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Il leone è vivo, per la terza volta e con una nuova veste. Milano saluta la terza apertura di Hekfanchai, brand di street food targato Hong Kong già presente in Loreto e Paolo Sarpi, con la tradizionale cerimonia di inaugurazione indigena: il pluripremiato chef Kim Cheung ha dipinto di rosso gli occhi e la lingua del leone stilizzato sulla saracinesca del locale, insieme al bartender Francesco Menozzi, vera novità di questo terzo bing-shi.

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Se è vero che Hekfanchai può tradursi con “il giovane cui piace mangiare”, la nuova sede in Porta Romana (via Francesco Sforza 49) alza il sipario sul lato bar e su una miscelazione che Menozzi, già fondatore di Bottega39 a Reggio Emilia, descrive come fusion e fresca: “Ho cercato di rivisitare le abitudini di Hong Kong, il tipo di consumo locale, per riproporlo in una chiave più contemporanea e adatta a Milano”. L’ex colonia inglese, dal 1997 sotto il protettorato della Cina, conserva nei vicoli e nelle bancarelle abitudini di bevuta analcolica, rapida e facile. “Soprattutto nella fascia pomeridiana, dalle 15 alle 17: ho pensato quindi di ricreare quei sentori e quei profumi, utilizzando componenti leggermente alcoliche, così da renderli adatti all’aperitivo”.

Ecco allora che il tradizionale tè nero, a Hong Kong miscelato con del latte, rivive con un tocco di crema di whiskey per dare struttura e corpo allIrish Kong Tea. Oppure l’Italian Bubble, un mix di gin, bergamotto, lime al sale dell’Himalaya e soda al limone che richiama il tipico Bubble Tea, perfetto per pareggiare l’impatto delle pietanze indigene: “Quella hongkongese è una cucina ricca, speziata, confortevole: i tre drink in lista puntano quindi a sgrassare e accompagnare la proposta food, per un’esperienza che sia completa e soddisfacente”. È lo specchio della cultura di Hong Kong, melting pot per eccellenza nelle strade come in tavola, arricchito e controverso per le influenze di Europa e Oriente.

Il team di Hekfanchai

Ai tre cocktail studiati da Menozzi (c’è anche l’Hong Kong Mule con vodka, yuzu e zucchero) si abbinano quindi le specialità tipiche già rese note dagli altri due punti di Hekfanchai: il Cheung-Fun (sfoglie di riso sottilissime e ripiene di manzo, gamberi o funghi), i Juffle (mini toast farciti con manzo al satay o stufato di manzo e formaggio), fino al mitico pollo fritto XL. Non mancano ovviamente le ricette tradizionali, come le cinque tipologie di involtini originali e ripieni con molteplici possibilità (superbi quelli con costolette di maiale al forno). “Questo periodo complicato non ha fermato l’ambizione del nostro team nel far nascere questo progetto”, racconta Eric Yip, CEO di Hekfanchai, la cui squadra è praticamente tutta under 30. “Anzi, ha alimentato ancora di più la voglia di ricordare l’infanzia a Hong Kong e di portare a Milano i sapori con cui sono cresciuto, proponendo una cucina autentica e tradizionale”. Il leone di Hong Kong ruggisce ancora e conquista la città dell’aperitivo.

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Nino Negri - 5 Stelle Sfursat

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