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La Città della Pizza è un luogo metaforico, con al centro il mondo della pizza tra momenti  di formazione, cultura a tanti buoni assaggi. Un format pensato per essere itinerante, così dopo tre edizioni che a Roma hanno visto riempire uno stadio di calcio, contando 90.000 persone, la sfida oggi è quella della conquista di Milano. Il tema conduttore sarà quello dell’avanguardia, una tematica lanciata in una città ideale come Milano.

 

Annuario Birre Italia Birritalia Beverfood.com
Annuario Birra Italia Birritalia beverfood.com

 

“Milano è la città ideale per lanciare un tema avanguardia pizza contemporanea, una città aperta che non ha una sua traduzione forte è radicata, per questo ci sono tutte le tipologie di pizze le mettiamo sotto tetto fabbrica orobica scelgo i pizzaioli tenendo conto del tema principale – il commento di Emiliano De Venuti, ideatore del format La Città della Pizza – Nonostante si tratti di una manifestazione dall’animo pop come da tradizione è presente un ampio e interessante programma di appuntamenti per gli addetti ai lavori, un momento fondamentale di aggiornamento, dove si parlerà di tecniche, ma soprattutto di tematiche sempre più attuali e rilevanti, come la sostenibilità, l’imprenditoria e gli aspetti salutistici”.

 

 

I pizzaioli residenti metteranno a disposizione la loro pizzeria per due giorni, con prezzi calmierati e la possibilità di degustare alcune tra le pizze migliori d’Italia. All’anteprima dedicata alla stampa, si è parlato del tema dell‘avanguardia, di come la pizza abbia cambiato le abitudini sulla produzione dei cibi e il modo con cui vengono mangiati, da piatto tradizionale ha trovato delle espressioni molto diverse. Avanguardia ma in quale direzione? ” Il mondo della pizza si è concentrato per molto tempo sull’impasto, dal lievito madre, alla biga, all’idrolisi – spiega il giornalista Luciano Pignataro – il secondo macro-tema è stato il topping, passando da Marinara a Margherita alle altre tipologie. Terzo elemento il servizio che una pizzeria deve dare, la pizza sta sostituendo la trattoria e deve rimanere popolare e democratica, ma sempre di più anche il servizio, la presenza di una carta dei vini e dei cocktail sono aspetti che fanno la differenza”.

Ormai è quasi tutto pronto sabato 26 e domenica 27 ottobre, alla Fabbrica Orobia in via Orobia, 15, zona in espansione dove ha sede la Fondazione Prada per intenderci, si attende il pubblico delle grandi occasioni. Un grande evento con ingresso gratuito, ideato da Vinòforum e in grado di richiamare famiglie, coppie e gruppi di amici, prezzi pizze dai 3 alle 11 euro, fritti all’italiana dai 3 ai 6 euro.

La spesa media è sulle 30-40 euro a famiglia, abbiamo lasciato i prezzi bassi perché la pizza deve essere un prodotto ricercato ma accessibile a tutti”- il commento della giornalista Tania Mauri– Le pizze e le bibite potranno essere acquistate direttamente alle casse, al momento dell’ordine o tramite i gettoni acquistabili soltanto online”. Il padrone di casa dell’anteprima dedicata alla stampa, il maestro pizzaiolo del marchio Berberè, Matteo Aloe ha ripreso questo concetto prima di fare assaggiare alcune sue pizze, coma la Super 4 formaggi.

“La difficoltà di fare qualità con la pizza è che sempre più i pizzaioli stanno andando a scovare artigiani sul territorio per offrite materie prime di elevata qualità, ma bisogna rimanere con i prezzi bassi perchè davvero la pizzeria è diventata la nuova trattoria. Nei nostri tredici locali Berberè la nostra missione è la stessa di dieci anni fa, fare una pizza che piace e digeribile in locali con un concept grafico accattivante, per il 2020 sono previste altre aperture nel nord italia per continuare a crescere”.

 

Un dream team dei forni che rappresenterà tutte le diverse scuole stilistiche dello Stivale, e quindi “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Al taglio” e “Fritta”. Ogni pizzeria sfornerà tre pizze differenti: uno tra i due classici intramontabili, margherita o marinara, un proprio cavallo di battaglia e una pizza d’avanguardia, creata appositamente per l’occasione. Non mancherà inoltre, a grande richiesta, una postazione dedicata esclusivamente al “Senza glutine”, oltre ad uno spazio ai gustosi “Fritti all’italiana”. Nelle cosiddette “case”, ovvero le pizzerie temporary collocate all’interno di Fabbrica Orobia, ci saranno nomi che stanno scrivendo la storia della pizza. Alcuni nomi come Errico Porzio, di Pizzeria Porzio, da Napoli, per la categoria “Napoletana”, Antonio Pappalardo della pizzeria La Cascina dei Sapori di Rezzato per la pizza “A degustazione”, Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattha, di Pane e Tempesta, Roma, per la pizza “Al taglio”, Ciro Salvo, di 50 Kalò, Napoli, categoria “Napoletana”, Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro, di 180g, Roma, “Fritti all’italiana”.

In entrambe le giornate, per la categoria “Senza glutine”, sarà presente Sara Palmieri, della Pizzeria 10 di Napoli. Workshop tecnici con in campo i grandi maestri della pizza, laboratori per adulti, kids lab e spazio materie prime le iniziative per il pubblico. Per gli abbinamenti invece spazio ai classici con la Birra Artigianale Baladin che presenterà un carta delle birre variegata, che includerà anche birre speciali e gluten free, ma anche apertura alle innovazioni e ai nuovi trend del food e in particolare della pizza.

Lo testimonia la collaborazione con la Maison de Champagne Ruinart, altro storico partner della manifestazione, con il quale viene portato avanti il progetto “Champagne&Pizza”. “Pizza e Ruinart. Sembrerà un ossimoro – afferma Silvia Rossetto, Senior Brand Manager Ruinart – ma è indubbiamente il matrimonio perfetto tra opposti che si attraggono. Da un lato la pizza gourmet, che rappresenta la massima espressione italiana dello street food di alta qualità, e dall’altro Ruinart Rosé la cuvée più audace e golosa della più antica Maison de Champagne. La semplicità della pizza incontra il prestigio di Ruinart, brand considerato il gioiello dello Champagne.”

 

+info: www.lacittadellapizza.it

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