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Più che mangiare di strada, per una volta si potrà mangiare la strada. Quella che Francesco Zucchi Ricordi ha percorso finora, dall’infanzia a contatto con l’azienda di famiglia (che ha fatto la storia nell’industria tessile italiana), al peregrinare per le cucine del mondo, fino all’inseguimento dei suoi sogni. In zona Isola (ri)apre il suo ultimo progetto, che parla di territorialità semplice e ritorno al futuro.

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Rua, che in portoghese significa appunto strada, aveva già tentato di spiccare il volo nel 2021, prima di vedersi le ali tarpate dalla pioggia di indecise restrizioni a causa della pandemia di COVID-19. Oggi è definitivamente aperto e attivo, in piazzale Archinto, con una proposta che per quanto ancora abbia angoli da smussare (per format più che altro), ha già chiari il linguaggio e il tono di voce: un’essenzialità confortevole, che si rivede negli interni da bistrot contemporaneo, dritti e puliti, con affisse creazioni contemporanee (Assembramenti di Antonino Sciortino è un pezzo mica male per fattura e messaggio) e un percorso degustativo che senza inventare nulla, regala soddisfazioni come dovrebbero sempre essere.

Francesco Zucchi Ricordi

Rua è strada perché lo street food vero e proprio era previsto in prima battuta, nella carta della zona cocktail bar al piano inferiore, cui si accede attraverso un’ampia scalinata. Il progetto miscelazione è al momento in sospeso, con lo spazio che viene dedicato a eventi specifici, ma promette di poter dire la propria in un futuro che si spera prossimo. Ed è strada soprattutto perché è un viaggio attraverso le latitudini italiane, con le ricette classiche di ciascuna regione, che qui rivivono alleggerite e rinfrescate, senza perdere la loro tipicità. Sono il frutto delle esperienze di Zucchi, rientrato a Milano nel 2015, quando aveva fondato il catering “I Marinati”, prima di inaugurare nel 2018 Bech, insegna di panino gourmet e cocktail bar in San Marco.

Mandili de Sea

Nella squadrata cucina a vista, che domina su un tavolo-bancone al centro della sala con tanto di albero sempreverde, si spinge sulla pasta fatta in casa, storica usanza italiana, trattata secondi dettami di più località: nei tortelli burro e salvia ripieni di erbette e ricotta, o nei mandilli de sea, i fazzoletti di seta tipici della, Liguria, qui offerti al nero di seppia con pesto e gamberi crudi. Prima e dopo, Lombardia oppure ovunque: mondeghili e vitello tonnato (con cui Zucchi omaggia Diego Rossi, chef di Trippa), e poi coniglio in porchetta o cotoletta alla milanese. Carta dei vini che rispecchia la filosofia, con etichette nostrane eccezionalmente interrotte dagli champagne. Zucchi, ex personal chef per le personalità più disparate, dal presidente del Gabon al frontman dei Foo Fighters, ha dato inizio così alla sua strada: buon viaggio.

Rua – piazzale Archinto 6
ruamilano.it/

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