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Nessun avvenimento è stato tanto decisivo per la storia universale più recente quanto la caduta della Cortina di Ferro il 9 novembre di 25 anni fa. Essa non ha segnato soltanto la fine della Guerra Fredda: infatti, l’apertura a est dell’Unione Europea ha portato pace, democrazia e sviluppo economico. Norimberga, prima situata al margine orientale dell’Europa occidentale, si è venuta a trovare al centro di una nuova Europa in fase di unificazione. Di ciò ha approfittato anche la BrauBeviale che, nel giro di pochi anni, ha potuto posizionarsi ex novo: da fiera specializzata per l’industria birraria in prevalenza tedesca a salone dei beni d’investimento più importante dell’anno su scala mondiale per l’industria delle bevande. L’evento si svolgerà dall’11 al 13 novembre al Centro Esposizioni Norimberga con circa 1.300 espositori e pressoché 33.000 visitatori professionali.

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“La BrauBeviale ha tratto gran profitto dall’apertura dei mercati dell’Europa orientale. La proposta merceologica è diventata più vasta, il salone nettamente più internazionale”, Andrea Kalrait, responsabile di progetto per la BrauBeviale alla NürnbergMesse, descrive così lo sviluppo degli ultimi anni. Nel 1989 si contavano 559 espositori, di cui il 10 percento internazionali, nel 2012 erano ben 1.284 (45 percento internazionali). Tra il pubblico la situazione è simile: 15.189 gli operatori nel 1989 (10 percento internazionali), nel 2012 si è arrivati a 32.810 (38 percento internazionali).

“Tra i nostri paesi top ten si ritrova ai primi posti la Repubblica Ceca. Ci allieta, inoltre, che siano sempre volentieri ospite a Norimberga numerosi espositori e visitatori dalla Russia e che essi si sentano decisamente a proprio agio alla BrauBeviale”, continua Andrea Kalrait. Tra il 1993 e il 2008 i paesi dell’Europa centro-orientale hanno mostrato una crescita record del cinque percento medio annuo (UNECE Statistical Database). Motore di questo sviluppo economico sono stati gli investimenti diretti stranieri, tra gli altri quelli dell’industria europea dei generi alimentari e di consumo alla quale appartenevano, appunto, anche i birrai.

La lenta e continua flessione del consumo di birra nell’Europa occidentale e la conoscenza del nesso esistente tra un prodotto nazionale lordo in crescita e l’aumento del consumo di bevande nei mercati emergenti sono le ragioni che li hanno portati a essere tra i primi investitori su queste piazze. Il loro obiettivo: conquistare nuovi mercati e difendere o migliorare la posizione consolidata rispetto alla concorrenza. All’inizio i costi di acquisizione dei birrai europei nell’Europa centro-orientale erano ancora relativamente modesti: meno di un miliardo di euro tra il 1990 e il 1999. Tuttavia, nel rilevare le aziende, hanno acquistato il know-how e, successivamente, anche il capitale riuscendo così a portare più o meno a termine la globalizzazione dell’industria birraria negli anni seguenti fino al 2013. Con il crescente consumo di birra nelle regioni dell’Europa centro-orientale hanno quindi potuto compensare facilmente le vendite perse nell’Europa occidentale.

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EUROPA CENTRO-ORIENTALE: MERCATO PER LE INNOVAZIONI PRODOTTO

In soli 25 anni si è evidentemente riusciti a far maturare molti mercati della birra nell’Europa centro-orientale, vale a dire a installare un’architettura di prezzo che comprende tutti i segmenti (marchi budget, regionali, nazionali, premium e premium internazionali) così come li conosciamo nei paesi dell’Europa occidentale. Anche in questi mercati i consumatori possono ora attingere a una vasta offerta di bevande. Non basta: i gruppi birrari internazionali paiono addirittura preferire questi mercati a quelli dell’Europa occidentale quando si tratta di lanciare nuovi prodotti. Ciò fa pensare che i birrifici multinazionali attribuiscano ai consumatori di dette regioni una maggiore disposizione a provare nuove bevande rispetto ai loro clienti in altre parti dell’Europa. Lo attestano ad esempio le cifre di vendita della “radler”, una bevanda composta di birra mista a limonata: tra il 2006 e il 2013 nell’Europa centro-orientale le vendite di “radler” sono passate da 66.000 a 2,9 mio di hl, mentre in quella occidentale sono salite soltanto da 5,2 a 6,3 mio di hl (stime di Canadean).

PET: TREND NELL’EUROPA CENTRO-ORIENTALE E ALLA BRAUBEVIALE 2014

I consumatori dell’Europa centro-orientale sembrano essere più ricettivi anche per quanto concerne le innovazioni nel packaging. Un esempio eminente: l’utilizzo di PET per i contenitori della birra. Dal 1999 al 2013 nell’Europa occidentale le vendite di birra confezionata in PET sono salite da 402.000 a 6,1 mio di hl, mentre in quella centro-occidentale sono balzate, nello stesso periodo, da 3,5 mio di hl a 85 mio di hl (stime di Canadean). Attualmente il maggior mercato per la birra in PET è senza dubbio quello russo, dove quasi la metà di tutte le birre viene confezionata in questo materiale. Anche la BrauBeviale presenterà il complesso tematico del PET ai suoi 33.000 visitatori professionali come punto centrale. Il PET non è solamente un trend per i grandi gruppi industriali, bensì offre soluzioni attraenti pure alle medie imprese… lo evidenzia il PET@BrauBeviale. Qui, infatti, si discuteranno i trend attuali nell’industria delle bevande e del packaging PET. Nel 2014 si svolgerà per la prima volta il progetto PETnology orientato al mercato “connecting comPETence”, con PETarena e Packaging Wall of Excellence. In questo contesto le aziende mostreranno la loro sfaccettata proposta di prodotti e servizi PET. La PETarena sarà un polo di approdo informativo per tutti gli operatori coinvolti nella catena di creazione del valore del PET: non importa se costruttori di macchine, confezionatori, progettisti di packaging o subfornitori. Il via sarà dato dal congresso internazionale di due giorni PETnology Congress, che si terrà il 10 e l’11 novembre direttamente prima del salone. Il tema sarà completato da un parcour speciale degli espositori che metterà in evidenza le soluzioni PET delle aziende partecipanti lungo l’intera fiera.

www.brau-beviale.de/en/pet

MERCATO EUROPEO DELLA BIRRA: BOOM DEI BIRRIFICI ARTIGIANALI

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L’Europa unita continua a essere di gran lunga il secondo mercato della birra al mondo dopo l’Asia. Tuttavia, stando alle stime del fornitore di servizi finanziari giapponese Nomura, nei prossimi anni in Europa il consumo di birra aumenterà soltanto moderatamente: da 498 mio di hl nel 2012 a 509 mio di hl nel 2017. Ad altre regioni si ascrive una crescita ben maggiore: America Latina (2,3 percento annuo), Asia (3,4 percento) e Africa (4,2 percento). Ciò nonostante il mercato europeo della birra è più vivace che mai. Le birre prodotte artigianalmente e le svariate specialità di e alla birra acquistano sempre più importanza.

Il numero di microbirrifici europei cresce incessantemente: in Italia (>400), in Svizzera (>400), in Francia (>100), in Gran Bretagna (>1.000), in Norvegia (>40), in Polonia (<100) e nella Repubblica Ceca (>200). In Germania si può definire artigianale più del 90 percento degli oltre 1.300 birrifici. Ragioni sufficienti per porre come tema trend della BrauBeviale proprio la cultura creativa della birra. Dall’European Beer Star Award e relazioni specialistiche ricche di ispirazione fino al Craft Beer Corner… il pubblico interessato avrà mille occasioni per approfondire questo aspetto.

www.brau-beviale.de/trends

LA BRAUBEVIALE: BUONI COLLOQUI, BUONI AFFARI.

La BrauBeviale è il salone dei beni d’investimento più importante del 2014 per l’industria delle bevande su scala mondiale. Dall’11 al 13 novembre circa 1.300 espositori (2012: 45% internazionali) presenteranno una proposta vastissima di pregiate materie prime per bevande, tecnologie innovative, logistica efficiente e idee marketing effervescenti al Centro Esposizioni Norimberga. I 33.000 visitatori attesi (2012: 38% internazionali) appartengono al management tecnico e commerciale dell’industria europea delle bevande. Gli operatori provenienti da birrifici, maltifici, cantine, distillerie e caseifici, gli specialisti di aziende che producono bevande analcoliche, quelli appartenenti al settore alberghiero e ristorazione, al commercio e l’ingrosso specializzato di bevande, nonché quelli di studi ingegneristici e di progettazione sono altamente qualificati e, per l’88%, coinvolti nelle decisioni relative agli investimenti (questi i risultati del sondaggio del 2012, istituto indipendente). L’amato mix fieristico costituito da presentazione professionale e incontro personale in atmosfera familiare convince, tra le altre cose, per l’investimento fieristico contenuto, l’alta efficienza delle tre giornate compatte sotto l’aspetto tecnico e temporale, una proposta a 360 gradi, l’intenso dialogo diretto con i decision maker e l’appuntamento ideale:

BrauBeviale 2014: 11-13 novembre
BrauBeviale 2015: 10-12 novembre
BrauBeviale 2016: 8-10 novembre

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