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In alto i vostri calici a forma di sombrero, i vostri highball sodati o qualsiasi cosa vogliate bere, purché distillato dall’agave: è il Cinco de Mayofestività messicana (più o meno) tra le più sentite, e perfetta occasione per celebrare con tequila e mezcal.

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Contrariamente a quanto spesso si crede, il 5 maggio non coincide con l’indipendenza del Messico, che si festeggia il 16 settembre per ricordare l’emancipazione dai domini spagnoli che avvenne nel 1810. Il Cinco de Mayo riporta invece a mezzo secolo dopo, al 1862 quando la Francia di Napoleone III decise di farsi avanti per assoggettare (di nuovo) il paese: il Messico era pesantemente indebitato con gli stati europei, e quando il leggendario presidente Benito Juarèz dichiarò di non voler più procedere con i pagamenti, il nipote di Bonaparte optò per l’invasione.

Finì decisamente male per i francesi, che alla fine desistettero, respinti dall’orgoglio e dal furore degli indigeni: il 5 maggio di quell’anno, per l’appunto, nella cittadina di Puebla, i guerriglieri locali tennero alta la bandiera e l’onore, superando le forze transalpine che pure erano decisamente superiori per numero. La Batalla de Puebla segnò quindi la strada per la resistenza, e oggi viene ricordata come momento fondamentale per l’unità nazionale.

Paloma con Graperfruit Soda Three Cents

A differenza del Dia de los Muertos, sentitissimo in tutto il paese, il Cinco de Mayo è prerogativa della comunità messicana degli Stati Uniti, oltre ovviamente alla città di Puebla: è giorno di festa, per cui la popolazione si riversa in strada ballando e indossando abiti tipici del periodo coloniale, forse l’unica bellezza degna di essere tramandata, insieme alle storie e ai ricordi degli antenati. Manco a dirlo, è l’occasione di convivialità perfetta per godere dei distillati nazionali, mezcal e tequila, che siano assoluti o in miscelazione.

El Jolgorio Mezcal Pechuga

Lucidate lo shaker per un Margarita, se avete voglia di tequila, succo di lime e triple sec; magari in versione Tommy’sl’invenzione di Julio Bermejo dell’omonimo bar di San Francisco, che al posto del liquore all’arancia utilizza sciroppo d’agave. Oppure rilassatevi senza troppi fronzoli con un Palomaversando in un bicchiere capiente del tequila, succo di lime e un’abbondante dose di soda al pompelmo. Se invece siete in vena di sentori più complessi e contemporanei, un classico moderno che sta davvero iniziando a fare parlare di sé: il Mezcal Negroni, con mezcal appunto, Campari e vermouth dolce. Perfetta la proposta di Ghilardi Selezioni per l’occasione, con una linea di altissimo livello composta da Mezcal Pechuga El Jolgorio, Sotol de Durango Origen Raiz, e Mezcal “San Luis del Rio” Nuestra Soledad.

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