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La Commissione BECA del Parlamento europeo ha approvato la Relazione sul Piano europeo di lotta al cancro contenente una grave l’affermazione, secondo cui “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol” finendo, in tal modo, per condannare anche il consumo moderato di bevande alcoliche, tra cui il vino e la birra

 

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Numerose organizzazioni settoriali del settore vitivinicolo hanno protestato contro la commissione Beca per questa grave affermazione contraria a ogni evidenza scientifica. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo documento strategico di lotta all’alcol ha fatto una chiara distinzione tra consumo moderato e consumo dannoso di bevande alcoliche.

 

LA POSIZIONE DI FEDERVINI

“Introducendo un riferimento all’assenza di un livello sicuro di consumo di bevande alcoliche – spiega Vittorio Cino, Direttore Generale di Federvini – la Commissione del Parlamento europeo ha addirittura fatto un passo indietro rispetto all’European beating cancer plan della Commissione europea che invece prevedeva una chiara differenza tra consumo moderato ed abuso. Oggi invece il voto rischia di legittimare una posizione tesa a demonizzare quasi tre millenni di storia, cultura e tradizione della civiltà del bere italiana.  Cultura che per noi vuol dire convivialità, socialità, nell’ambito della Dieta mediterranea”

Ci appelliamo alle forze politiche italiane presenti nel Parlamento Europeo – dichiara Micaela Pallini, Presidente di Federvini – affinché possano essere superati almeno gli aspetti più radicali di questo documento in occasione del passaggio in Assemblea plenaria, prevista nelle prime settimane del nuovo anno. Questo è solo l’ultimo di una serie di tentativi che provano ad introdurre misure penalizzanti e discriminatorie nei confronti dei nostri prodotti: ecco perché invitiamo il Governo ad aprire un tavolo di confronto permanente tra Ministero dell’Agricoltura, Ministero della Salute e Ministero degli Esteri per definire al meglio una posizione italiana di equilibrio e moderazione, in vista dei prossimi appuntamenti internazionali”.

www.federvini.it

LA POSIZIONE DI UNIONE ITALIANA VINI

Unione Italiana Vini mette in guardia sulla competitività del vino europeo, se il report dovesse essere confermato in sessione plenaria. “Se il documento dovesse essere confermato anche nella sessione plenaria prevista tra un paio di mesi, l’indirizzo politico dato dal Parlamento si rivelerebbe disastroso per la competitività del vino europeo, con forti tagli in materia di promozione e marketing, oltre ad un aumento della tassazione “.

www.unioneitalianavini.it

LA POSIZIONE DI COLDIRETTI

Dura la reazione della Coldiretti: “è del tutto improprio assimilare l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol”, afferma il presidente Ettore Prandini, nel sottolineare che la relazione dell’Europarlamento “colpisce ingiustamente il vino made in Italy che ha conquistato la leadership in Europa per produzione ed esportazioni con un fatturato record di 12 miliardi nel 2021”. La relazione non si limita a proporre aumenti delle tasse ma, sottolinea Coldiretti, spinge ad introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche come per i pacchetti di sigarette. Una decisione che ne scoraggerebbe il consumo da parte di quasi un italiano su quattro (23%) che smetterebbe di bere o ne consumerebbe di meno.

www.coldiretti.it

LA POSIZIONE DI ASSOENOLOGI

Anche Assoenologi scende in campo contro la relazione Beating Cancer Plan approvata dalla Commissione Beca del parlamento europeo  L’associazione ricorda che da sempre si batte – e continuerà a farlo – per un consumo moderato e responsabile del vino e dell’alcol in generale, ma non può accettare che non si faccia alcuna distinzione tra abuso e consumo moderato, mettendo così a rischio una storia millenaria quale è quella del nostro vino. “Non distinguere l’abuso dal consumo moderato e responsabile di alcol è semplice miopia politica, accompagnata da una non conoscenza di ciò che si sta discutendo. La dimostrazione è che la commissione parlamentare, da quanto si apprende, si starebbe basando su una singola ricerca scientifica già duramente criticata per alcuni suoi difetti di analisi. Anche a noi enologi sta a cuore la salute pubblica e da sempre siamo impegnati nella campagna di sensibilizzazione ad un consumo moderato di alcol. I risultati raggiunti negli anni sono assolutamente confortanti in questo senso. Continueremo in questo impegno, ma siamo altresì decisi a difendere il nostro vino che è parte integrante della cultura, della tradizione e del modo di vivere la vita di noi italiani”.

www.assoenologi.it

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1 Commento

  1. Certamente le assunzioni moderate e responsabili di vino e birra sono da secoli ritenute innocue e anche benefiche in certi casi, ma sbandierare dappertutto che “le vendite del vino volano”, costituisce di certo un messaggo fuorviante per i consumatori.

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