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Giovedì 3 marzo 2022, presso la sede di AssoDistil, si è concluso ufficialmente il procedimento di trasformazione dell’Istituto Nazionale Grappa, presieduto da Sebastiano Caffo, in Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa. Il più importante distillato a livello nazionale è infatti registrato dal 2008 come Indicazione Geografica (IG) a livello europeo, e in quanto tale deve essere protetto e tutelato.

L’aumento delle accise “si beve” il territorio e le aziende che producono bevande alcoliche. E’ l’allarme degli imprenditori del settore, già colpiti duramente da tre incrementi della fiscalità sull’alcol a partire dall’ottobre 2013. Il comparto, già in sofferenza per la crisi dei consumi, ora vede in pericolo anche le sue produzioni d’eccellenza, come la Grappa, gli Amari, il Limoncello, gli aperitivi e altri prodotti simbolo del Made in Italy. Ecco perché, contro il quarto aumento della accisa dal prossimo 1° gennaio 2015, AssoDistil, l’associazione nazionale dei distillatori, e Federvini – Federazione italiana industriali produttori, esportatori e importatori di vini, acqueviti, liquori, sciroppi, aceto ed affini – hanno deciso di mobilitarsi, organizzando una serie di incontri sul territorio. Obiettivo: raccontare la crisi vista dalla base, ovvero dagli imprenditori che, tutti i giorni, lottano per garantirsi la sopravvivenza.

Il mancato rispetto delle regole imposte da Bruxelles da parte di alcuni Stati membri sull’invecchiamento dei brandy sta provocando danni enormi alle distillerie italiane. Dopo la lunga querelle contro la Francia, che ha visto riconosciute le istanze dei produttori italiani di brandy ed acquaviti di vino per il ripristino delle legalità, AssoDistil denuncia ora una pesante turbativa di mercato che, attualmente, è facilitata anche dall’assenza di adeguati sistemi di controllo negli Stati membri diversi dall’Italia, principalmente in Spagna.

Export in aumento per la grappa, nonostante la crisi. Ad affermarlo, in occasione del bilancio di fine anno, sono i Giovani di AssoDistil, l’associazione nazionale degli industriali distillatori. Secondo i dati Istat, nei primi nove mesi del 2012, si è registrata una crescita media nelle esportazioni del distillato simbolo del Made in Italy pari al 16% rispetto all’anno precedente. In particolare, il prodotto imbottigliato ha visto lievitare l’export di circa il 10%, mentre quello sfuso ha raggiunto il 33%. “I numeri parlano chiaro – afferma Alessandro Marzadro, vicepresidente dei Giovani Distillatori – il nostro prodotto, basato su un’antica tradizione e sull’impegno di aziende in maggioranza a conduzione familiare, riesce a imporsi all’estero, nonostante la crisi e la forza dei nostri concorrenti, che possono contare su volumi di produzione molto più ampi”. Guardare all’estero, sottolinea il vicepresidente, “può consentire all’intero comparto dei distillati di diventare più competitivo, aprendo nuovi sbocchi per le nostre imprese. In tal senso l’apporto dei Giovani Distillatori – aggiunge Marzadro – che rappresentano l’elemento di innovazione in un sistema aziendale a forte componente familiare, può rivelarsi fondamentale”.

All’assemblea annuale, AssoDistil delinea lo scenario economico di uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy. Che ora guarda sempre più all’estero, pur mantenendo il legame col territorio. Un mondo in evoluzione, dove l’export va assumendo il ruolo di “nuova frontiera” per i distillatori italiani. Lo ha rilevato AssoDistil, l’Associazione degli Industriali di settore, in occasione della consueta assemblea annuale a Roma. La crescente importanza delle esportazioni si contrappone al calo di produzione e di consumi che l’Associazione ha registrato sui mercati (-10% nel 2011). La riduzione dei volumi prodotti nel 2011 si deve alla vendemmia dello scorso anno, tra le più scarse degli ultimi decenni, con la conseguente diminuzione del vino e dei sottoprodotti da distillare. “Il mondo è cambiato, soprattutto negli ultimi anni – ha spiegato Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil – e oggi l’industria dei distillati deve confrontarsi con un sistema globale aggressivo, che non perdona chi stenta ad adeguarsi”.

Vendite all’estero in crescita e buona capacità di tenuta del settore sul mercato interno. Per AssoDistil, l’Associazione Nazionale degli Industriali Distillatori di alcoli ed acquaviti, la fine del 2011 si chiude, per così dire, con il bicchiere mezzo pieno. Nonostante la crisi, che ha influito sui consumi, l’industria della distillazione può guardare con cauto ottimismo al futuro. L’occasione per fare il punto sull’andamento del settore è stata la presentazione, a Roma, del Gruppo Giovani di AssoDistil. Sul fronte interno, la crisi si fa sentire, ma il settore dimostra di saper rispondere al momento poco felice dell’economia italiana, mantenendo sostanzialmente stabili produzione e volumi.