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Non è tutto oro quel che luccica ma un cocktail ben eseguito da un noto bartender, in un locale citato nelle classifiche dei migliori al mondo, sicuramente oggi fa la differenza. A Londra e a New York, certamente, ma ancor più in città che fino a poco fa non erano considerate per la loro scena notturna. Per capire cosa sarà di tendenza nei prossimi mesi, abbiamo scelto quattro città che nei loro migliori locali incarnano i grandi trend del momento: Atene, Città del Messico, Barcellona e Milano.

 

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In effetti, e questo è il trend numero uno, oggi è nato quello che potremmo definire il Turismo da cocktail. Ricordate quando si pianificava un viaggio solo per cenare in quel determinato ristorante? Ora anche i bar diventano mete che giustificano un viaggio: città come Atene, dove all’ombra del Partenone illuminato a giorno si sorseggia un cocktail da Couleur Locale o A for Athens oppure ci si addentra nelle vie un tempo al limite del malfamato di Psyrri per provare l’Aegean Negroni di Clumsies, uno dei bar migliori al mondo. Tanto più che al bar, rispetto a un ristorante stellato, si spende di meno e si socializza di più, cosa di cui al momento c’è un gran bisogno.

Un po’ causa, un po’ conseguenza di ciò sono arrivate nuove città nel radar. Anche perché la pandemia e le opportunità di smart working hanno portato molti professionisti ad allontanati dalle grandi metropoli per andare a lavorare in posti più vivibili, con un costo della vita più basso e ritmi più rilassati. Trasferendosi o utilizzando gli alberghi per soggiorni lunghi, in ottica staycation.

Ma cosa si trova nei nuovi menù dei bar? I cosiddetti Drink Nostalgici che richiamano gusti noti e accostamenti dimenticati, ma rieditati secondo le nuove esigenze di sostenibilità, ingredienti locali, salutismo e low alcol. Un esempio? La Giostra d’alcol, una bizzarra polibibita futurista, rivista e corretta al 10_11, il bar dell’albergo Portrait a Milano.

 

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I cocktail analcolici non sono più uno scherzo (tanto che il termine mocktail è finito in soffitta) ma una realtà consolidata, anche grazie a una pletora di nuovi distillati a zero o basso ABV. Si cercano poche calorie, poco alcol, più attenzione ai momenti e scelta su quando, come e dove bere.

Come si faceva in cucina, oggi anche al bar poi si usano liquori e ingredienti locali per creare cocktail unici, che raccontano le storie e la cultura del posto. È quello che stanno facendo i bar di Città del Messico come ci racconta la HostAmbassador nell’articolo La scena mixology del Messico punta sull’identità.

Infine, laser, distillatori, essiccatori e sous-vide, insomma i macchinari che hanno rivoluzionato l’haute cuisine, sono ormai entrati al bar insieme a lavorazioni d’avanguardia, come succede al Paradiso, che si è recentemente guadagnato il titolo di migliore bar del mondo. Dove si trova? Per la prima volta non a Londra né a New York, ma a Barcellona. Come dire: la creatività oggi non ha confini.

 

+ info: host.fieramilano.it

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