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Per il gruppo birrario Carlsberg, il 2008 è stato l’anno della mega acquisizione di Scottish & Newcastle, ma anche un anno in cui si è dato avvio a numerosi programmi di ristrutturazione e taglio degli organici in diversi mercati europei. Dopo i recenti tagli del personale in Francia e Regno Unito, per l’inizio del 2009 Carlsberg (oggi il quarto più grande gruppo birrario al mondo) ha programmato tagli del personale anche nei mercati della Danimarca, Norvegia e Stati Baltici


Nel 2007 era stato annunciata la vendita dello stabilimento di Ceccano (FR) della Carlsberg Italia, mentre in Portogallo la Unicer (controllata per il 45% da Carlsberg) aveva deciso la chiusura dello stabilimento di Loulé, con una perdita di 65 posti di lavoro. Nella seconda parte del 2008 era stato avviato un programma di riduzione degli organici nella controllata Kronenbourg in Francia per un totale di 214 persone, mentre più recentemente Carlsberg UK ha deciso di chiudere la birreria di Leeds con 176 dipendenti. Sempre nel corso del 2008 il gruppo danese era riuscito a liberarsi delle sue controllate e partecipazioni birrarie in Turchia e Israele.

Con l’inizio del 2009 partono i programmi di ristrutturazione anche sui mercati del nord Europa. In Danimarca, Carlsberg ha annunciato piani per semplificare e snellire l’organizzazione, nonché modificare le sue condizioni di distribuzione, avviando i negoziati con i sindacati per ridurre di circa 150 persone i livelli di occupazione. In Norvegia, la controllata Ringnes ha deciso una serie di iniziative che comportano significative riduzioni di costo e più efficienti modalità di lavoro. Anche la Carlsberg Baltic ha iniziato a ristrutturare la propria attività già nel corso dell’ultimo trimestre del 2008 a seguito di un forte calo dell’economia e ad aumenti delle accise, dando avvio ad un programma di ristrutturazione che prevede una riduzione degli organici per 124 unità, in aggiunta alle 80 già annunciate nel novembre scorso

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Jørgen Buhl Rasmussen, President & CEO del gruppo Carlsberg, ha così dichiarato: “Con queste iniziative noi continuiamo quello che stiamo già facendo in altri mercati, come Francia, Regno Unito e Italia. Le modifiche sono promosse da specifici sviluppi di mercato che variano molto da paese a paese, ma nel complesso stiamo cercando di accelerare in modo proattivo i nostri sforzi di efficienza nella previsione di una futura evoluzione del mercato con maggiori incertezze e rischi”. www.carlsberg.com

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