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In quell’Oltrepo’ Pavese che è una virgola di Lombardia, alle pendici dell’Appennino, i latini chiamavano questa zona terra di scambio. Dall’inizio degli anni Ottanta, Tenuta Mazzolino, in Corvino San Quirico, è un punto di riferimento per il vino d’avanguardia, che già dagli esordi puntava a portare l’Oltrepo’ all’attenzione del mondo.

Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione “Oltrepò Terra di Pinot” passa sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Una scelta giusta e necessaria per Francesca Seralvo, terza generazione di Tenuta Mazzolino: “L’evento è nato dopo che per anni noi produttori ci siamo incontrati per confrontarci con l’obiettivo di migliorare. Abbiamo sentito la necessità di “presentarci” tutti insieme. Oggi siamo felici di essere stati affiancati da un ente in grado di promuovere a 360° il territorio come il Consorzio Tutela Vini Oltrepò, con cui lavorare in sinergia per diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.”

Panzano in Chianti non ha bisogno di troppe presentazioni. Basta scorgerne le colline brune, al tramonto, per respirarne il legame strettissimo con il vino e la sua tradizione, religione che è stata carburante per una delle dimensioni enoiche più apprezzate del mondo, come il Chianti Classico. Ad arrivarci in minivan, tra le curve e i casolari, sembra di camminare in una pinacoteca di tempere e pastelli a cera; vino e arte sono storicamente intrecciati dalla stessa potenza emotiva, e a Panzano c’è chi ha deciso di farne definitivamente la bandiera della propria azienda.

IMPORT DA MONDO – Lockdown amaro per gli scambi di vino nelle 2 principali piazze europee, Germania e Regno Unito. Complessivamente, rileva l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane, le importazioni (a valore) da mondo dei due top buyer sono calate nel primo quadrimestre rispetto al pari periodo 2019 dell’8,9% in Germania e del 13,3% nel Regno Unito, con un aprile ancora più nero: -19,7% per i primi, -17,5% per i secondi.

Due cognati che trasformano quindici ettari di terra nel vigneto più ampio d’Europa. Basterebbe questo per definire i contorni dell’anima di una delle dimensioni più iconiche e riconosciute dell’economia italiana, punta di diamante del panorama vinicolo del paese. Sono passati centoventi anni da quando Sella&Mosca aprì i battenti, e con quelli la via per più di un secolo di successi. Oggi la cantina è gestita dal colosso Terra Moretti, che ne ha sposato la filosofia e i valori.

Quattro personaggi in cerca d’autore (?). La storia ultracentenaria della cantina Sella&Mosca (fondata nel 1899) imbocca una nuova svolta, con vini che si cambiano d’abito eppure continuano a raccontare di tradizione e valori del territorio. Una nuova gamma dalla griffe pesante, quella dell’artista Antonio Marras, che si serve del suo estro e delle sue passioni per mettersi al servizio del vino. AMORE E FATICA – Verrà detto il bello, ma va segnalato quello che fino…

Numeri, luoghi e statistiche, stavolta decisamente meno freddi del normale per evidenziare tutti i trend di consumo del vino italiano: il Franciacorta si conferma leader nei cuori degli appassionati. Signorvino fa team con Wine Monitor di Nomisma per uno studio tutt’altro che statico, bensì un’indicazione di come l’interesse del consumatore si stia evolvendo. E di quanto importante sia rendere il vino fruibile e meno “spaventoso”.

Si è praticamente conclusa la vendemmia 2018 in Italia con una produzione di circa 50 milioni di ettolitri, in aumento del 16% rispetto alla scorsa annata che per la grave siccità è stata tra le più scarse dal dopoguerra. E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti con la raccolta delle uve che è stata accelerata per evitare l’arrivo del maltempo ed ha ormai superato il 90% del totale lungo la Penisola.