di regolamentazione non è sempre stato in discesa e spesso tra passi avanti e indietro, si sono fatte mosse poco comprensibili. Tra i salti decisivi però possiamo citare il provvedimento dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) che toglie dalla lista delle sostanze dannose la cannabis. Questa è la nuova e determinante posizione, assunta nel 2 dicembre 2020, dalla Commissione droghe delle Nazioni Unite (Cdn), tutta l’Unione Europea, ad eccezione dell’Ungheria, ha votato per supportarla, ma le idee dietro a questo provvedimento non sono certo nuove in termini di raccomandazioni.

A tavola con la cannabis light, ora si può

Già nel gennaio 2019, infatti, l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) aveva pubblicato diverse raccomandazioni relative alla cannabis, sostenendo non solo la rimozione della cannabis dalla tabella IV della convenzione unica degli stupefacenti del 1961, ma anche l’inserimento di determinate preparazioni farmaceutiche a base di cannabis nella tabella III della stessa convenzione, la quale elenca le sostanze con valore terapeutico e con basso rischio di abuso.

Ora che abbiamo chiarito un pochino i vari percorsi normativi che il cbd ha fatto prima di arrivare alle nostre tavole, vediamo perché questo novel food può essere assolutamente gustoso per il nostro palato e per la nostra salute.

Come Novel food il cbd può essere per noi un alimento presente a tavola nelle sue forme variegate e molteplici. Parlando di una delle sue declinazioni, quella dell’olio di cbd, per esempio, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Il cbd, infatti, viene miscelato con altri oli, alcuni dei quali indispensabili nella nostra alimentazione e come condimento ai nostri piatti. A seconda dell’olio a cui viene addizionato, il cbd esalta e completa le proprietà organolettiche dell’altro olio. Se si parla ad esempio di olio d’oliva, è quasi inutile menzionarne le svariate proprietà organolettiche e i suoi illimitati usi in cucina. Quello che per noi è un vero e proprio elisir di salute, ha un contenuto molto alto di polifenoli e di vitamina E, solo per menzionare qualche proprietà, ma se addizionato con l’olio di cbd può averne ancora di più. Il cbd e l’olio di cbd in particolare sono ricchi di vitamine, flavonoidi, minerali, acidi grassi essenziali, nutrienti e antiossidanti.

Il cbd può essere anche addizionato all’olio di canapa, per esempio, ricca di fibre, acidi grassi Omega-3 e Omega-6, oppure all’olio di cocco, in una formula altrettanto benefica ma più insapore e inodore per olfatto e palato.

Dall’olio di cbd al cbd, il condimento è tutto per il nostro benessere

Parlando più in generale del cbd e non più di olio di cbd, le sue proprietà sono costante oggetto di studio per i suoi effetti benefici sull’organismo. In quando Novel food, il cbd è quindi tra quei prodotti e tra quelle sostanze alimentari prive di storia di consumo significativo prima del maggio 1997 in Ue (data in cui è entrata in vigore la prima regolamentazione su questi cibi) naturalmente questi cosiddetti “nuovi alimenti”, prima di essere commercializzati, devono superare numerosi controlli di sicurezza.

I Novel food possono essere alimenti di nuova concezione, o innovativi perché prodotti utilizzando nuove tecnologie o processi di produzione, possono anche essere alimenti tradizionali in un paese extra-europeo ma che ancora non lo sono qui. Alcuni di questi, come gli insetti ad esempio, secondo uno studio della FAO, rappresentando più della metà di tutti gli organismi viventi classificati finora sul pianeta (con circa un milione di specie conosciute) potrebbero essere la risposta a moltissimi problemi ambientali e apportare vitamine e proprietà importanti al nostro organismo se mangiati con regolarità.

Il CBD, dal canto suo, può invece essere davvero un grande alleato per il benessere del nostro organismo, a differenza del THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) responsabile degli effetti psicoattivi nella marjuana. Il CBD agisce sul nostro corpo come un naturale analgesico e antiinfiammatorio, può avere effetti rilassanti sui muscoli e perfino ansiolitici. Tanti altri utilizzi sono ancora oggetto di studio da parte della comunità scientifica ma complessivamente, se associato all’alimentazione questo prodotto non può non essere tra i must-have nel nostro armadietto.

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