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Sebbene la Cina rimanga un mercato chiave per gli alcolici internazionali di fascia alta, in particolare il Cognac, la leadership del mercato del lusso potrebbe presto essere minacciata dagli Stati Uniti, dove gli alcolici di agave hanno ottenuto forti guadagni. Una proposta di divieto di alcol per i dipendenti pubblici cinesi e i funzionari del PCC ridurrebbe ulteriormente le prospettive del mercato cinese degli alcolici di lusso. I mercati chiave degli alcolici di status più piccoli includono Giappone, Taiwan, Regno Unito, Russia e Francia, che sono tutti cresciuti di valore anche nel 2021.

La Rome Business School ha pubblicato lo studio “Il business del vino in Italia. Esportazioni, sfide future e nuove professionalità”. Lo studio è stato curato da Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School. La ricerca analizza la crescita del mercato globale del vino dopo la pandemia, il ruolo di primo piano dell’Italia nel panorama enologico mondiale ed esamina il consumo di vino a livello nazionale.

Le vendite di vino nella Grande Distribuzione nel primo quadrimestre del 2021 sono aumentate di 22 milioni di litri, per un valore di 180 milioni di euro, con un aumento a volume dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, a valore, del 20%. È quanto emerso oggi nel corso del webinar di Vinitaly organizzato da Veronafiere all’interno di un programma di incontri virtuali di avvicinamento al Vinitaly Special Edition che si terrà dal 17 al 19 ottobre a Verona.

12 bottiglie di vino francese sono tornate ieri sulla Terra dopo un periodo di permanenza di circa un anno sulla Stazione Spaziale Internazionale e saranno messe a confronto con altre bottiglie del medesimo vino che invece sono invecchiate sul nostro Pianeta. I vini saranno anche degustati per scoprire come differenti esposizioni alla luce, la microgravità e le radiazioni spaziali abbiano alterato il gusto.

E’ stata presentata la ricerca IRI per Vinitaly sui primi 10 mesi del 2020: le vendite di vino nella Grande distribuzione aumentano nel 2020 del 6,9% a valore e del 5,3% a volume rispetto all’anno precedente (dati aggiornati all’8 novembre 2020). La crescita, sospinta dalle vendite eccezionali nel trimestre primaverile del lockdown e dalle chiusure di bar, ristoranti e affini, si è tradotta in una buona performance degli spumanti, dei vini doc e una…

Nove italiani su 10 hanno acquistato birra nell’ultimo mese, attestandone il ruolo di bevanda principalmente da pasto, sempre più versatile e adatta a una molteplicità di occasioni di consumo. Sono queste le principali evidenze della seconda edizione del Centro Informazione Birra, la fotografia trimestrale del mondo birra targata AssoBirra che ha come obiettivo quello di offrire una panoramica aggiornata e completa del settore birrario italiano attraverso l’ascolto di più voci: quella degli italiani, dei brand, della filiera e di AssoBirra, in collaborazione con la società di ricerche BVA Doxa.

Già di per sé una pandemia non è esattamente un dettaglio da trascurare. Se si considera anche il disastro ambientale causato dai roghi di inizio gennaio, l’Australia sta vivendo un 2020 di passione. Ciononostante, il settore vinicolo, eccellenza del continente, ha le idee chiare sul futuro: il piano strategico per la crescita e il consolidamento del mercato guarda addirittura ai prossimi trent’anni.

Con l’arrivo dell’estate, gli italiani possono dedicarsi a una ritrovata socialità (con le dovute precauzioni). Ma senza perdere alcune buone abitudini del lockdown. In un momento che ha rivoluzionato i nostri stili di vita, una ricerca dell’Osservatorio Doxa/Unionfood rivela che 9 italiani su 10 (il 96%) non hanno perso la sana abitudine di consumare regolarmente la prima colazione.

L’emergenza sanitaria Covid-19 ci ha resi molto più sensibili agli aspetti della salute e della sicurezza, ma ha modificato anche il nostro atteggiamento verso il packaging? Quali sono le funzioni attribuite agli imballaggi? Quali i materiali migliori? Che impatto ha avuto l’emergenza sugli acquisti online? A questi e altri quesiti risponde lo studio che Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, ha commissionato all’Istituto di Ricerca SWG e presentato ieri nel corso del Netcomm Forum Live.

La maggioranza dei consumatori in Italia si dichiara a favore del totale fermo della ristorazione e accetta le misure restrittive che sono state intraprese, consapevoli che rimanere in casa è la cosa giusta da fare. Lo rivela l’indagine Consumer Sentiment Study sulla ristorazione di The NPD Group condotta in Italia e in 5 principali paesi in Europa. L’obbligo di rimanere in casa, anche se ben accetto, sta cambiando i comportamenti di consumo e il rapporto degli italiani con il cibo.