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Nella serata di giovedì 8 settembre a Milano, il Birrificio Angelo Poretti ha celebrato la Festa del Luppolo, una ricorrenza che omaggia la pianta usata nel processo produttivo della birra e che punta a valorizzare il mondo brassicolo e agricolo italiano. Il marchio proprietà di Gruppo Carlsberg ha nuovamente scelto gli splendidi spazi all’aperto di Cascina Cuccagna, una dimora settecentesca recuperata all’uso pubblico e già sede dell’evento lo scorso anno, per dare spazio alla sua gamma di birre caratterizzate dalla combinazione di diverse varietà di luppolo. Protagoniste della serata la 4 Luppoli L’Originale e la 4 Luppoli Non Filtrata, novità Poretti caratterizzate dall’uso della varietà di luppolo Cascade, di origine americana ma coltivata anche in Italia. Presente anche la nuova 4 Luppoli Zero.Zero, contenente lo 0,0% di alcol e creata dai Mastri Birrai Poretti fondendo la fragranza del malto con i profumi agrumati e speziati di ben quattro diverse varietà di luppolo.

Pascol punta forte sulla Gdo, dopo aver chiuso alla grande la campagna di equity crowdfunding. La start-up valtellinese specializzata nella selezione, distribuzione e promozione di carne prodotta da allevamento estensivo, fondata dai soci Federico Romeri e Nicolò Lenoci, ha raccolto 810.000 € raccolti in pochi mesi, che serviranno a rafforzare la società in ogni settore per continuare a espandersi. Capitali per sostenere la crescita interna che vede oggi un team di 18 persone, con una preparazione multidisciplinare che va dalla zootecnia, all’ ingegneria gestionale sino all’economia e alla comunicazione. Un modello farm to fork verticale quello di Pascol , che ha convinto 82 investitori che tramite la piattaforma Mamacrowd hanno investito nella start up focalizzata sul consumo sostenibile e consapevole di carne.

In questo periodo di emergenza sanitaria, sono tante le idee lanciate sul mercato per incrementare la sicurezza all’interno del ristorante, soprattutto ora che sembrano più chiari i termini di riapertura dal lockdown. Sooneat, la start-up dedicata al “make eat easy”, ha implementato una piattaforma innovativa per garantire sicurezza ed efficienza ai ristoratori e ai loro clienti nella fase post Covid-19.

Più di 7 milioni di persone ogni mese cercano su Google informazioni sui locali in cui cenare, pranzare o semplicemente andare a bere qualcosa con gli amici.
Circa il 60% di loro ha come obiettivo quello di leggere il menù, conoscere i piatti e le specialità del locale e i relativi prezzi. Evitare sorprese sui piatti di un ristorante e sui loro prezzi è sempre più una priorità per gli utenti italiani.

Perché si parla tanto di Start-Up? Forse il motivo principale è che queste nuove aziende, con poco capitale e tante idee, spesso fondate e gestite da giovani, hanno il coraggio di innovare e creare nuovi prodotti, rischiando proprio là dove i grandi non osano, cercando di cavalcare il trend del momento, oppure le volte essendone i creatori

Lunedì 14 dicembre, in occasione del primo Startup Open Summit di Milano, gli imprenditori Sara Roversi [founder di You Can Group e Future Food Institute] ed Antonio Perdichizzi [founder di Tree] lanciano il Future Food Accelerator, l’acceleratore dedicato alle startup che sviluppano servizi, prodotti e soluzioni legate al mondo del food. La mission di Future Food Accelerator è quella di supportare startup con progetti distintivi e ad alto potenziale di crescita. FFA promuove inoltre l’open innovation tra le startup, le imprese e l’ecosistema globale del settore food.