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Ha preso il via una nuova attività targata Wild Turkey e Campari Academy, l’organo interno di Campari Group che si dedica alla formazione e alla divulgazione dei brand in portfolio ai bartender. Wild Turkey è dal 2009 uno dei prodotti focus del colosso di Sesto San Giovanni, che finalmente raccoglie e sviluppa la possibilità di ottenere maggior visibilità sul piano nazionale.

Il brand nato nel 1940, con a capo i leggendari Jimmy e Eddie Russell (padre e figlio, entrambi master distiller membri della Kentucky Bourbon Hall of Fame), e con l’attore Matthew McConaughey come direttore artistico, già organizza numerose attività per valorizzare e raccontare il proprio portfolio, che comprende bourbon e rye whiskey (quindi mais o segale) in più declinazioni. Tra queste spicca il Wild Turkey Campus, una reunion giunta alla terza edizione che permette ai bartender selezionati di vivere un’esperienza immersiva nella realtà del Kentucky, con tanto di teoria e pratica sulla distillazione, barbecue, caccia al tacchino, pernotto in tende.

È durante il Campus che è nata spontaneamente la Wild Turkey Family: “Cinquanta membri ad oggi”, racconta il brand ambassador Aldo Bruno Russo, “che autonomamente si sono riuniti al di fuori delle loro attività con il marchio, e da allora contribuiscono allo sforzo Wild Turkey con divulgazione e miscelazione. Sono di fatto degli ambassador a loro volta”. Campari Academy ha deciso quindi di raccontare periodicamente la Wild Turkey Family, con interventi sui canali social ed eventi dedicati, a partire dalla novità assoluta: ciclicamente, sei bartender membri della Family si alterneranno al bancone del bar di uno dei loro compagni, con turni da un’ora e mezza e tre cocktail presentati da ciascuno. “Questo comporta una commistione di esperienze diverse, elementi del territorio, ricette, tecniche che ciascun membro coltiva nel proprio locale, e trasmette al resto della famiglia”.

Come lo spirito familiare descrive, la community Wild Turkey è estremamente eterogenea, mista, e all’insegna della condivisone continua. “Sono i primi rappresentanti dei valori del brand” prosegue Russo: “genuinità, sincerità e coraggio, molti di loro hanno investito su se stessi”. Ciascun membro indossa un giubbetto in denim con delle patch commemorative (una per ogni evento di reunion della Family) e un anello dedicato. Ogni incontro vedrà tenersi una sessione di laboratorio, per permettere ai bartender di raccogliere spunti e scambi di opinioni, oltre che per sviluppare nuove idee di miscelazione con i prodotti Wild Turkey.

Il primo capitolo si è tenuto a Milano: il BoB di Cesar Araujo, in zona Isola, uno dei locali principali tra le vetrine Wild Turkey in città. Parte del gruppo Chinese Box (che conta anche la mezcaleria Agua Sancta, oltre al Chinese Box stesso, tempio della vita notturna milanese), il BoB si avvale dallo scorso anno di Percento Lab, che ha ospitato la Family. Uno scenario unico, uno spazio laboratorio diviso tra sezione dedicata al pubblico e alla vendita di prodotti (bottiglie, ghiaccio, spezie), la sezione principale dedicata alla formazione, con masterclass interne e verso terzi, e una parte interna incentrata su ghiaccio trasparente e preparazioni. “Un luogo che si concentra sul supporto tra colleghi”, spiega il responsabile Lucian Bucur, “una tavola rotonda per testare e creare”.

Riccardo Pennacchia (Sottovoce Speakeasy Bergamo), Cesar Araujo (BoB Milano), Ivan Patruno (Bulk Milano), Danilo Carra (OutOfBar Senigallia), Vanessa Vecchio (Oliva.Co Catania), Jibril Del Monte (Jibo’s Bar Treviso) sono i sei membri della Wild Turkey Family che si sono resi protagonisti a Milano. L’appuntamento è con la prossima riunione in famiglia, e ai bartender, occhio: non finisce mai di allargarsi.

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