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In quell’Oltrepo’ Pavese che è una virgola di Lombardia, alle pendici dell’Appennino, i latini chiamavano questa zona terra di scambio. Dall’inizio degli anni Ottanta, Tenuta Mazzolino, in Corvino San Quirico, è un punto di riferimento per il vino d’avanguardia, che già dagli esordi puntava a portare l’Oltrepo’ all’attenzione del mondo.

In vent’anni le aziende vitivinicole del nostro Paese si sono ridotte di oltre 500 mila unità, ma la superficie vitata ha tenuto (-11%, con -1% nell’ultimo decennio) e le 255 mila aziende rimaste (erano 791 mila nel 2000) sono oggi più strutturate, con una superficie media degli ettari vitati in crescita del 174%. Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana Vini, che ha elaborato, con una verticale sul vino, l’ultimo censimento agricolo dell’Istat aggiornato al 2020. Una rivoluzione morfologica, necessaria secondo Uiv, del vigneto Italia e delle sue imprese che in 20 anni hanno incrementato il valore delle esportazioni del 165%, divenendo primo comparto agricolo nel commercio estero e tra i principali fautori del surplus commerciale del totale Made in Italy, dove incide per quasi il 14%.

Quando si parla di abbazie, la prima cosa cui si pensa non è probabilmente il vino ma sono forse le birre e i liquori che tutt’ora si possono trovare in molti conventi. Ma sono molte le abbazie che hanno una cultura e una storia del vino così intensa che merita di essere svelata. È questo lo scopo di “Vini d’Abbazia”, la manifestazione che si svolgerà dal 2 al 4 settembre prossimi nello splendido scenario del Borgo di Fossanova a Priverno (Latina).

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 280 società di capitali appartenenti al settore della produzione di vini e spumanti per il triennio 2018-2020.

RICAVI IN CALO

I ricavi complessivi delle prime 280 aziende produttrici di vini e spumanti registrano una flessione del -2,6% nel 2020, con le regioni del Nord Est in flessione del -1,4%, seguite dalle regioni del Nord Ovest con una flessione del -3,1%, quindi le regioni del Sud e delle Isole con il -5,3%, quasi a pari merito con le regioni del Centro, in flessione del -5,4%.

Guardare al più piccolo, per diventare ancora più grandi. L’assemblea del Consorzio del Chianti Classico, il primo creato in Italia (nel 1924), ha approvato con maggioranza quasi plebiscitaria l’instaurazione delle UGA, Unità Geografiche Aggiuntive: un riconoscimento di valore e stima per i villaggi produttivi più piccoli, che avranno quindi la possibilità di dimostrare la propria identità e guidare ancora meglio il consumatore.

Due cognati che trasformano quindici ettari di terra nel vigneto più ampio d’Europa. Basterebbe questo per definire i contorni dell’anima di una delle dimensioni più iconiche e riconosciute dell’economia italiana, punta di diamante del panorama vinicolo del paese. Sono passati centoventi anni da quando Sella&Mosca aprì i battenti, e con quelli la via per più di un secolo di successi. Oggi la cantina è gestita dal colosso Terra Moretti, che ne ha sposato la filosofia e i valori.

Quattro personaggi in cerca d’autore (?). La storia ultracentenaria della cantina Sella&Mosca (fondata nel 1899) imbocca una nuova svolta, con vini che si cambiano d’abito eppure continuano a raccontare di tradizione e valori del territorio. Una nuova gamma dalla griffe pesante, quella dell’artista Antonio Marras, che si serve del suo estro e delle sue passioni per mettersi al servizio del vino. AMORE E FATICA – Verrà detto il bello, ma va segnalato quello che fino…