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Disastro Libano, il mondo del bar si muove per i propri fratelli


Electric Bing Sutt - Beirut

Come se non fosse stata abbastanza una pandemia dai risvolti terrificanti, trai cui artigli il Libano si trovava già bloccato: l’esplosione di pochi giorni fa a Beirut, causata da migliaia di tonnellate di nitrato d’ammonio mal custodite, hanno inferto un ulteriore e durissimo uppercut alla capitale, ora in condizioni forse peggiori rispetto alla guerra dell’inizio degli anni ’80. Non si salva ovviamente il mondo dell’hospitality: uno dei locali più in voga della città e della regione tutta, l’Electric Bing Sutt, è stato completamente distrutto dalla detonazione. Ma una speranza arriva dall’universo del bar.

Su gofundme.com, celebre piattaforma di raccolta fondi, è stata infatti avviata una campagna con l’obiettivo di reperire il denaro necessario al Bing Sutt per ricominciare a lavorare. Un ennesima dimostrazione di disponibilità del settore bar, che già si era attivato in tempo di pandemia con il 50 Best for Recovery.

L’iniziativa è stata promossa da Nico de Soto, bartender e imprenditore di fama planetaria, membro della cosiddetta Med Brotherood insieme al proprietario dell’Electric Bing Sutt. Trai vari membri del mondo dell’hospitality pronti a partecipare e contribuire si è subito mosso anche Daniele Cancellara, bar manager del Rasputin di Firenze, che per Beverfood cura la rubrica Whisky for Breakfast Questo il toccante messaggio di De Soto sulla pagina della raccolta fondi:

“Qualche anno fa costituimmo la “Med Brotherhood”, un gruppo formato da Jimmy, Dinos, Nico e Jad. Iniziò per gioco, eravamo grandi amici e cercavamo di fatto una scusa per incontrarci più spesso, viaggiare e lavorare insieme. Eravamo legati dal Mediterraneo, divisi tra Dubai, Cipro, Libano e Parigi, da qui il nome. Nel corso degli anni il legame è andato rafforzandosi, come di fatto una fratellanza. 

Oggi nostro fratello Jad è in difficoltà, e cosa si fa per un fratello in difficoltà? Qualsiasi cosa! Il Libano è nel mezzo di una situazione incredibilmente difficile, e Jad, pur avendo già dimostrato di valere, semplicemente non può farcela da solo, adesso. Chiediamo quindi al settore del bar nel mondo, la nostra famiglia allargata, di supportarci e aiutarci a raccogliere 60.000 euro, per permettere a nostro fratello di ricominciare. Siamo certi possa sentire il nostro abbraccio attorno a lui e le nostre braccia pronte a risollevarlo. Siamo qui per te fratello!”. 

L’iniziativa ha già raccolto oltre 11.000 euro con più di 150 donazioni, e oltre mille condivisioni. A questo link la pagina del crowdfunding, dove si può contribuire.

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