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In camper, per un totale di un mese e mezzo. Da nord a sud, isole comprese. Padre e figlio. Cosa potrebbe andare storto, in fondo. Ne è nata addirittura una realtà brillante, piccola nelle dimensioni ma enorme nell’anima, che adesso lancia una piattaforma per permettere agli amanti del vino un’esperienza gustativa senza precedenti.

Daniele Brambilla – Baccominore

Certo a vederlo e conoscerlo non si rimane poi così sorpresi di un percorso del genere:  Daniele Brambilla, lombardo di trentadue anni, con i ricci non domi e gli occhi celesti che guardano attraverso, uno spirito hippie tangibile e rispettoso. Si è formato nel mondo del vitivinicolo, con un Master in Marketing del vino a Bordeaux e l’esperienza da junior manager per Masciarelli, a contatto diretto con i mercati europei. Fiere, viaggi: “I piccoli produttori sono sempre stati la mia passione, hanno il fascino di contenuti ricchissimi ma poco spazio per poterli raccontare. Quindi ho deciso di dar loro questa possibilità”. Nel 2016 Daniele si mette in società con l’altro appassionato di famiglia, il padre Arturo, amante del vino pur senza avere preparazione professionale. “Viene da un altro mondo lavorativo ma si dedica a fondo. E mi sopporta, soprattutto”.

La creatura dei Brambilla è Baccominore, un polo di distribuzione per piccoli produttori, che trova sbocco anche nell’e-commerce. I criteri di selezione per le realtà coinvolte sono flessibili ma camminano sul filo di dimensioni ridotte, che quasi sempre vogliono dire genuinità, qualità e storie da raccontare: conduzione familiare, produzione propria dell’uva e un rapporto tra qualità, prezzo e produzione che rientri in determinate linee guide. “L’unica vera caratteristica che escludiamo a priori è la presenza in GDO, non avrebbe senso. Per il resto non possiamo nemmeno porre vincoli in termini di volume di produzione: abbiamo in portfolio cantine che hanno iniziato con noi quando facevano a stento diecimila bottiglie, e in questi anni si sono quadruplicate”. Il range produttivo va dalle settemila alle centocinquantamila, con privati e Ho.re.ca. come obiettivi.

Arturo e Daniele Brambilla

Baccominore agisce su Milano, Monza e vari spot in Lombardia, in Veneto tra Padova, Treviso, Venezia e San Donà di Piave. La proposta di vini abbraccia tutto il territorio italiano: per raggiungere ogni cantina, all’inizio, si decise per una follia. “Cinque viaggi in camper, per un totale di un mese e mezzo. Mio padre ed io insieme a Rachel Bunche, la nostra videomaker”. Da nord a sud per scoprire realtà impensabili e creare i relativi contenuti, video, interviste, dando voce a chi troppo spesso non riesce a emergere oltre la superficie di un paese o una regione. Isole comprese, “ma là andammo in aereo”.

Piccoli produttori vogliono dire prodotti di nicchia, destinati in larghissima parte a ristoranti dal carattere simile: “Siamo arrivati anche nelle strutture Armani a Milano, ma è indubbio che siano i ristoratori più contenuti ad avere più voglia e più possibilità di sperimentare, facendo personalmente attenzione alla carta dei vini. Grazie a loro si crea poi un passaparola”. Una riconoscibilità concreta, ottenuta anche grazie a un altro progetto di sentimenti nel 2017: Born to be wine, un libro che racconta tramite occhi e voci dei viticoltori cosa significhi dedicare la propria vita alla vigna.

In quattro anni il fatturato è aumentato progressivamente, dai 20mila euro del 2016 ai 100mila circa dello scorso anno. Prima della pandemia di COVID-19, Daniele e Arturo avevano lanciato l’ultima scommessa, pensata per cucire addosso ai consumatori un’esperienza degustativa da sommelier, che però esalti il rapporto personale tipico tra produttore e acquirente in cantina: “Con l’aumentare delle collaborazioni con associazioni di settore (FISAR E AIS), abbiamo notato che il sommelier ha diplomi e competenze, mentre per quanto appassionato un amatore non approfondisce. Molti sommelier hanno raccontato di fare consulenze o essere disposti a farne, quindi abbiamo avuto l’idea”. Baccominore PRO, piattaforma online che mette in contatto i professionisti del vino con gli amanti del buon bere. “Una community per sommelier, e allo stesso tempo per chi ha voglia di imparare, capire e provare novità di livello importante”.

Baccominore PRO permette ai sommelier di entrare a far parte della schiera di esperti dell’azienda, tramite una campagna Linkedin a cui seguono verifiche e colloqui. Una volta membri, potranno procedere a vagliare le richieste dei consumatori, che nel frattempo avranno impostato le loro preferenze in base a gusti personali o suggerimenti per food pairing. Al momento il team è composto da cinquanta professionisti: “In questo modo permettiamo un vero e proprio servizio personalizzato, il sommelier è dedicato al cliente, andando a conoscerne i gusti e le tendenze, e stimolandolo con nuove proposte ogni settimana, che saranno prese dal portfolio dei nostri produttori”. Starà poi al consumatore scegliere se e in che misura seguire i consigli ricevuti, passando al checkout come in un normale negozio online: al sommelier andrà il 10% dell’ordine, con un contratto da procacciatore d’affari.

Una virata decisa verso il rapporto con il cliente finale, in controtendenza con il passato che vedeva Baccominore rivolgersi al novanta per cento a ristoranti e punti vendita. In più, Daniele e Arturo cercano in qualche modo di favorire l’impiego di chi come loro cova passione e dedizione per il vino: “Vorremmo andare dalle associazioni per promuovere questa opportunità come sbocco per il lavoro dei professionisti, anche e soprattutto in tempi stagnanti come questi e quelli che arriveranno nel breve. Non ci sono vincoli logistici o di prodotti, il sommelier è libero di lavorare dove vuole da remoto, puntando sulle proprie qualità di ascolto del cliente, senza dover per forza spingere una determinata etichetta perché stanno va esaurita o perché sponsor”.

Paradossalmente anche grazie alla pandemia e la costrizione forzata in casa, la risposta del pubblico è stata ottima, con risvolti interessanti anche sul piano professionale: “Cavalchiamo l’onda per adesso, ma non escludiamo una flessione che sarebbe tutto sommato accettabile, una volta riaperte tutte le attività. Siamo molto orgogliosi di come gli stessi sommelier si sono organizzati: abbiamo avuto degustazioni online organizzate autonomamente con i nostri vini, insomma un’ulteriore conferma di come questo sia un mondo inclusivo e che favorisce i rapporti”. C’è ovviamente da capire cosa ne sarà del futuro, in un momento così imprevedibile, almeno cercando di essere pronti: si vocifera di un ulteriore boom dell’e-commerce, ma sarà vero? Addirittura c’è chi ventila l’ipotesi di bottiglie di formato minore, perché le tavolate saranno per forza di cose meno numerose. “Sarà, adesso credo sia impossibile dirlo. In ogni caso a una bottiglia di vino, vera, io non rinuncerei mai”. 

www.baccominore.it/

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