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Inaspettato, o prevedibile? All’alba della nuova normalità per bar e ristoranti in Gran Bretagna (le attività sono ricominciate anche al chiuso nella giornata di ieri), i numeri parlano di un’autentica esplosione dei consumi d’ultima generazione: è boom dei ready to drink. 

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Secondo la Wine and Spirit Trade Association (WSTA), ente che rappresenta oltre trecento tra produttori, distributori e rivenditori in Gran Bretagna, l’aumento degli acquisti di ready to drink, che includono cocktail in lattina e gin&tonic pronti da bere, è schizzato in alto nell’ultimo anno, soprattutto grazie alla disponibilità dei prodotti nelle corsie dei supermercati. Stando all’ultimo report della WSTA, i consumatori britannici hanno speso 412  milioni di sterline (mezzo miliardo di dollari) in RTD, un aumento del 23% sul 2019.

Il valore del comparto ready to drink in Gran Bretagna è praticamente raddoppiato rispetto a cinque anni fa, quando la categoria si assestava sui 234 milioni di sterline. “L’ultimo report ci permette un colpo d’occhio affascinante”, racconta Miles Beale, amministratore delegato della WSTA. “Ci aiuta a comprendere le abitudini dei consumatori durante la pandemia; con la chiusura dei pub e le opportunità di incontro ridotte all’osso, è evidente che i cittadini abbiano deciso di sperimentare nuovi gusti e nuove proposte, e il settore RTD è in rapidissima espansione”.

In Italia il movimento esiste e si difende, per quanto ancora ben lontano da cifre simili. Aziende come NIO Cocktail sono state tra le prime a comunicare e interagire con i consumatori guardando al futuro, e CATH – Cocktail at Home è stata da poco ridisegnata proprio per il consumo casalingo. In occasione del lockdown non sono mancati i singoli cocktail bar che hanno provveduto a creare una linea personalizzata, con le proprie ricette più iconiche. Improbabile, al momento, che l’acquisto di un drink in lattina possa competere con la naturale inclinazione alla convivialità degli italiani, figurarsi alla luce delle nuove riaperture che finalmente sono all’orizzonte.

Contestualmente, lo stesso report mostra come in UK le vendite di vino fermo e distillati siano precipitate oltre ogni aspettativa, registrando un impietoso -60% in volume nel 2020. Un segnale piuttosto chiaro di come a fronte di una nuova esperienza gustativa come il ready to drink, possa corrispondere anche una maggiore consapevolezza circa il consumo ragionato: i cocktail in lattina sono infatti disponibili in packaging adatti a una sola persona (a volte possono contenere un cocktail e mezzo), fungendo in qualche modo da filtro naturale contro l’abuso. I luoghi di ospitalità in Gran Bretagna hanno riaperto ieri (17 maggio) per il servizio al chiuso: “Sarà interessante osservare se queste nuove abitudini di consumo casalingo attecchiranno anche sulla frequentazione di bar e ristoranti”. 

fonte: thespiritsbusiness.com

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