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Una tavola rotonda (a dir la verità era rettangolare, ma passatemi il concetto) per ripercorrere le origini della “Chartreuse”. D’altronde, quando in cattedra sale il “professor” Gianfranco Pola, Ambassadeur di Chartreuse, imprenditore e molto altro ancora, anche una lezione di storia può diventare accattivante.

Bartender, addetti ai lavori e l’inviato speciale di Beverfood.com mercoledì pomeriggio hanno potuto così analizzare nel dettaglio uno dei liquori più affascinanti e suggestivi di sempre.

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Un prodotto che ha origine nel lontano 1605, quando i monaci del monastero certosino di Vauvert, piccolo quartiere parigino, ricevettero in dono da François Annibal d’Estrées un vecchio manoscritto contenente un “Elixir di lunga vita”, produzione di un alchimista del XXVI secolo con una grande conoscenza erboristica, arte dei blend e infusioni. Da qui l’idea di creare quello che nel corso degli anni è diventato un vero e proprio punto fermo della cultura globale. L’invenzione dell’Elixir Vegetal del 1737, la celebre “Chartreuse Verde del 1764, la “Chartreuse Gialla del 1838 e, ancora, la “V.E.P. del 1963 sono solamente alcune delle fasi cruciali che hanno segnato l’ascesa della filosofia chartreuse. Come dichiarato proprio da Pola, “Chartreuse è – infatti – qualcosa che ti segue durante tutta la tua vita, anche al di fuori del lavoro”. Del resto, questo iconico liquore alle erbe continua tuttora a essere legato alla sua storia, tradizione e territorialità, ma viene distribuito e apprezzato in decine di nazioni, protagonista anche nel mondo dell’arte e dello spettacolo.

 

Grazie ai racconti incalzanti di Pola, sembrava proprio di essere in Francia, con un viaggio all’insegna della spiritualità dei monaci certosini. Il tutto, accompagnato ovviamente da una dettagliata e squisita degustazione della “Chartreuse”. Da sola, in tutte e le sue principali versioni, oppure nei cocktail. Nell’accogliente “Spirits Brands” di Firenze, il “Virgilio” di giornata ha accompagnato infatti i fortunati presenti dalle fiamme della gradazione alcolica da circa 70 gradi dell’“Elisir” fino alla freschezza e alla dolcezza del sapore della “Chartreuse” all’interno del “127” o dell’“American Pola”, entrambi firmati appunto Gianfranco Pola.

 

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