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Lo chiamano Il Figlio del Vento lo Sforzato, perché nel procedimento di appassimento delle uve la ventilazione ha un ruolo fondamentale. Cento giorni in cui le pregiate uve di Nebbiolo si disidratano e aumentano il grado zuccherino che si tradurrà in alcol svolto. Un vino tecnico, non di facile fattura come non era facile mandare in scena la 6^edizione di Eroico Rosso andata in archivio domenica 13 settembre.

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Un fine settimana dove lo Sforzato di Valtellina DOCG ha letteralmente conquistato Tirano, non c’è stata un’invasione di wine lovers ma gli organizzatori possono gioire per un’edizione che passerà comunque alla storia incentrata sulla qualità. Il covid-19 non ha fermato Eroico Rosso, che stoicamente ha messo in scena una bella edizione in Piazza Salis e nella corti di Palazzo Merizzi e Marinoni, suggestivi palazzo nel centro storico. Soddisfazione da parte degli organizzatori del comune di Tirano, che conferma la sua vocazione di promozione del territorio vista anche la sua posizione favorevole, vicina alla Svizzera e porta di accesso per l’Alta Valle. “Siamo molto soddisfatti di questa edizione. Non è stato facile organizzarla, ma il riscontro è stato davvero notevole” – il commento del vicesindaco e assessora alla cultura e al turismo Sonia Bombardieri alla testata locale Intornotirano- “I numeri ridotti, rispetto alla passata edizione, hanno permesso di alzare la qualità dell’evento e di dispiegarne tutta la ricchezza e la bellezza, in linea con la cultura slow della nostra cittadina”.

A Tirano hanno risposto presente all’appello ventinove case vinicole produttrici di Sforzato, ognuna con una etichetta, Eroico Rosso ha visto anche impegnati in tandem gli assaggiatori di ONAV e i sommelier di AIS illustrare i vini a un pubblico attento e selezionato, una ventina gli accessi negli slot di un’ora in un’atmosfera suggestiva e di pregio. Degustazioni andate sold out il sabato e ottima partecipazione venerdì sera, gli organizzatori parlano di quasi 600 presenze vendute online con la piattaforma cantine.wine.it, con numerosi i visitatori da fuori provincia, provenienti soprattutto dalla Lombardia (Bergamo, Milano, lago di Como, Brianza) ma anche dal Piemonte, dal Trentino e dalla vicina Svizzera. Discreta inoltre la presenza di altri turisti stranieri, rimasti affascinati dalla formula di Eroico Rosso.

Grande successo anche per gli approfondimenti guidati dalla sommelier e giornalista Sara Missaglia che ha animato gli incontri a Palazzo Quadrio Curzio, con interessanti focus tematici per raccontare il territorio valtellinese fatto di vino ma non solo, con tante eccellenze da scoprire. Ospiti del calibro di Casimiro Maule e Claudio Introini, famosi enologi che hanno scritto la storia del vino di Valtellina, Patrizio Mazzucchelli di Raetia Biodiversità Alpine, Giorgio Gobetti per Butèga Valtellina, Peter Moltoni dell’omonima Mieleria, alla scoperta delle chicche di una produzione enogastronomica di altissima qualità, come i chisciöi cucinati in diretta dalla Confraternita che ha esaltato il piatto tipico tiranese. Tra le cantine presenti, nomi noti e meno dell’universo valtellinese, per un prodotto che si colloca sicuramente al vertice della piramide produttiva locale. Un rosso super in grado di emozionare e di lasciare il segno, il vino della ripartenza per un comparto locale che ha sofferto indubbiamente  ma ha reagito bene ai mancati consumi del fuori casa, grazie anche a un vero e proprio boom di presenze in Valtellina questa estate. Ora non resta che aspettare l’edizione del 2021, nella speranza che in tanti possano ritornare ad affollare le piazze e i palazzi di Tirano senza alcuna limitazione.

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