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Il whisky è tornato (ma se n’era veramente mai andato?), cresce l’interesse nei confronti del rum e il consumatore cerca sempre di più prodotti premium, originali e autentici. L’International Wines and Spirits Report (IWSR), osservatorio che raccoglie e analizza i dati di 160 paesi, fotografa così le tendenze per il 2022 nel mercato mondiale dei distillati. L’Italia non fa eccezione, confermando questa tendenza figlia del bere consapevole, informato e responsabile.

Ora, figuriamoci se qualcuno ha voglia di fare previsioni per l’anno appena iniziato, dopo l’imprevisto e terribile 2020 conclusosi da poche ore. Va però detto che per quanto disastrosa, la pandemia da COVID-19 è stata strumento per delineare nuove tipologie di consumatori, che in un futuro piuttosto prossimo potranno prendere forma in maniera ancora più distinta secondo Tom Harvey, cofondatore dell’agenzia di marketing YesMore Drinks.

Nel quarto trimestre 2019 la fiducia dei consumatori italiani cala a quota 70 punti, -1 punto rispetto al trimestre precedente. Flat su base trimestrale la media dell’indice di fiducia mondiale (107 punti), mentre quella del continente europeo scende di 2 punti (86 contro 88 del periodo luglio-settembre). Nel dettaglio, tra i mercati principali, crescono Gran Bretagna +3 (99 punti) e Francia +3 (83 punti), e calano Germania -2 (102 punti) e Spagna -1 (86 punti).

Il format Le storie di Partesa – sviluppato in collaborazione con Truenumbers – nasce con l’obiettivo di raccontare il settore della distribuzione di bevande, ancora poco noto, ma il cui impatto sul sistema socio-economico nazionale è particolarmente rilevante, soprattutto in un Paese come l’Italia dove la convivialità e il Fuori Casa hanno un peso tutt’altro che trascurabile nelle dinamiche quotidiane.

Cresce l’interesse dei consumatori verso ciò che mangiano: qualità certificata dei prodotti e trasparenza sull’origine degli ingredienti. Le aziende produttrici, sensibili e attente a tale tendenza, – convinte, inoltre, che ciò permetterà loro di mantenere una posizione all’interno del mercato – rispondono adeguatamente alla domanda con le cosiddette “clean label”, le etichette pulite.

Il consumo totale di alcool nel mondo è leggermente aumentato nel 2017, aggiungendo 3.5 milioni di casse da nove litri rispetto al 2016: la fonte è la ISWR, l’autorità leader mondiale per quel che riguarda dati e analisi nel panorama del beverage. Sebbene l’incremento del 2017 sia modestissimo (appena lo 0.01%), è una risposta al calo dell’-1.25% che si era avuto nel 2016, per segnare almeno un inizio di inversione di rotta, nonostante il cambio generazionale comporti nuove scelte di consumo.