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Più note come mignon, le mini-bottiglie di distillati e liquori non sono solo oggetto di custodia degli uomini americani più introversi o complemento da mini-bar.

 

 

Le prime comparse delle bottigliette sembrano risalire ai primi del 1900 sui voli aerei negli Stati Uniti. Nate quasi probabilmente come “assaggi”, cioè piccoli campioni diffusi dai venditori di liquori, erano in packaging di vetro.

In uso occasionale quindi inizialmente, si diffondono maggiormente dopo l’abrogazione del proibizionismo, proprio quando c’era necessità di riavvicinare le persone agli alcolici, un piccolo campione alla volta. Le mignon, tendevano ad essere meno costose per il consumatore, dal momento che erano esenti tasse per un certo periodo.

Anche dopo la tassazione, le mignon hanno continuato ad essere apprezzate per il loro amabile formato, un po’ da bottigliette da casa delle bambole. Della loro grazia però se ne impossessano ben presto le imprese, che intuirono che questo formato poteva essere consegnato ai passeggeri senza troppe perdite (la quantità di prodotto è pari a 1.5 o 2 Oz): le compagnie aeree iniziano così a generare collezionisti, che si intascavano i mignon con la curiosità di sapere a quale bottiglia in formato maggiore corrispondessero.

 

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Nei primi anni ’60 sono comparsi anche i primi mini-bar negli hotel, la dimora ideale dei baby liquori, necessari per un drink a tarda notte nella privacy della propria camera.
Gli anni ‘70 hanno visto un’inflazione del mercato sia per la tendenza del viaggio all’americana sia con l’emergere di ditte che hanno iniziato a produrre solamente formati mini, ma con poca risonanza dal momento che non esisteva in commercio l’esatta riproduzione in formato litro e lo scopo del collezionismo veniva meno.

 

A determinare le differenze tra le bottigliette e a permetterne la loro classificazione sono:

  • Forma del vetro
  • Colore
  • Tappo
  • Fascetta

 

In questi giorni i mignon non corrono il rischio di essere completamente eliminati, sebbene siano stati svalutati. Purtroppo l’85% di questi è ora prodotto in plastica, packaging non apprezzato dai collezionisti in quanto meno pregiato. Le belle bottiglie in miniatura provengono ora da piccole distillerie artigianali.

 

 

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