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Mercato birra Italia

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Birrifici artigianali a rischio con il crollo del 34% del raccolto 2022 dell’orzo per il malto rispetto all’ultimo anno prima della pandemia a causa di siccità ed eventi meteo estremi, mandando in crisi una delle filiere più importanti per la produzione Made in Italy, mentre esplodono i costi dell’energia aumentati del 180% a causa della guerra in Ucraina. È l’allarme lanciato dal Consorzio Birra Italiana alla vigilia del prossimo maxirincaro delle bollette di luce e gas a partire dal primo ottobre. Il caro energia e la mancanza di materie prime, compresa l’anidride carbonica, si fanno sentire lungo tutta la filiera spiega il Consorzio insieme allaumento di costi per imballaggi, bancali, contenitori di plastica, vetro, metallo, etichette e tappi.

Nel 2020 crolla il Valore Condiviso della birra (-15%), soprattutto a causa delle difficoltà riscontrate dall’HoReCa. In un anno il settore perde 15mila posti di lavoro.  Qualche segnale positivo dai consumi casalinghi, che muovono positivamente la filiera e generano quasi 1,9 miliardi di Valore Condiviso sugli 8,1 miliardi totali. Gli ingredienti della ricetta HEINEKEN Italia per creare valore in un mondo che cambia: Sostenibilità (ambientale e non), investimenti su innovazione e birre del territorio e coinvolgimento delle persone attraverso una nuova leadership collettiva.

Sul mercato italiano delle birre operano dieci società birrarie con produzione industriale sul nostro territorio: Heineken Italia, Birra Peroni, Birra Castello, Carlsberg Italia, Forst, Menabrea, l’emergente Birra Morena e poi altre tre aziende di più piccola dimensione (Theresianer, Semedorato, Birrificio Messina). Esse gestiscono complessivamente 16 stabilimenti di produzione, ubicati in diverse regioni del Nord e Sud Italia.

Sulla scia del movimento ambientalista che negli ultimi tempi fa sempre più discutere, una realtà d’orgoglio italiano ha già messo in moto la propria piccola rivoluzione, coerente con il territorio e la passione storica. Ichnusa ha presentato i risultati di una ricerca che segnala come sempre più persone si impegnino nel proprio piccolo per creare un motore di cambiamento: Gli italiani e i piccoli gesti che cambiano il mondo.

Malto, luppolo, lievito e acqua. Sono i quattro ingredienti essenziali per produrre una birra, il prodotto alcolico più antico mai conosciuto con i suoi circa 7.000 anni di storia. Una ricetta di inaudita semplicità, declinata poi in centinaia di tipologie a seconda del credo e del gusto. Nessuno, almeno in Europa, aveva però mai pensato a farla nascere direttamente dall’elemento più naturale possibile.  Matteo Minelli, imprenditore 37enne, ha fondato il primo birrificio che ottiene birra dall’aria.

Nel 2016 il settore birrario ha segnato il nuovo massimo storico della produzione, con 14,5 milioni di ettolitri, confermandosi un importante asset economico e sociale del sistema italia, all’avanguardia perqualità di prodotto e di processo e per sostenibilità ambientale. caratteristiche, queste, che pongono la considerazione della birra italiana ai vertici europei.

Beverfood.com Edizioni ha pubblicato il nuovo annuario settoriale BIRRITALIA 2017-18 che, con 340 pagine ricche di dati, immagini e informazioni sui birrai e le birrerie, gli importatori, i fornitori specializzati e i distributori, può essere considerato a pieno titolo la “Bibbia” del settore nel nostro Paese. L’annuario è pubblicato sia in versione cartacea che in versione digitale. La versione digitale in pdf viene resa disponibile sul portale www.beverfood.com da cui può essere scaricata gratuitamente. L’annuario mette a fuoco i mercati ed il quadro competitivo nazionale e internazionale e fornisce la mappa informativa di tutti gli operatori che a vario titolo operano nel variegato mondo della birra in Italia