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Secondo l’ultimo Report Nomisma Wine Monitor realizzato in collaborazione con NielsenIQ, continuano a crescere le vendite a valore di vino nel canale off-trade in Italia: +10% in Iper e Super, +2% nei discount nel primo semestre di quest’anno. Ma è soprattutto l’e-commerce dei retailer generalisti che, dopo aver messo a segno un +141% nell’anno più duro della pandemia, continua a correre con un ulteriore balzo in avanti del +350%. Bene anche i Cash&Carry (+18%) a conferma della ripresa dei consumi di vino in bar e ristoranti.

Dagli antichi Romani alle nostre tavole con un solo click

Seppure la storia dell’aceto balsamico tradizionale sia legata al territorio modenese, le origini dell’aceto risalgono a 4000 anni A.C. Già i Babilonesi lo usavano come condimento o per conservare altri alimenti, ricavandolo dalla fermentazione di datteri, fichi e albicocche. La pratica della cottura del mosto d’uva, il cosiddetto sapum, risale invece agli antichi Romani, che lo utilizzavano sia in cucina, come dolcificante e condimento, sia come medicinale.

La prima Dop italiana, già orgoglio per il Piemonte tutto e di chi lo vive, ovviamente, come produttore e consumatore è una costante scoperta gustativa, di encomiabile confort al palato del turista, straniero, sopratutto. E la scelta di celebrarlo nel cuore di Asti, nell’elegante cornice di Palazzo Mazzetti non solo ne conferma la storicità ma anche il valore. Un formaggio unico a pasta morbida, a latte 100% caprino oppure caprino/bovino, realizzato artigianalmente nel territorio situato nelle colline intorno al paese di Roccaverano (AT).

La crescita del valore economico delle produzioni a indicazione geografica continua inarrestabile per l’Italia, che vanta un primato mondiale con 822 prodotti DOP, IGP, STG registrati a livello europeo su 3.036 totali nel mondo. Il comparto delle IG italiane esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi e per la prima volta supera i 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per un contributo del 18% al valore economico complessivo del settore agroalimentare nazionale.

Cintura allacciata, anzi sarebbe il caso di dire “cinta” senese allacciata. Porcobrado non è una parolaccia, anche se in Tosacana sono abituati a fare i bischeri. Porcobrado è il nome del nuovo format che prende il nome dall’azienda agricola che ha salvato la razza dei maiali da Cinta senese e ha inaugurato qualche settimana in zona Isola a Milano. Un concept che lega in maniera indissolubile il panino di Cinta Senese che cresce allo stato brado in Toscana, al foodtruck che ha conquistato decine di migliaia di persone, tanto da essere stato premiato come il “Best Sandwich” al “The European Street Food Awards 2017” di Berlino.

Si è alzato il sipario domenica 2 aprile sulla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo. Tre lettere con un unico denominatore, il viaggio, grande protagonista sino al 4 aprile nella sede storica di Fieramilanocity. Un calendario a stretto contatto con un altro evento di richiamo come il Salone del Mobile, nel cuore della capitale economica d’Italia. Da turisti a viaggiatori: questa la trasformazione del travel in atto.

Grazie al GAL “Terra dei Trulli e di Barsento” nasce “TerritOlio dei Trulli”, un progetto innovativo che si pone l’obiettivo di promuovere uno dei settori trainanti dell’economia pugliese, passando dal sostegno alla certificazione per i produttori al rilancio dell’intero territorio attraverso strumenti tradizionali e digitali appetibili per operatori turistici e visitatori. Parola d’ordine: fare sistema.

Gli olivicoltori del Vùlture si sono uniti sotto il nome di “Frantoiani del Vùlture” per difendere la qualità dell’olio di questa terra, promuovendone lo sviluppo e l’innovazione, nel rispetto della millenaria tradizione di questa attività. Sono loro i custodi del paesaggio del Vùlture che rendono vitale e fertile con il loro operato, riservando alla produzione di questo prezioso alimento una passione tramandata di generazione in generazione.

Palcoscenico internazionale per il lancio del nuovo progetto “La DOP fa scuola” targato Grandi Formaggi DOP. Anche quest’anno, i quattro Consorzi Asiago, Gorgonzola, Mozzarella di Bufala Campana e Pecorino Sardo DOP, si uniscono per una nuova iniziativa comune, su finanziamento del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con lo scopo di valorizzare e promuovere i loro prodotti, caratterizzati da uno dei riconoscimenti più importanti, la Denominazione di Origine Protetta.

Per i prodotti italiani a marchio Dop e Igp si chiude un’altra annata positiva, in netto contrasto con lo scenario recessivo dell’intera economia nazionale. Nel 2012 – secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti a denominazione di origine e a indicazione geografica protetta – sia sul fronte produttivo, sia sul piano del risultato economico è emersa una tendenza alla crescita. Per quanto riguarda, in particolare, l’andamento dei fatturati, Ismea stima un aumento di oltre il 2% del valore alla produzione, che ha raggiunto nel 2012 i 7 miliardi di euro grazie soprattutto alle vendite all’estero. Il giro d’affari al consumo si è invece attestato a 12,6 miliardi di euro (+5% su base annua), di cui circa 9 realizzati sul mercato nazionale.

ACETO BALSAMICO DI MODENA Il primo riconoscimento legislativo per questo prodotto unico nel suo genere risale al 25 marzo 1933 Oltre 90 milioni i litri prodotti nel 2012, 430.000.000 di euro il fatturato registrato nello stesso anno (+30% circa rispetto al 2010): ecco la carta d’identità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP che proprio in questi giorni festeggia il suo ottantesimo compleanno, fissato nella data in cui è stato emesso il primo riconoscimento legislativo ovvero il 25 marzo 1933. Un successo lungo ottant’anni dunque, che continua a crescere e che ha portato l’oro nero di Modena negli due ultimi anni ad altrettante affermazioni ai vertici della classifica stilata da Qualivita tra i prodotti DOP e IGP più rappresentativi: primo assoluto nella Top 15 delle DOP e delle IGP nel 2012 e secondo assoluto nella classifica 2013, ma sempre primo tra le IGP.