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Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione “Oltrepò Terra di Pinot” passa sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Una scelta giusta e necessaria per Francesca Seralvo, terza generazione di Tenuta Mazzolino: “L’evento è nato dopo che per anni noi produttori ci siamo incontrati per confrontarci con l’obiettivo di migliorare. Abbiamo sentito la necessità di “presentarci” tutti insieme. Oggi siamo felici di essere stati affiancati da un ente in grado di promuovere a 360° il territorio come il Consorzio Tutela Vini Oltrepò, con cui lavorare in sinergia per diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.”

Un evento riuscito presso la splendida Tenuta Pegazzera, voluto per accrescere l’interesse verso un territorio storico prima che vocato per la produzione di Metodo Classico e che ora punta a posizionarsi nel mercato anche con versioni ferme di Pinot noir. L’Oltrepò, con i suoi 13mila ettari vitati, di cui 3 mila dedicati al pinot nero, è la terza zona al mondo per superficie dedicata a questa bacca, dietro Champagne e Borgogna. Un dato che fa riflettere: l’Oltrepò risponde alla domanda di questo particolare momento storico caratterizzato dalla forte richiesta proprio di vini di Borgogna e bollicine. Un’areale, quello dell’Oltrepò, già convincente al tempo dei Greci e, avvicinandosi ai giorni nostri, nell’ottocento vedeva già numerose aziende attive nella produzione di spumanti e vini fermi. Oltrepò Terra di Pinot ha visto un incremento importante delle aziende partecipanti, da una 20 a 34, che  si sono presentate, compatte, alla stampa e agli addetti del settore Ho.Re.Ca. A Carlo Veronese, Direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il compito di aprire la conferenza stampa dell’evento. “L’attenzione al Pinot Nero sta diventando sempre maggiore e questa edizione è stata per noi un’altra grande ventata di ottimismo. […] Questo evento sta diventando un appuntamento riconosciuto a livello nazionale per le eccellenze che si possono incontrare, in un momento in cui la DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico è in forte crescita: con un 23% in più dell’anno precedente”. Gilda Fugazza, Presidente del Consorzio, aggiunge: “La forza del gioco di squadra dimostrato dai produttori durante questo appuntamento sta dando i suoi frutti e ha reso Oltrepò Terra di Pinot Nero una vetrina di grande valore. Il nostro territorio, il terzo per produzione di questo vitigno dopo lo Champagne e la Borgogna, è un’area unica che stiamo valorizzando come si deve e far conoscere sempre di più per le sue peculiarità: dal terroir, alla mano dei nostri instancabili viticoltori”.

Oltre all’entusiasmo c’è anche il coraggio di dire, con un po’ di rammarico, che il numero dei vini rivendicati con la fascetta della Oltrepò Pavese Pinot nero Doc e della Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg rimane basso, sebbene la produzione sia in aumento – si parla di un + 23% per le Docg per un totale di 523mila bottiglie e di 326mila bottiglie per la Doc sui 3 milioni Igt rivendicati. A lato, la tipologia Cruasé (spumante rosato) vale 100mila bottiglie. E proprio tra le versioni in rosa, consigliamo quelle della Cantina Scuropasso, Castello di Cigognola, Tenuta Mazzolino, e Tenuta Travaglino.

Oltre ai banchi d’assaggio anche una selezione di etichette presentate da Filippo Bartolotta e Chiara Giovoni, dedicate al Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC vinificato in rosso e all’Oltrepò Pavese DOCG Metodo Classico Pinot Nero, rispettivamente.

Un vulcanico Filippo, ha optato per una degustazione alla cieca, per esaltare meglio le annate, le esposizioni e soprattutto le altimetrie che caratterizzano i vigneti dell’Oltrepo. “Dagli assaggi emergono vini sempre più precisi con un’identità territoriale chiara che mostra vini dal frutto deciso e dai tratti sapidissimi al palato. C’è ancora tanto da fare per restituire a questo territorio straordinario l’attenzione che merita, ma sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta.

In conclusione, in questa giornata di lavori ci sentiamo di dire che sono stati proprio i pinot noir fermi ad aver suscitato maggiore interesse. La masterclass di Bartolotta ha messo in luce, su tutto, l’impatto delle scelte stilistiche in cantina. Nelle versioni più giovani, solo in acciaio, si riscontrano frutti esuberanti, e puliti, come nel caso del Carillo di Frecciarossa e il persistente ed elegante Tiamat di Cordero San Giorgio; giocati più su toni boisé e boschivi invece il Noir di Tenuta Mazzolino che, dopo qualche minuto d’attesa nel bicchiere ha sfoggiato una grande sapidità e una materia tonica; più ampio, equilibrato e con una buona fragranza la versione di Poggio della Buttinera di Travaglino. Infine, tra gli en primeur, è spiccato il Bertone di Conte Vistarino, in cui la parte voluminosa e fibrosa del finale – data da un po’ di legno da smaltire – anticipa quello che sarà un impattante e carnoso vino rosso.  A sorpresa anche un gradevolissimo e vellutato Monteroso 2013 di Giorgi, prodotto solo in qualche annata, affiancato da un 1988 dell’Azienda Agricola Montelio, a conferma di come ci sia il potenziale per questi vini di sfidare il tempo. Appuntamento all’anno prossimo, in ci aspettiamo un sforzo in più, un maggiore focus sulle zone produttive, da quella nel comune di Oliva Gessi, alla valle del Torrente Ghiaia di Montalto, la Valle Scuropasso, e la Valle Versa e Vale Staffora, per approfondire le varie matrici dei suoli, i profili aromatici delle uve – e stadi di maturazione delle stesse – nonché le evoluzioni dei vini. Bravi.

Le cantine partecipanti sono state: Alessio Brandolini, Azienda Agricola Bio Quaquarini Francesco, Azienda Agricola Cà del Gè, Azienda Agricola Torti L’Eleganza del Vino, Azienda Agricola Pietro Torti, Azienda Riccagioia, Ballabio, Berté & Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà di Frara, Calatroni Vini, Cantina Scuropasso, Cantine Cavallotti, Castello di Cigognola, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Finigeto, Frecciarossa, Giorgi, Giulio Fiamberti, La Genisia, La Piotta, La Travaglina Azienda Agricola, Le Fiole, Manuelina, Marchese Adorno, Monsupello, Montelio, Oltrenero, Prime Alture Winery & Resort, Rossetti & Scrivani, Tenuta Mazzolino, Tenuta Travaglino.

+info: www.terradipinotnero.it

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Nino Negri Vigna Francia - Valtellina Superiore - Vite di Roccia - Segui su Instagram

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