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Un altro libro sul gin? La domanda potrebbe sembrare retorica, in tanti l’hanno fatta al noto bartender Samuele Ambrosi in questi mesi di attesa e tam tam mediatico in vista dell’uscita di Anthologin, la sua prima (e forse ultima) fatica letteraria. “Perché quando ho iniziato questo percorso circa otto anni fa in Italia sul gin non c’era nulla  di questo tipo, basato sulla ricerca merceologica , sulla storia e sui tanti aneddoti su un prodotto ancora in crescita costante”.

 

RICERCA GIN L’approccio con The Dedalus Book of Gin di Richard Barnett, lo step successivo al Gin Compendium di Gary Regan, per Ambrosi si apre un mondo enorme. Un lavoro di ricerca andando ad approfondire ogni singolo elemento per capire ogni cosa del percorso didattico sul gin. “Il gin è vendita, business oltre che magia e passione “-spiega Ambrosi in diretta Instagram sul canale di Campari Academy insieme a Leonardo Leuci che ne ha curato la prefazione. “Per la comprensione del mondo del gin in miscelazione, ciò che determina il salto di qualità del bartender è quando cominci a capacitarti di quello che rappresenta il gin e puoi intraprendere un percorso diverso”– ha spiegato scherzando Leuci duettando con Ambrosi che ha ribattuto. “Perché Leonardo Leuci, gratis ovviamente, in prefazione? Ho sempre avuto un debito d’onore con lui, molte delle strade intraprese in questo settore le ho fatte grazie a lui, al suo modo di essere e di lavorare. Questo è un libro fatto con il cuore, con tanta buona volontà, con la ricerca e il confronto ed era giusto che partecipassero persone a cui voglio più bene”.

Samuele Ambrosi
Samuele Ambrosi

ILLUSTRAZIONI E PENNA In fatto di incontri e di persone importanti per Ambrosi e per il suo Anthologin,  Maurizio Maestrelli, esperto giornalista di settore e autore di volumi sulla birra e sul mondo degli spirits, ha curato i testi. “Maurizio è una delle penne più importanti del nostro settore, ma è la sua capacità di scrittura capace di rendere leggero anche un lavoro titanico come quello che avevo messo in piedi. Non sapevo nemmeno dell’esistenza del ghost writer, quando ne abbiamo parlato durante un’edizione del Gin Day ci siamo messi subito a collaborare a quattro mani”.  Un libro che racconta tutto il fascino del gin, un distillato dalla lunga storia e dall’immensa popolarità, ancora oggi sulla cresta dell’onda. Alle sue spalle ci sono storie e aneddoti, vicende che ne hanno determinato la nascita o che hanno inciso sulla sua evoluzione, contaminazioni con la politica e l’economia, episodi più circostanziati, ma non per questo meno affascinanti, legati a personaggi famosi, fossero questi scrittori, attori, registi, politici o chissà cos’altro. “Il lavoro di ricerca di Samuele è stato enorme, non pensavo fosse così tanta la mole di documentazione che aveva recuperano andando a sviscerare qualsiasi aspetto per un professionista del suo calibro- spiega Maurizio Maestrelli- io ho cercato di rendere il tutto più fluido e con le giuste connessioni per renderlo più fruibile ai lettori”. Grafiche stupende con un approccio differente, un risultato di questo livello grazie a Serena Conti, raffinata disegnatrice e designer dalle collaborazioni che vanno ben oltre gli italici confini, nella vita compagna di Samuele. “Serena è la mia compagna, ha dato un vero valore aggiunto al libro trasformando le immagini e le fotografie con illustrazioni molto originali e dallo stile che a me piace tantissimo”.

 

GIN VIAGGIO Anthologin si compone in un viaggio dal punto di vista storico, quando il gin ha accompagnato la storia sia militare che medica e ludica. Poi l’attenzione a tutto quello che legato alle tipologie di classificazione del gin con tanti aneddoti, con un focus sulla miscelazione per capire come gioca su sistemi di estrazione. “Ho chiesto a Giovanni Ceccarerlli di spiegare ad esempio il concetto dell’utilizzo del rotovapor, poi su un argomento dove ci sono raccolte migliaia di ricette di gin nei cocktail abbiamo inserito due personaggi. Luca Picchi che sul Negroni ha fatto la sua fama, con un’intervista a lui tutta da leggere e la novità invece che tanti sottovalutano è il gin nell’epoca tiki, una realtà bellissima ed affascinante descritta da Gianni Zottola”. Un capitolo molto interessante sono le 100 etichette del gin di Samuele Ambrosi che precisa. “Ho inserito non solo le etichette che piacciono a me, ma quelle che nel mio percorso hanno rappresentato qualcosa. Gin che amo e gin che non amo ma che fanno fare business, ho raggruppato i top ten con illustrazioni a tavola piena con scheda ampia e completa, mentre gli altri novanta fatto c’è una descrizione con tutte le caratteristiche principali”. Il gin rimane l’elemento chiave di un certo tipo di miscelazione, perché anche nel consumatore è un punto di arrivo mai punto di partenza, un prodotto trasversale con la possibilità di utilizzare classicità, storicità e innovazione, il principe della miscelazione, introdotto nella cultura popolare, cinematografica e artistica con tanti personaggi legati al bere gin.

 

GIN EVOLUZIONE Un mondo in continua evoluzione, con etichette che cambiano e si rinnovano e spesso i barman sottovoce sussurrano che noia tutti questi gin. “Non li comprate se non vi piacciono”– dicono in coro Ambrosi e Leuci tra il serio e il faceto. La dinamicità del settore gin ha dimostrato che esiste anche un mondo di micro-produzioni territoriali che viene raccontato in Anthologin. “Molte aziende mi hanno aiutato con informazioni, ci sono state aziende che hanno aperto le braccia e parlato con master distiller e master herbalist, alcune hanno delegato a responsabili commerciali, altre invece e sono poche non hanno minimamente mai risposto alle mie domande su aspetti che non mi erano chiari in base alle mie ricerche”. Un valore aggiunto del distillato, senza esasperare le ricette, con un gin diverso si può cambiare la tipologia di gin fare un twist, una moltiplicazione con tutte le varianti, con numeri e creazioni dietro, con il gin che è parte fondamentale di molte basi per cocktail iconici. Il segreto del successo per incidere sul mercato? “Semplicità e tecnologicamente moderno, il gin nel 98% dei casi viene miscelato quindi anche se ho un difetto viene apprezzato”. E anche l’abbinamento con le toniche ha uno spazio a parte, con tanto di ruota della tonica per vedere quale si abbina meglio in base ai gusti del lettore. 288 pagine, un lavoro affascinante edito da Guido Tommasi nell’universo del gin, un libro che in italiano che non c’era. Il prossimo step potrebbe essere anche in inglese. “Vedremo come andranno le vendite”- chiosa Ambrosi- a partire dal 6 agosto nelle librerie e nei principali store online”.

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