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L’Italia si posiziona al primo posto nel ranking del largo consumo delle principali economie europee. Nel secondo trimestre 2019, infatti, il fatturato del largo consumo in Italia è cresciuto del +4,0%, derivante da un aumento dei volumi del +3,3% vs. il medesimo periodo dell’anno precedente e da un incremento del +1,4% dei prezzi. Dopo l’Italia si posiziona la Germania (fatturato +2,4%, volumi +1%, prezzi +1,4%), la Spagna (fatturato +2,3%, volumi +0,5%, prezzi +1,8%), la Francia (fatturato +1,3%, volumi -0,7%, prezzi +2%) e il Regno Unito (fatturato +0,7%, volumi -0,4%, prezzi +1,2%).

L’indice di fiducia degli italiani nel secondo trimestre 2016 si mantiene al di sopra del livello di guardia rispetto ai valori che si registravano nel periodo della recessione, attestandosi a quota 55, in crescita di 2 punti rispetto allo stesso periodo del 2015.  Sono in diminuzione quanti ricorrono al risparmio dopo le spese essenziali, facendo intravedere una maggiore propensione al consumo di quanto si registrava un anno fa.

IRI, leader mondiale nelle informazioni di mercato per il Largo Consumo, il Retail e lo Shopper, ha elaborato le previsioni sul potenziale impatto della Brexit sui mercati dei beni di Largo Consumo in Italia. Le analisi di IRI stimano in circa 380 milioni di Euro quello che potrebbe trasformarsi in una perdita in termini di vendite per prodotti di consumo quotidiano nel 2016 a causa dell’effetto boomerang sulla fiducia dei consumatori italiani.

IRI, azienda specializzata nella gestione dei Big Data a livello globale, lancia anche in Europa una soluzione per la generazione di analisi avanzate che prevede l’utilizzo di dati provenienti da fonti diverse, disponibili in un’unica piattaforma dedicata agli operatori della distribuzione. IRI Holistic Retail Solution (IRI HRS) si basa su tecnologia IRI Liquid Data e consente di aggregare ed armonizzare miliardi di dati in pochi secondi.

Nel 2015 la raccolta pubblicitaria complessiva sul web in Italia supererà i 2 miliardi, più precisamente 2,1 miliardi di euro, coprendo il 26,5% del totale degli investimenti. L’incremento di 1,7 punti percentuali rispetto al 2014 (era 24,8%) sarà tra i fattori di traino verso una chiusura a +1,5% (7,9 miliardi rispetto ai 7,8 dello scorso anno) e del solo web a +8,4%. Lo stima Nielsen sulla base degli ultimi dati della survey annuale condotta su un campione rappresentativo del mercato italiano della pubblicità di circa 800 aziende investitrici, fornendo un dettaglio informativo unico e inedito sul panorama del web advertising, compresa la porzione di investimenti pubblicitari online non rilevati mensilmente.

Nel quarto trimestre 2014 l’inflazione relativa ai prezzi del largo consumo in Europa ha fatto registrare un calo per il quinto trimestre consecutivo e si trova al minimo livello da quattro anni a questa parte – secondo il Nielsen Growth Reporter, che misura l’andamento complessivo delle vendite nella grande distribuzione in 21 Paesi europei. Il dato aggregato delle vendite in Europa è risultato superiore del 3,1% anno su anno. La crescita di fatturato è stata trainata per l’1,5% dall’incremento del numero di prodotti venduti e soltanto per l’1,6% dalla crescita dei prezzi. L’ultimo incremento dei prezzi inferiore all’1,6% a livello tendenziale si è osservato nel quarto trimestre 2010 (+1,5%).