Carlo Carnevale
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La Cina chiama, l’Australia risponde: così si alimenta il mercato del vino asiatico

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Una potenza già tale, eppure con un margine di miglioramento ancora estremo. Leader in pressoché qualsiasi settore, la Cina sta iniziando a dominare anche il mercato vinicolo, fungendo inoltre da motore per lo sviluppo delle regioni che la riforniscono. Prima su tutte, l’Australia.

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Nel giro dell’ultimo mese, due dei nomi di punta della produzione del vino in Australia hanno annunciato un piano di aumento d’investimenti per incrementare le proprie forniture, con l’obiettivo di moltiplicare le spedizioni verso la Cina. Per prima la Seppetsfield Wines, uno dei principali esportatori di vino australiani, ha annunciato l’acquisto di un vigneto da 360 ettari nella Barossa Valley, che vanno a completare una superficie vitata totale di proprietà dell’azienda che si aggira sui 1600 ettari. Poco dopo, la società ad azionariato pubblico più grande del mondo nel settore vinicolo, la Treasury Wine Estates ha informato gli investitori di un progetto da quasi 215 milioni di dollari australiani (145 milioni di dollari statunitensi) per espandere produzione e strutture nella stessa Barossa Valley.

REGIONE REGINA – Il Sud dell’Australia produce circa la metà del vino del paese e circa l’80% delle bottiglie premium, la maggior parte delle quali proviene dalla Barossa Valley. La Cina è da tempo il principale traino per il mercato complessivo dell’export australiano, che lo scorso anno è aumentato del 4% in valore fino a 2 miliardi di dollari statunitensi, secondo il report annuale 2019 di Wine Australia. L’export relativo esclusivamente a Cina, Hong Kong e Macao è aumentato addirittura del 7%, per un valore totale di 810 milioni di dollari, per quanto il volume sia diminuito del 16% (154 milioni di litri), a causa di una minore produzione di vino nel settore 1$-2.50$ per litro. Di contro, concentrarsi sul costo piuttosto che sul volume ha portato l’Australia a divenire il primo esportatore verso la Cina in termini di valore; ancora dietro Cile e Francia per quello che riguarda il volume.

GLI INVESTIMENTI – La Cina è il mercato più grande su cui agisce Treasury Wine Estates: lo scorso agosto l’azienda ha informato la borsa valori australiana di voler rinnovare Wolf Blass Bilyara, la tenuta principale a 70km da Adelaide, nel giro dei prossimi 24 mesi. I fondi saranno investiti per aumentare la produzione, migliorare le strutture e i processi lavorativi. L’annuncio è stato dato contestualmente a un’importante dichiarazione, che riguardava un aumento del profitto netto del 16%, fino a circa 250 milioni di dollari, in larga parte grazie a un +48% sul mercato asiatico (lordo). Sebbene l’azienda venda in tutto il mondo, l’Asia si accaparra circa la metà della produzione. L’investimento è parte di una “strategia di premiumizzazione” che coinvolge anche l’acquisto di un asset nel Bordeaux francese.

LEGGENDA SEPPELTSFIELD – Nel frattempo, Seppeltsfield, parte del Randall Wine Group che già possiede a sua volta circa 1600 ettari nel Sud dell’Australia, ha recentemente acquistato le vigne di Tanunda Hill da un fondo d’investimento privato, aumentando in maniera sensibile la propria capacità produttiva. Il direttore esecutivo Warren Randall sostiene che “si tratta di una dichiarazione d’intenti piuttosto vigorosa: crediamo nella Barossa Valley come territorio perfetto per il vino australiano, e conferiamo il nostro impegno per esportare il nostro prodotto e il nostro territorio in Cina”. Seppeltsfield è un’autentica icona nel mondo del vino australiano, nata a metà del 1850; due anni fa è diventata la prima realtà australiana ad avere una quota (di circa 50 milioni di dollari) in una chateau cinese, grazie a una join venture con Minquan Jiuding Wine Company.

Seppeltsfield è riconosciuta come pioniera nella modernizzazione della produzione di vino grazie alla sua struttura all’avanguardia: costruite nelle colline su una serie di terrazzamenti, il design della cantina è studiato per permettere alla gravità di influire il più possibile nel percorso produttivo. A questo si aggiunge una fermentazione all’aperto, che contribuisce a vini dal grande impatto aromatica e purezza del frutto, incentivati dal’estrazione gentile di colori, tannini e sapori.

fonte: beveragedaily.com

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