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La Puglia prosegue nella sua crescita e nella conquista delle posizioni di vertice dell’enologia italiana. Una posizione naturale, vista la qualità dei vitigni autoctoni, le condizioni climatiche e l’ampiezza della produzione, ma che per anni è stata lontana dall’occupare. Prima la riscoperta di vitigni da sempre poco in evidenza, come il nero di Troia o il sussumaniello, poi l’esplosione del primitivo, infine la rinascita in senso qualitativo del negroamaro stanno restituendo alla Puglia la sua giusta dimensione enologica.

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Inoltre si stanno finalmente scoprendo le vocazioni dei territori, primo passo per arrivare, forse, a identificare e valorizzare dei veri e propri cru. Manduria e Gioia del Colle sono ormai un riferimento per tutti gli amanti dei vini di stile mediterraneo, in cui frutto, potenza, dolcezza e ricchezza alcolica sono felicemente sostenuti ed equilibrati da una freschezza mai sentita e inimmaginabile fino a qualche anno fa, mentre il Salento sta ritrovando il suo punto di riferimento, quel Salice Salentino, realizzato con il negroamaro e un saldo di malvasia nera, che sta finalmente uscendo dallo status di “monumento regionale” polveroso e dimenticato in cui per anni si era confinato, per tornare a essere un vino in grado di competere sui mercati di tutto il mondo. per tornare a essere un vino in grado di competere sui mercati di tutto il mondo. Proprio a questa denominazione, con la Riserva ’09 di Cantele, va il premio per il vino dal miglior rapporto qualità/prezzo Parlando di territori, ci sembra invece in un momento di ripiegamento la zona di Castel del Monte, esplosa qualche anno fa e ora un po’ incerta sulla strada da percorrere, mentre sembra finalmente avere voglia di qualità la zona di Cerignola e tutto il Foggiano, dopo anni di produzione consacrata principalmente alla quantità. Va sottolineato che si sta lavorando anche alla produzione di bianchi interessanti, grazie all’approfondimento delle potenzialità dei vitigni locali, in particolare della verdeca e del minutolo.

La strada è ancora lunga, e siamo convinti che non siano molte le zone vocate alla realizzazione di un vino bianco d’eccellenza, ma qualcosa si sta muovendo anche in questo settore, mentre ci sembra che i rosati abbiano trovato ormai la loro dimensione, quella di essere degli ottimi vin de soif. Resta da segnalare che il vero patrimonio insostituibile della regione sono i vecchi impianti ad alberello, che purtroppo continuano a essere estirpati. È importante allora che non solo i produttori ma tutto il “sistema vino” regionale, compresi i responsabili politici, si impegnino per la salvaguardia dei restanti vigneti ad alberello.

TRE BICCHIERI
Castel del Monte Vigna Pedale Riserva 2009 Torrevento
Gioia del Colle Primitivo 17 Vigneto Montovella 2009 Polvanera
Gioia del Colle Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto 2009 Chiaromonte
Nero 2009 Conti Zecca
Primitivo di Manduria Es 2010 Fino Gianfranco
Primitivo Old Vines 2009 Morella
Salice Salentino Casili Riserva 2009 Tenute Meterdomini
Salice Salentino Riserva 2009 Cantele
Salice Salentino Rosso Riserva 2009 Leone De Castris
Salice Salentino Selvarossa Riserva 2009 Cantine Due Palme
Sierma 2009 Carvinea
Torcicoda 2010 Tormaresca
Vendemmia 75 2011 Palamà
Visellio 2010 Tenute Rubino

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