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Ridurre la dispersione dei rifiuti di plastica nell’ambiente è fondamentale per preservare l’eco-sostenibilità ambientale e rispettare la vita degli ecosistemi. Aiutare il pianeta a contrastare l’inquinamento atmosferico è ormai un obiettivo importante nell’agenda dei governi europei e nel nostro quotidiano, per cui ciascuno di noi è tenuto ad adottare, anche solo per senso civico, alcune regole e abitudini quotidiane al fine di smaltire responsabilmente la plastica. A questo proposito, risulta esemplare l’esempio della Germania, tra i primi paesi ad aver introdotto il metodo del deposito cauzionale, il “Pfand” (o normativa Dpg Deutsche Pfandsystem GmbH) che si può tradurre in italiano con “vuoto a rendere”, un moderno sistema di riciclaggio di plastica e vetro.

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Il “Pfand”, in vigore dal 2003, è un sistema di deposito che prevede di versare una sorta di “pegno” sul prodotto acquistato dal cliente, il quale poi, nel momento in cui restituisce il contenitore vuoto presso uno degli appositi punti di raccolta, ottiene un buono equivalente al valore dei vuoti resi, che può sfruttare per fare altri acquisti.

Comprando, per esempio, una bottiglia d’acqua, si pagherà un prezzo leggermente maggiorato che si recupererà successivamente, facilitando in questo modo il corretto smaltimento di quei rifiuti. In Germania chi consuma una bevanda per strada, invece di gettare la bottiglia, la lascia ben accessibile in modo tale che chi ne ha bisogno possa ottenere qualche euro per fare la spesa, attraverso il riciclo consapevole.

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A partire dal primo gennaio 2022 il sistema di deposito cauzionale in Germania è stato ampliato in modo da includere anche le tipologie di bevande che ne erano precedentemente escluse, come i succhi. Restano ancora fuori, almeno sino al 2024, i contenitori per latticini.

Si stima che questo ampliamento del sistema cauzionale tedesco possa portare il volume totale di imballaggi recuperati tramite a circa 500.000 tonnellate annue. Come previsto anche in Italia, le bottiglie in Pet prodotte a partire dal 2025 dovranno essere composte almeno dal 25% di plastica riciclata, mentre dal 2030 questa percentuale salirà al 30%,  come previsto dalla Direttiva europea Sup (Single use plastics) del 2019. Inoltre, chiunque importi beni confezionati, avrà l’obbligo di verificare che i venditori da cui ricevono siano iscritti al registro degli imballaggi (LUCID), e che facciano la raccolta differenziata.

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Un programma per ridurre gli sprechi verrà introdotto presto anche a Singapore: si tratterebbe di un’iniziativa che dovrebbe essere lanciata entro la metà del 2024 e che farà in modo di far riscattare i depositi ai consumatori al momento della restituzione delle bottiglie e delle lattine vuote presso i punti predisposti, perlopiù nei supermercati superiori ai 200 mq e nei centri comunitari locali. Il programma di restituzione dei contenitori per bevande mira a ridurre la quantità di rifiuti inviati in discarica pro capite al giorno del 20% entro il 2026 e del 30% entro il 2030.

Sulla scia di questi esempi positivi, anche l’Italia sembrerebbe cominciare a considerare un metodo intelligente per controllare l’impatto della plastica sull’ambiente. Sarebbe necessario, come affermato anche da Alberto Bertone, fondatore dell’acqua Sant’Anna, introdurre il deposito su cauzione e dei raccoglitori “smart” per leggere le etichette delle bottiglie, azione necessaria al consumatore per essere a conoscenza di  ciò che sta riciclando. 

Degli esperimenti simili al metodo tedesco sono stati testati in Italia con successo, come gli eco compattatori per la raccolta e il riciclo delle bottiglie ad uso alimentare in PET (polietilene tereftalato) adottati in alcuni supermercati. L’anno scorso anche Esselunga ha installato degli eco compattatori in cui inserire le bottiglie di plastica in cambio dei punti spesa, mentre recentemente Carrefour, in collaborazione con il Consorzio volontario per riciclo del PET (Coripet), ha introdotto una virtuosa iniziativa per sostenere l’economia circolare “bottle to bottle”.

Queste iniziative con incentivo economico possono effettivamente sensibilizzare maggiormente i consumatori al riciclo e, inoltre, possono contribuire a ridurre anche i rifiuti abbandonati per strada, migliorando le condizioni igienico-sanitarie di molte città, in particolare relativamente alle zone tipiche della movida.

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