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Per occasione del BRAU Beviale 2006, il sito della Fiera ha pubblicato un interessate intervento che evidenzia le peculiarità del settore bevande in Germania (con particolare riguardo al mercato della birra), rispetto agli altri mercati maturi europei e americani. Riassumiamo di seguito le tesi principali

>I consumi di bevande si spostano dalla birra alle bevande analcoliche e ai beer-mix.
Dal 1994 ad oggi in Germania il consumo di bevande non è diminuito bensì aumentato da 675 a 707 litri pro capite. Spesso si è guardato soltanto al consumo di birra che, nello stesso periodo, è effettivamente calato da 139 a 115 litri. Sono state bevute di meno anche bevande comuni come il caffè e il tè (da 200 a 190 litri). È invece aumentato di quasi 60 litri il consumo di bevande analcoliche (da 226 a 285 litri). Anche il latte ha goduto di un favore nettamente maggiore passando da 79 a 89 litri. Il consumo di spumanti, vini e alcolici non ha segnalato grosse variazioni . La birra ha quindi ceduto “volumi” a favore delle bevande analcoliche e, da non dimenticare, delle bevande mix a base di birra: un fatto inconsueto rispetto ad altri mercati saturi come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti dove sono le bevande alcoliche (superalcolici, alcopop e vino) a mettere in difficoltà la birra.

>Calano i consumi ma non il numero dei produttori
Ciò che differenzia sostanzialmente il mercato delle bevande tedesco da altri mercati saturi sono, oltre alle preferenze di gusto, soprattutto aspetti culturali e peculiarità della politica aziendale. Nonostante il consumo di birra diminuisca in media di circa l’uno percento all’anno, la Germania vanta ben 1.274 birrifici e circa 220 imprese imbottigliatrici di bevande. Il fatto che nell’ultimo decennio il numero delle aziende produttrici di birra sia rimasto quasi costante è legato, da un lato, alla nascita di piccoli birrifici con annessa locanda e, dall’altro, alla mancanza di una strategia di “uscita” (vendita dell’azienda) nella filosofia imprenditoriale dei birrificatori e dei produttori di bevande tedeschi. Senza dubbio il fatto che i birrificatori, gli imbottigliatori e i grossisti del settore tedeschi preferiscano continuare a gestire in prima persona la propria azienda piuttosto che venderla (anche se in questo modo devono fare i conti con dei margini di guadagno inferiori) è dovuto in prima linea a fattori di natura culturale.

>Numerose concentrazioni nel settore birraio, ma i primi otto rappresentano solo il 60%.
Tuttavia ciò non significa che l’ondata di consolidamenti abbia risparmiato il mercato tedesco. Nel 2001, con l’acquisizione della Beck’s e della Diebels da parte della InBev nonché della Paulaner/Kulmbacher da parte della Heineken, il processo di concentrazione ha iniziato a premere sull’acceleratore. Nel 2004 l’ondata di fusioni ha raggiunto temporaneamente l’apice con l’acquisizione della Holsten da parte della Carlsberg, l’incorporazione della König e della Licher nella Bitburger e l’acquisto della Brau&Brunnen da parte della Radeberger. Con il rilevamento delle aziende in Germania i grandi gruppi birrari internazionali InBev, Heineken e Carlsberg sono riusciti a impossessarsi nel complesso di circa 30 mio hl.. Nonostante ciò in Germania gli otto maggiori gruppi birrari riuniscono su di sé una quota di mercato pari al 60 percento circa. Questo corrisponde più o meno al grado di concentrazione vigente nel mercato tedesco delle acque minerali, nel quale si stima che sei aziende detengano il 50 percento della quota totale.

>Pluralità di mercati regionali e assenza di marchi nazionali
Nel mercato tedesco delle bevande la concentrazione e il consolidamento sono due concetti che hanno soltanto un valore indicativo limitato. In realtà molte delle fusioni aziendali, definite alla leggera “processi di concentrazione”, non sono altro che la ridefinizione di aree di competenza nel migliore senso geografico. Ciò può servire anche a spiegare come mai in Germania continui a non esistere un mercato nazionale omogeneo come lo conosciamo in altri paesi, bensì solamente una pluralità di mercati regionali o parziali dai confini nettamente definiti. Ne deriva di conseguenza anche la mancanza di un forte marchio nazionale: finora ciascuna delle maggiori marche di birra tedesche (Oettinger e Krombacher) è riuscita a conquistarsi soltanto il 6 percento del mercato.

>Margini di guadagno ad una sola cifra
Un altro aspetto che sottolinea la particolare posizione occupata dal mercato tedesco è il margine di guadagno. Nel ranking dei mercati della birra lucrativi di tutto il mondo la Germania, con un utile stimato di 4,6 EUR/hl in media, trova posto nei ranghi inferiori: in capo alla classifica c’è il Canada con 36 EUR/hl! Va comunque detto che non esiste alcuna regola o tanto meno una legge naturale che prescriva quali ricavi debba raggiungere un’azienda. A dispetto di tutti i benchmark internazionali, infatti, l’ammontare del margine di guadagno è soggetto anche all’autodeterminazione della singola impresa.

>Il mercato tedesco delle bevande e la cauzione sul vuoto a perdere
Non c’è prova migliore del ruolo speciale giocato dalla Germania a livello internazionale che questa particolare cauzione introdotta tre anni fa. In seguito a questo provvedimento in Germania è scomparsa quasi completamente dal mercato una tipologia d’imballaggio in uso in tutto il mondo: la lattina. Perfino oggi, dopo l’introduzione di un nuovo regolamento a disciplina delle cauzioni sul vuoto in data 1° maggio 2006, sarà difficile vederne il ritorno.

INFOFLASH/BRAU-BEVIALE DI NORIMBERGA
Dal 15 al 17 novembre gli operatori europei delle bevande si sono ritrovati al Centro Esposizioni di Norimberga in occasione della BRAU Beviale 2006, la fiera dei beni d’investimento più importante per il settore nel corso di quest’anno. Circa 1.500 espositori hanno presentato materie prime, tecnologie, soluzioni logistiche e idee per la commercializzazione.
Il segmento merceologico più forte (con circa 700 espositori) è senza dubbio l’intero comparto tecnologico: macchinari per la produzione, l’imbottigliamento ed il confezionamento delle bevande, equipaggiamenti tecnici per l’azienda e il laboratorio, nonché impianti tecnico-energetici. La nazione più rappresentata è la Germania con circa 850 aziende, tra cui anche i leader mondiali nella produzione di macchine per l’imbottigliamento e l’imballaggio. Gli espositori della BRAU Beviale 2006 hanno raggiunto Norimberga da oltre 40 paesi del mondo. Una forte presenza anche da parte delle aziende italiane, austriache e britanniche.

+INFO: www.brau-beviale.de
Contatto per la stampa e i media:
Petra Trommer, Ellen Rascher -Tel. +49 (0) 9 11. 86 06-83 28 -Fax +49 (0) 9 11. 86 06-82 56
ellen.rascher@nuernbergmesse.de

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