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Scatta sabato 6 febbraio il 6 nazioni di Rugby, il torneo che vede sfidarsi sul campo verde le sei nazioni europee dove la palla ovale la fa da padrone. Oltre al rugby c’è un altro elemento che lega queste sei nazioni, la passione per il Whisky, in un terzo tempo all’insegna del buon bere e della distillazione. Dalla tradizione storica produttiva importante come Scozia e Irlanda, a paesi di matrice anglosassone grandi bevitori e commercianti che si stanno scoprendo a loro volta produttori come Inghilterra e Galles, mentre sbarcando nel continente europeo lo scenario di Francia e Italia è ben diverso.

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Abbiamo voluto approfondire le caratteristiche di ciascuna delle sei nazioni sul fronte Whisky, con un grande esperto del settore come Daniele Cancellara, barmanager del Rasputin di Firenze e anima del format Whisky For Breakfast realizzato con Beverfood.com. “Mi piace molto l’idea di abbinare il rugby al Whisky, ci sono alcuni fattori di vicinanza e  similitudini, a partire dall’aspetto della convivialità che lega questi due mondi. Partiamo dalla Scozia, una grande nazione che si contende la paternità del Whisky con l’Irlanda. La differenza oltre al metodo di distillazione è che gli scozzesi hanno potuto avere una maggiore costanza produttiva per un aspetto di tranquillità socio-politica che invece ne ha rallentato lo sviluppo in Irlanda a partire dagli anni ’60, con le conseguenze del conflitto nord-irlandese che ha cambiato le leggi del mercato incidendo anche sulla commercializzazione del prodotto e sulle esigenze dei consumatori”.

Un mondo che negli ultimi anni è in evoluzione secondo Cancellara. “La Scozia è sempre più lanciata verso l’innovazione nei prodotti finished rispetto ai classici Bourbon Sherry, strizzando l’occhio all’innovazione con affinamenti in botti di Porto e Sauternes, si possono trovare release super interessanti anche in prodotti mainstream coma Lagavulin o Glen Grant. Gli irlandesi distillando tre volte e non due come gli scozzesi, vedono una maggiore dell’influenza della botte. In Irlanda si è assistito a un rinascimento lanciato prima da grandi brand come Jameson a cui si sono aggiunti marchi storici come Teeling che ha riportato sul mercato l’autentica tradizione artigianale che era scomparsa, quella del Whiskey irlandese di alta qualità, con l’immagine di una fenice che rinasce da un alambicco stilizzato”.

Caso a parte quello dell’Inghilterra, un paese nascente nel mondo whisky. “La grande tradizione del passato su un distillato come il Whisky non c’è stata per un motivo semplice, per l’inglese tutto quello che avveniva sull’isola è inglese e lo sono anche gli scozzesi, ma stanno emergendo realtà nuove e un fenomeno delle distillerie urbane con prodotti eccezionali e grande distillazione, un successo simile a quanto avvenuto anche in Irlanda con Teeling che ha aperto in pieno centro a Dublino a pochi passi dal Trinity College, un traino importante anche come fattore commerciale, turistico e culturale se pensiamo invece alla Scozia dove non ci sono vicino alle città le località più famose sono tutte piuttosto isolate”. Rimanendo nel Regno Unito da tenere d’occhio quello che sta succedendo in Galles. “Anche questo è sempre stato un paese di grandi consumatori-sottolinea Cancellara- ci sono poche distillerie ma con la Brexit stanno decidendo di fare un proprio disciplinare a cui si rifanno, sono ancora in fase embrionale e si sa poco ma anche questa rappresenta una nuova frontiera”.

Sbarcando nel continente la Francia come è noto a molti ha il livello pro capite più alto al mondo come consumo di Whisky. “Negli ultimi trent’anni sono nate tante distilleria in Francia, l’esagono è storicamente un grande produttore di malto d’orzo e hanno una grande nell’arte della distillazione basti pensare a cognac e armagnac, hanno unito le cose e il risultato è molto interessante, la Fédération du Whisky de France è forte e compatta e rappresenta il 95% dei produttori che stanno creando un disciplinare strettissimo per aumentare la qualità e avere un’identità vera e propria, con il concetto di terroir applicato anche al Whisky perché i francesi tengono molto all’importanza della zona di produzione”.

E l’Italia?Abbiamo il clima peggiore per un distillato come il whisky dove la differenza la fa l’invecchiamento, nonostante caratteristiche pedoclimatiche non ideali negli anni sono nate distillerie come l’altoatesina Puni che produce Whisky italiano a Bolzano con affinamenti in botti di Marsala e interpretazione di scuola scozzese e altri esperimenti come nel caso della toscana Nannoni che ha fatto un batch molto particolare, stanno nascendo progetti interessanti ma prima di tre anni non sapremo come saranno”.

Il nostro paese per contro ha una grandissima tradizione negli imbottigliatori indipendenti. “Da una figura mitica come il grande Samaroli sono nate realtà giovani e interessanti come Dream Whisky, oppure basti pensare a Wilson & Morgan imbottigliatore indipendente in Scozia che dal ‘93 è di proprietà italiana della Rossi&Rossi di Treviso. Il mondo delle selezioni di oggi è molto cambiato, c’è una accurata scelta, il gusto e l’intuito italiano rimangono tra i migliori. Da paese con poca tradizione stiamo aumentando anche i consumi, nel 2019 c’è stato un incremento di vendite di oltre il 25%, grazie anche a un movimento di appassionati molto coeso e compatto. Nel mondo whisky ci conosciamo tutti e andiamo tutti nella stessa direzione, cito ad esempio l’attività di Whisky Club Italia con oltre 15.000 membri o i ragazzi di Whiskyfacile che stanno sdoganando anche la facilità di beva, con un aumento dell’impatto culturale con manifestazioni, degustazioni ed eventi di livello assoluto e tanta passione e tanta competenza. Come nel rugby anche il Whisky in Italia sta aumentando il numero di appassionati e di praticanti, sperando di muoverci in entrambi i casi dall’ultima posizione e di non portarci a casa ancora una volta il cucchiaio di legno”.

 

Rock Island

Il Rock Oyster era il premium blend rilasciato dall’imbottigliatore indipendente Douglas Laing nel 2015 come parte della serie Remarkable Reginal Malts, con i suoi blended malt whisky copre tutte le zone di produzione della Scozia, dallo Speyside all’isola di Islay, dalle Highland a Campbeltown passando per le Lowlands e per le isole scozzesi (Rock Oyster). Nel 2019 il brand cambia nome in Rock Island e nasce una versione in edizione limitata con single malt invecchiati per almeno 10 anni. Il Rock Island 10 Years Old è un premium blended malt Scotch whisky di soli single malts provenienti esclusivamente da distillerie appartenenti alle isole scozzesi, con whisky che provengono dall’isola di Islay, Jura, Arran e dalle Orcadi. Single malts fatti invecchiare per almeno 10 anni prima di essere uniti e imbottigliati al 46% di vol. senza essere filtrati a freddo e senza aggiunta di coloranti. Naso ampio e complesso, con note marine, sentori di pepe nero, pera, frutta secca e  una sfumatura cenere. In bocca sapidità e sentore di frutta secca, grande persistenza con una leggera nota di torba e la sapidità che rimane sulle labbra. Distibuito da Rinaldi 1957.

 

Glendalough

Ci spostiamo Irlanda, con Glendalough Distillery creata da un gruppo di amici di Wicklow e Dublino, con la passione di far rivivere l’eredità della distillazione artigianale in Irlanda. Incontri e dibattiti serali cercando di capire il perché non ci fossero più distillerie artigianali nel luogo di nascita della distillazione, allora scatta la molla di lasciare la sicurezza dei loro lavori giornalieri, andare in montagna e cogliere una grande occasione. Nasce la costruzione di una distilleria artigianale vicino al loro posto preferito in quelle montagne, Glendalough, una delle valli più belle dell’Irlanda. Tuttii whiskey Glendalough sono invecchiati in botti bourbon e finiti in una seconda botte sempre diversa. Dopo 15 anni in una botte di bourbon, di primo riempimento, acquista vibranti note di agrumi, miele e vaniglia. Di seguito invecchia per altri 2 anni in botti di Mizunara giapponese, donando al whiskey viscosità e una sensazione lussuosa e cremosa. Dolce ma speziato, molto morbido ma molto complesso. Il suo profilo aromatico deriva dall’esclusivo rapporto lattone di quercia e dai livelli di vanillina di Mizunara. Nel portafoglio di Onestigroup.

 

Penderyn

Distillare in Galles era un’arte perduta, ma alla fine degli anni ’90, in un pub in una piccola città post-industriale della valle gallese, un gruppo di amici sognava di creare un whisky puro e prezioso come l’oro gallese, rappresentato oggi dalla cucitura d’oro di Penderyn. Una posizione nello storico villaggio di Penderyn sulla punta meridionale dei Brecon Beacons, scelti a causa della fornitura propria del sito di acqua di sorgente naturale fresca con un unico alambicco in rame. Penderyn Whisky è stato lanciato nel 2004 alla presenza del Principe Carlo d’Inghilterra. Riconosciuto in tutto il mondo come uno dei migliori whisky single malt. Con investimenti, ispirazione, duro lavoro, attenzione ai dettagli, l’orzo più raffinato, distillatori esperti e le migliori botti di rovere americano ex bourbon, Penderyn Whisky ha rapidamente guadagnato una reputazione in tutto il mondo, trovando così aperture commerciali in nuovi mercati come Cina, Russia e Australia. Miglior malto scozzese e acqua pura del Loch Katrine, sistema di distillazione unico nella categoria single malts: un singolo alambicco di rame connesso a due colonne di distillazione. Importato da Meregalli Spirits.

 

Rozelieures

La Francia è probabilmente la nazione che consuma la maggior quantità di whisky al mondo, ci si deve stupire di essere stupiti da un whisky francese. Prodotto solo con orzo della Lorena, è elegante e sottile, un Single Malt di grande carattere, che unisce l’immenso know how nella vinficazione dei cugini d’Oltralpe e la loro immensa sete di passione per gli ottimi whisky. Tutti i membri della famiglia Grallet-Dupic, agricoltori da cinque generazioni e distillatori da oltre 150 anni, conoscono a fondo la materia prima necessaria alla produzione dei whisky Rozelieurs coltivando il proprio orzo, seguendo accuratamente tutto il processo fermentativo e ponendo estrema attenzione alla distillazione e al successivo invecchiamento in botti provenienti da varie regioni: Kentucky, Xerez, Borgogna, Valle del Rodano, Banyuls, Armagnac e Sauternes. Tutte le botti riposano in tre magazzini, ognuno con differenti caratteristiche che donano ai whisky aromi e profumi estremamente fini e complessi. In Italia con Compagnia dei Caraibi.

 

Bimber Distillery

Bimber è una giovanissima distilleria artigianale inglese con sede a Londra, attiva dal 2015. Il desiderio di riportare la distillazione ad una dimensione davvero artigianale e l’origine polacca del fondatore Dariusz, proveniente da una famiglia di distillatori, che trasferitosi a Londra ha deciso di coltivare anche qui la sua ancestrale passione. Un concetto nuovo dietro questa distilleria, che ha un contratto esclusivo con un coltivatore dell’Hampshire, che gli fornisce orzo di varietà Concerto e Laureate, facendo sì che di fatto il whisky prodotto sia un “single field” single malt; la maltazione viene condotta manualmente, in modo tradizionale, su un pavimento presso Warminster Malting, con fermentazione di ben 168 ore e avviene in tini preparati dal cooperage interno alla distilleria.Gli alambicchi, costruiti ad hoc per massimizzare il contatto tra spirito e rame, sono piuttosto piccoli (1000 litri il wash still, 300 lo spirit); infine la maturazione avviene nelle warehouse londinesi, studiate in modo tale da avere temperature medie diverse per poter variare la ‘velocità’ della maturazione. Scegliamo la bottiglia di Bimber Klub inaugurale Release n. 1 Pedro Ximénez Cask, è stato rilasciato per i membri del sodalizio. Inizialmente è stato maturato in 1° riempimento ex-bourbon e poi finito in PX sherry. Una chicca scovata per il mercato italiano da Beija-Flor.

 

Dream Whisky

1719 non è un numero a caso per Dream Whisky, ma il numero di bottiglie di Metamorfosi, la loro seconda collezione. Dream Whisky nasce da un sogno, che oggi è ormai diventata realtà tra le più interessanti nel panorama dei distillati. Il sogno di questa start up dei distillati dallo spirito italiano è di offrire, a chiunque ne abbia il desiderio, l’opportunità di scoprire e conoscere un prodotto straordinario come lo Scotch Whisky nel più naturale dei modi, semplificarne la scelta e l’acquisto mantenendo eccelsi standard qualitativi. Viaggiano per tutta la Scozia alla ricerca di quelle botti che rispecchino la loro idea di armonia ed unicità di gusto. Dopo averle selezionate, decidono se sono pronte per essere imbottigliate oppure se devono continuare il loro invecchiamento in magazzini tradizionali. La scelta delle botti è un ritorno al passato, un Whisky diretto e inaspettato. Un’evoluzione costante porta all’attenzione sentori vegetali come peperone verde e fieno, sposandosi con perfetta armonia a profumi di rosa gialla e legna bruciata. Il particolare gusto di caramella con Inverno ci riporta con un salto temporale all’infanzia, delicati fiori bianchi introducono un finale delicato e piacevole. Legno Affinato 13 anni in un Barrel ex-bourbon, distilleia Loch Lomond Distillery – Highland, Scottland Gradazione 54,7 %

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